I lavori fervono, se ne prevede la fine nel febbraio 2027, quando la città avrà il suo ennesimo supermercato, un altro Lidl, in via Palazzotto. Per chi non sapesse dove si trova, ricordiamo che è subito sotto il Tondo Gioeni e quella parte della Circonvallazione che va sotto il nome di viale Andrea Doria.
Ieri, lunedì 15 giugno, partiti di opposizione (M5S, PD, Sinistra Italiana) e diverse associazioni, tra cui Argo, hanno contestato, con una conferenza stampa, questa ulteriore scelta che conferma un’anomalia tutta catanese. Siamo, infatti, la seconda città in Europa nel rapporto fra numero di abitanti e centri commerciali, e questa proliferazione esponenziale, oltre a sollecitare – come vedremo – interrogativi inquietanti, è la causa fondamentale della desertificazione sociale che ha progressivamente portato alla chiusura delle piccole attività commerciali, impossibilitate a competere con le grandi catene commerciali.
Ma torniamo al Lidl di via Palazzotto, un supermercato autorizzato dalle Attività Produttive su parere favorevole dell’Urbanistica retta da Biagio Bisignani, là dove nel 2015 l’Urbanistica retta da Gabriella Sardella aveva stoppato la richiesta di realizzarvi un Penny Market. Il Piano Regolatore Generale destina, infatti, quest’area in parte a scuola media e in parte a verde pubblico, un vincolo assoluto.
Il diniego del Comune fu poi confermato dal Tar, a cui i proprietari avevano fatto ricorso e – in appello – dal CGA con la storica sentenza n.00606/2017. Una sentenza ignorata per anni perché scomoda, che trovate anche a questo link..

Non si limita, infatti, a dichiarare illegittime tutte le concessioni in deroga alle destinazioni previste dal Piano regolatore vigente (quindi anche quella di via Palazzotto). Invita il Comune a procedere sollecitamente all’approvazione di un nuovo Piano, anche per eliminare il pessimo costume delle varianti, e stabilisce che l’area in questione debba essere considerata “zona bianca”, fino a che non le venga attribuita una nuova destinazione urbanistica. Vale a dire, nessuna nuova costruzione, solo interventi conservativi.
Tenere presente questa sentenza avrebbe significato non autorizzare la costruzione dell’Eurospin di via Martelli Castaldi, tanto meno quella del supermercato Lidl, proprio nella stessa area sulla quale il CGA si era pronunciato.
Ma gli Uffici catanesi hanno fatto di più che ignorarla. Visto che Argo l’aveva tirata fuori dall’oblio a proposito dell’Eurospin di Cibali, la hanno citata espressamente nel secondo permesso di costruire rilasciato per via Palazzotto (30 agosto 2024). Ma stravolgendone il senso.
Nel documento, infatti, si afferma che il CGA ha ribaltato la sentenza del Tar e ha ritenuto illegittimo il diniego emesso dal Comune, laddove nella sentenza anche un inesperto può leggere che i magistrati considerano “corretto il diniego, allo stato, della concessione domandata”.
Una falsità di questa portata in un documento ufficiale non poteva non essere denunciata. E Argo, insieme a Borgo Marinaro di Ognina, CittàInsieme, Comitato Antico Corso e Sunia, lo ha fatto, con una integrazione all’esposto-denuncia presentato precedentemente in Procura in data 21 marzo 2024.
Il cuore del primo esposto era la presunta illegittimità del permesso di costruire un supermercato là dove doveva nascere una scuola, per la precisione una scuola media, perché questo prevede il Piano Regolatore, essendo l’area segnata, sulle tavole grafiche, con il simbolo SM.
L’Urbanistica nega che il simbolo SM indichi con certezza una scuola e sostiene che non esista alcuna legenda che spieghi questo simbolo. Ma la legenda c’è, si trova sul sito del Comune, e i funzionari degli uffici comunali che hanno autorizzato la costruzione del supermercato non potevano non conoscerla. Questo le associazioni firmatarie hanno scritto nell’esposto, denunciando così la sottrazione di uno spazio destinato alla collettività per darlo in mano ad una catena commerciale che tende al profitto privato.
La legenda è rimasta un tabù, non nominato neanche nella risposta di Bisignani ad una interrogazione presentata in Consiglio comunale dall’opposizione, primo firmatario Maurizio Caserta.

