Un vasto incendio ha colpito, nel pomeriggio di sabato 16 maggio, gli Orti della Susanna, il polmone verde di Cibali, che un apposito Comitato di cittadini e associazioni chiede da tempo che venga valorizzato dal punto di vista naturalistico, salvando lave, muretti a secco, grotte, biodiversità…

Complice il forte vento, il fuoco si è propagandato con facilità, nonostante il pronto intervento dei Vigili del Fuoco e degli stessi abitanti, che si sono attivati anche con mezzi rudimentali. Non è stato il primo incendio sviluppatosi in quest’area e la memoria delle esperienze precedenti è ancora viva nella memoria dei residenti.
Sull’episodio di sabato sono ancora aperti diversi interrogativi, anche perchè i tre/quattro focolai di innesco che sembra siano stati individuati e il forte vento che ha caratterizzato la giornata sono coincidenze tipiche di un atto volontario. Ma… “cui prodest”?
Il fuoco si è diffuso prevalentemente nella parte meridionale dell’area ed i danni alla vegetazione forestale non sembrano irreversibili. La più colpita è stata la componente zoologica di piccola e piccolissima taglia, mentre quella di taglia superiore potrebbe risentirne nel prossimo futuro.

Superiore alle aspettative l’improvviso sostegno ed interessamento da parte di parti politiche ed associazioni che nel passato, anche recente, si erano disinteressate al destino degli Orti o avevano esposto progetti urbanistici di senso opposto. Anche questo un fattore su cui interrogarsi.
Nel complesso queste reazioni sembrano rafforzare le ragioni del Comitato e confermare che il suo impegno ha contribuito a focalizzare l’attenzione della città su questo importante bene naturalistico. Tocca adesso all’amministrazione comunale muoversi rapidamente a sua difesa.

Su facebook il sindaco Enrico Trantino ha scritto: “mi opponevo [nel 1988 ndr] alla realizzazione di un Centro Direzionale, che sarebbe dovuto sorgere nell’area meglio nota come Orti della Susanna, un grande polmone verde nel quartiere Cibali […] Da tempo è in vendita e stiamo prendendo in considerazione l’idea di acquistarlo. Il problema, oltre alle risorse finanziarie (su cui avrei un’idea), è il costo della manutenzione”. Di fatto, una novità visto che, sino a oggi, Assessori e Dirigenti comunali hanno sempre negato una tale possibilità.
Se non ora quando, verrebbe da dire, e, soprattutto, alle parole seguiranno i fatti? Per non perdere l’ennesima occasione sarà perciò necessario un grande impegno di tutta la società civile che ha a cuore la vivibilità della nostra Città.
(Ringraziamo per le foto Filippo Timpanaro, Di seguito, la fauna alata nel giorno dell’incendio e nel successivo)



