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Un parco a Corso Martiri. Ma come?

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pubblico presente in assemblea

Unire le energie, mettere insieme le competenze, solo così potremo formulare una proposta alternativa su Corso Martiri. E’ questo il messaggio finale con cui Marco Cutispoto, il giovane urbanista che ha organizzato l’assemblea di domenica 4 ottobre in piazza Falcone, ha concluso i lavori della serata.

Rinviando il confronto sul merito al prossimo appuntamento, già fissato per il 15 novembre, l’organizzatore ha lasciato spazio agli interventi programmati di esperti e di rappresentanti di realtà associative cittadine. La necessità di formare i cittadini in funzione di un possibile evento sismico è stata sottolineata da Paolino Maniscalco, mentre il giornalista Antonio Leto ritornava sul tema degli espropri delle aree di Corso Martiri discusso con il sindaco Trantino.

Marco Cutispoto e Simona Laudani sulla scalinata della chiesa mentre fanno il loro intervento

Di un modello di città diverso da quello incentrato su speculazione e cemento hanno parlato il Comitato in difesa della scogliera d’Armisi, la Lipu e il Comitato per il Parco Monte Po – Acquicella, ribadendo la necessità di difendere e moltiplicare l’accesso al mare e il verde cittadino (anche attraverso una infrastrutturazione verde che rispetti gli obblighi della Nature Restoration Law), per contrastare il cambiamento climatico.

Il Sunia, la San Berillo Calcio popolare, il Consultorio Mi cuerpo es mio, hanno evidenziato i bisogni sociali (abitativo, di inclusione, di tutela della salute), che rimangono tutt’ora aperti in città. Temi che sembrano lontani da quello strettamente urbanistico ma che non lo sono se riteniamo che l’urbanistica debba essere pensata in modo da rispondere ai bisogni delle persone e della società.

Soprattutto è emerso un concetto chiave: non si può parlare di un progetto che risani la ferita inferta a Catania, con lo sventramento del vecchio san Berillo e la deportazione dei suoi abitanti, se non scegliamo prima un modello di città, pensato e discusso in modo partecipato, che venga incontro alle esigenze dei cittadini e non a quelle dei turisti. O agli interessi dei proprietari, ai quali – invece – si è finora piegata l’Amministrazione comunale.

Non si è però andati oltre questa affermazione di principio, pur sacrosanta e da difendere con forza.

Del progetto di Corso Martiri si è parlato ben poco, sia di quello presentato recentemente in Municipio dall’architetto Casamonti, a cui Cutispoto ha solo rapidamente accennato (senza l’ausilio di slide o cartine chiarificatrici), sia di quelli proposti in alternativa dallo stesso Cutispoto e da un gruppo di associazioni capitanate da CittàInsieme.

In entrambi questi due casi, l’opzione è quella di realizzare un Parco. Il giovane urbanista pensa ad un parco che abbia le caratteristiche dei disaster park giapponesi con funzione antisismica e relative attrezzature, per il quale sarebbe possibile il ricorso a finanziamenti della Protezione Civile. Non è stato posto, tuttavia, il problema di come gestire la decadenza dell’attuale Convenzione a cui l’Amministrazione è vincolata fino al 2032. Alla messa in mora della Convenzione accenna, invece, il Comunicato delle associazioni, senza che tuttavia la questione sia stata ripresa e sviscerata.

L’impugnazione della Convenzione per mancata osservanza degli obblighi assunti dai proprietari è, del resto, una strada che l’Amministrazione non ha finora voluto percorrere, nonostante le sollecitazioni ricevute da varie associazioni cittadine, in primis Volerelaluna. Non si è neanche voluta percorrere la strada della contrattazione, da attivare – tuttavia – soltanto dopo avere messo la proprietà di fronte agli obblighi assunti.

L’assemblea poteva non essere il contesto giusto per questi approfondimenti, ma la questione non è stata nemmeno posta, ed i quattro tavoli che avrebbero dovuto affrontare i temi Memoria, Burocrazia, Questione abitativa e sociale, Rischio sismico e Ambiente, sono stati solo simbolici e ridotti a bacheche su cui i partecipanti erano invitati ad attaccare dei post-it con proposte e richieste.

I tavoli potevano divenire reali se si fosse organizzato un lavoro di approfondimento da effettuare nel lasso di tempo che intercorrerà tra l’assemblea di domenica e quella del 15 novembre. Un’opportunità che è stata perduta e che avrebbe potuto divenire interessante per tutti i partecipanti all’assemblea ed in particolare per i giovani, presenti in buon numero, non sappiamo se come spettatori o desiderosi di essere coinvolti, anche perché non hanno avuto modo di esprimersi.

Del prossimo appuntamento, al momento, abbiamo soltanto la data. Manca un ordine del giorno con i temi da trattare e su cui prepararci, individualmente e/o a gruppi, in modo da arrivare preparati per affrontare le grandi questioni ancora irrisolte, a partire dal modo in cui liberarci dalla Convenzione che rischia di determinare comunque il destino di Corso Martiri, con il rischio di lasciare alla città, alle associazioni, ai giovani (urbanisti e non), la speranza illusoria di poter cambiare le cose con un bel progetto.

1 Comment

  1. Bella l’idea di incontrarsi in piazza! La prossima volta lasciate spazio anche a qualche intervento spontaneo

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