Fino a che non è accaduto altro. Dopo la denuncia di Argo e la pubblicazione sul blog della tavola grafica con la legenda, il direttore dell’Urbanistica ha fatto rimuovere il documento dal sito del Comune. E quando è stato costretto a rimettercela, su ingiunzione della responsabile della trasparenza, l’ha corredata con una scritta arbitraria e illogica, escludendo che costituisse “zonizzazione di PRG” e avesse “valore cogente”. Un episodio scabroso e inquietante, anch’esso inserito nell’esposto alla Procura. Sappiamo che da questo esposto è scaturita un’indagine ancora in corso, e siamo in attesa di sapere di più.
E’, invece, di dominio pubblico che oggi si svolgerà la terza udienza del processo a carico del direttore dell’Urbanistica, Bisignani, rinviato a giudizio per l’analoga vicenda dell’Eurospin di via Martelli Castaldi.
Possiamo considerare normale che il direttore di un Ufficio fondamentale e delicato come l’Urbanistica “ricopra ininterrottamente, da circa dieci anni, il ruolo di dirigente nonostante nei suoi confronti risultino indagini della magistratura e che, in riferimento alla vicenda del supermercato Eurospin di Cibali, risulti attualmente sotto processo?”
E’ una delle domande poste da Enzo Guarnera, noto avvocato penalista, presidente dell’associazione Antimafia e Legalità, in totale consonanza con i contenuti espressi dai promotori della conferenza stampa.
“In conformità ai principi di etica pubblica più volte enunciati da Paolo Borsellino – prosegue Guarnera – come mai l’amministrazione comunale non ha ritenuto opportuno rimuovere dall’attuale incarico l’ingegnere Bisignani per trasferirlo in altro settore dell’amministrazione?”.
L’orizzonte delle sue domande si allarga poi alla presenza abnorme di supermercati nella nostra città: “Per quale ragione si avverte la necessità di aprirne altri? A nessuno viene il sospetto che talora, come processualmente dimostrato nel caso dell’Aligrup, possano esserci occulte operazioni finanziarie poco trasparenti?”.



A meno che quello scritto nell’articolo non sia pura fantasia, e se solo una parte di quello che c’è scritto risponde a verità (come è verificabile da addetti e non addetti ai lavori dai documenti richiamati e resi disponibili mediante link), apparendo sorprendente la tesi secondo cui la dicitura SM non indichi la destinazione di Scuola Media (così come SE scuola elementare e SS scuola superiore) dato che tutte le scuole realizzate successivamene a questo PRG si trovano esattamente dove la cartografia indica (cito la mia scuola elementare tanto amata ad esempio, la “Giovanni Verga”), come è possibile che il Sindaco, già Assessore all’Urbanistica, già assistito da un Vice Sindaco luminare di tecnica urbanstica poi divenuto, a quanto è dato sapere, consulente esperto, non ritenga di adottare gli opportuni provvedimenti di sua competenza?
Perché tutti sanno che l’urbanistica è il fatto politico più importante di una città. Perche tuti sanno che polis significa sia politica che città. E non è questione giudiziaria, amminisrativa o penale. E’ prima di tutto questione amministrativa.
E chi amministra la città è tenuto a rispondere ai cittadini, perché l’urbanistica è di tutti.
Per tutto quanto si è ad oggi verificato, mi pare che ci siano ampiamente i motivi per chiedere le dimissioni immediate di questo Sindaco che invece di bandire concorsi reitera oltre i limiti normali gli incarichi ai sensi dell’art. 110 TUEL, come certamente noto ai giuristi uno strumento temporaneo ed eccezionale, costituente una mera selezione, nelle more dell’espletamento di un vero concorso ai sensi dell’art. 97 della Costituzione.
Perchè nessuno ha il coraggio di scrivere che dietro questa vicenda un ruolo fondamentale accanto a Bisignani e alla Giunta lo ha proprietario del terreno l’ex eurodeputato Giovanni La Via?
Fino a solo una quindicina di anni questo luogo era un miracolo di sopravvivenza di fronte alla cementificazione selvaggia. Un terreno agricolo perfettamente coltivato con terrazzamenti.
L’unico modo per preservarne la memoria storica a favore della qualità della vita urbana è la creazione di un parco o di un orto urbano pubblico, non certo l’ennesimo posteggio con supermercato di cui la città è ormai stracolma. Come al solito la privatizzazione e la commercializzazione selvaggia di ogni spazio comune. La vittoria del brutto sulla bellezza.