Forse questa volta avremo davvero un Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA). Come facilmente prevedibile, vista la perdurante inadempienza del Comune, è stato nominato il commisario ad acta. Dopo il silenzio in cui sono trascorsi i 45 giorni concessi dal TAR al Comune per completare il provvedimento di adozione del Piano, i ricorrenti, hanno chiesto infatti, come previsto, la nomina del commissario. La scelta è caduta sul Segretario generale della Citta Metropolitana di Messina, con facoltà di delega ad altro dirigente di adeguata competenza.
Da notare che il commissario dovrà ricevere un compenso e ci saranno quindi altre spese. Come abbiamo già scritto “la nomina di un Commissario non è mai indolore, comporta dei costi che, secondo la letteratura amministrativa, costituiscono danno erariale”.
Tra i ricorrenti abbiamo, in prima battuta, un giovane molto attivo ed impegnato, con una importante disabilità e quindi direttamente interessato alla piena accessibilità di tutti i cittadini ai luoghi pubblici e ai servizi, che va, comunque, garantita non solo alle persone con disabilità motorie e sensoriali, ma anche ad anziani, bambini o chiunque abbia difficoltà anche solo temporanee.
Diamo a lui, al dottor Filippo Tagnese, la parola per raccontarci le tappe preparatorie che hanno condotto all’attuale nomina.
L’obiettivo iniziale è stato individuato dal circolo tematico del Partito Democratico catanese “Officina Democratica”, insieme alla cellula di Catania della “Associazione Luca Coscioni”.
Si trattava di far finalmente approvare dal Comune della nostra città metropolitana il famoso PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), documento che ogni comune italiano deve obbligatoriamente predisporre secondo le disposizioni della L. 41/1986.
Per raggiungere tale fine si è inizialmente presentato in consiglio comunale un question time a firma di Maurizio Caserta, docente di economia all’università, consigliere comunale del PD nonché uno dei fondatori di “Officina Democratica “, in modo da richiamare l’attenzione sull’urgente necessità di approvare questo piano.
Malgrado questo, il Comune ha continuato ad essere inadempiente, il che mi ha costretto ad ardire alle vie legali per far prevalere il diritto sacrosanto di avere una città maggiormente inclusiva per chi ha una mobilità ridotta. Ed è in questo contesto che, in quanto diretto interessato alla realizzazione del PEBA nonché membro attivo del suddetto circolo tematico, ho contattato l’associazione “Luca Coscioni” ed insieme abbiamo predisposto un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale che costringesse il Comune all’adempimento del sopracitato obbligo.
La vicenda giudiziaria si è conclusa pochi giorni fa. Una sentenza del 12 maggio ha condannato il Comune a completare, entro 45 giorni, il procedimento amministrativo di adozione del PEBA, dando ai ricorrenti – in caso di inadempienza del Comune – la possibilità di chiedere la nomina di un commissario ad acta. Cosa che noi abbiamo fatto il 3 settembre di quest’anno. Una richiesta che il TAR ha accolto con una Ordinanza del 27 ottobre, con cui ha nominato un commissario straordinario per la predisposizione e l’approvazione del piano.
Questo non rappresenta il raggiungimento dell’obiettivo prefissato, ciò avverrà solo quando il tutto sarà nero su bianco ed inizieranno i lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma rappresenta una tappa importante per il raggiungimento dell’opera inizialmente ideata.
Sembra paradossale il solo pensare che, in una città grande come Catania, bisogna rivolgersi ai tribunali per far approvare una norma prevista da una legge di quarant’anni fa. Purtroppo però l’inerzia di fronte ad un tema così importante come la libertà di muoversi e spostarsi senza alcuna difficoltà è perdurante. Qualcosa di inaccettabile e irrispettoso.
Come già detto questo rappresenta solo una tappa intermedia. Tutte le parti in causa, l’associazione Luca Coscioni, il circolo Officina Democratica ed io stesso, continueremo a vigilare e cercheremo di contribuire per quanto possibile alla realizzazione di questo obiettivo che speriamo possa rendere Catania una città più vivibile per tutti i suoi cittadini e i suoi visitatori.
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Qualche complimento andrebbe alla Cellula Coscioni di Catania: per l’dea, per la scelta dell’avvocato, per i dati e i sopralluoghi con cui descrivere le lacune della città, per come sono stati scritti i due ricorsi e per l’anticipazione del denaro necessario a presentarli al Tar
Grazie, Massimiano
“… ad ardire alle vie legali…” , immagino sia un refuso editoriale che sta per “… adire le vie legali… “.
Cio’ detto, apprezzo la precisazione di Massimiano Aureli.