I fatti. La Consulta provinciale degli studenti catanesi (un organo composto da due studenti per ogni scuola secondaria di secondo grado), venerdì 27 febbraio, ha promosso un evento: “Foibe ed esodo. La Consulta ricorda”, richiedendo per lo svolgimento l’utilizzo dell’aula magna del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Catania. Due i relatori, il senatore R. Menia (parlamentare di lungo corso nelle fila della destra, prima elezione nel 1994) che è stato il promotore della legge che ha istituito il 10 febbraio la “Giornata del Ricordo” e la professoressa Viviana Dalmas (inglese), definita – non sappiamo perché – dal senatore di Fratelli d’Italia, Salvo Pogliese, italiana di Spalato.
Come è ormai noto a tutti, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha più volte invitato le scuole, nel caso in cui vengano organizzati momenti di confronto, a garantire il cosiddetto contraddittorio. Seguendo tali discutibili indicazioni, il liceo Rapisardi di Paternò ha recentemente impedito un incontro regolarmente programmato su: “Okupatori e Partisan. Sguardi incrociati sulla Seconda guerra mondiale nella cinematografia italiana e jugoslava”.
In questo caso, però, l’aspetto fondamentale dell’intera vicenda non è legato alla assenza di contraddittorio, che non sembra preoccupare gli organizzatori, forse perché sanno che la necessità del contraddittorio è considerata imprescindibile solo quando vengono sostenute posizioni contrarie a quelle del governo.
Quello che è accaduto al Galilei è una cosa completamente diversa. Essendo l’aula magna non particolarmente affollata, qualcuno l’ha definita semideserta, i promotori – per riempirla – hanno chiesto che alcune classi del liceo ospitante fossero invitate a partecipare.
Si tratta di una pessima, e purtroppo diffusa abitudine, per cui quando soggetti esterni alle scuole organizzano eventi presso gli istituti scolastici, per garantirsi un pubblico adeguato, con l’avallo di dirigenti e insegnanti, chiedono ed ottengono la partecipazione di intere classi, che così rinunciano al lavoro didattico regolarmente programmato per quel giorno.
I professori del Galilei non si sono resi disponibili ad avallare una tale pratica: “In assenza di una regolare circolare che informasse l’intera comunità scolastica dell’evento e di una corretta pianificazione di tale iniziativa per l’individuazione delle classi destinatarie, i docenti hanno ritenuto corretto garantire il regolare svolgimento dell’attività didattica programmata, nel pieno rispetto della prassi istituzionale”.
Una posizione del tutto coerente con le regole di buon funzionamento della scuola.
Il tema, però, era troppo ghiotto per limitarsi a prendere atto della situazione. Così, alle proteste dei promotori, piccati per aver organizzato un’iniziativa poco partecipata, è seguita una dura presa di posizione dell’ex sindaco di Catania, Salvo Pogliese, impegnato di recente soprattutto nella difesa del consumo della carne di cavallo (sorvoliamo sulla condanna in appello per peculato).
Il senatore, ribadendo l’importanza della “Giornata del Ricordo”, ha sottolineato il fatto che “La scuola dovrebbe essere il luogo della formazione critica, non della censura”. Contribuendo, così, a determinare confusione su quanto accaduto, visto che parlare di censura rispetto ai fatti descritti è del tutto fuori luogo. Non contento, si è pure cimentato in una dissertazione sulla storia, sostenendo che, poiché “non si trattava di un dibattito sul referendum ma su verità storiche conclamate”, non ci fosse alcuna necessità di prevedere il contraddittorio.
Con tutto il rispetto delle competenze storiche del Senatore, facciamo notare che, se accettassimo le sue conclusioni, su tutte le vicende del passato dovremmo considerare conclusa la ricerca e la riflessione. Fortunatamente, proprio perché la nostra scuola, la scuola della Costituzione, repubblicana e antifascista, è luogo privilegiato della formazione, al suo interno non si smetterà di ricercare e interrogarsi. Con buona pace dei nostalgici del pensiero unico.
Di seguito il comunicato dei docenti del Galilei.
COMUNICATO DEI DOCENTI E DELLE DOCENTI DEL LICEO SCIENTIFICO GALILEO GALILEI DI CATANIA
Noi docenti del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Catania, alla luce degli ultimi fatti accaduti e che hanno visto protagonista la nostra scuola, e facendo riferimento alle notizie false e calunniose fornite dalla stampa e dai social in queste ore, riteniamo necessario fare un po’ di chiarezza.
L’evento “Foibe ed esodo. La Consulta ricorda” svoltosi il 27 febbraio presso l’Aula magna del nostro Istituto, innanzitutto, non costituisce un’iniziativa prevista dal Dipartimento di Storia e Filosofia nella sua programmazione annuale. Tale incontro è stato promosso dalla Consulta provinciale studentesca, che ha curato l’intera organizzazione dell’evento, individuando gli ospiti e la sede, concessa gentilmente dal nostro Dirigente Scolastico.
La mattina del 27 febbraio, i rappresentanti della Consulta e i loro ospiti, di fronte ad un’Aula magna semideserta, hanno estemporaneamente richiesto al Dirigente Scolastico la partecipazione di alcune classi dell’Istituto. In assenza di una regolare circolare che informasse l’intera comunità scolastica dell’evento e di una corretta pianificazione di tale iniziativa per l’individuazione delle classi destinatarie, i docenti hanno ritenuto corretto garantire il regolare svolgimento dell’attività didattica programmata, nel pieno rispetto della prassi istituzionale.
Questa decisione legittima ha suscitato, tuttavia, il disappunto degli organizzatori dell’evento, la cui reazione fortemente polemica dai toni arroganti è stata, a nostro avviso, sproporzionata e ingiustificata.
Noi docenti, invece, riteniamo di aver agito correttamente, garantendo due aspetti fondamentali:
1) La tutela del Diritto allo studio degli studenti e delle studentesse sancito dall’art.34 della nostra Costituzione, seguendo l’iter istituzionale secondo il quale le classi e i singoli alunni e alunne possono partecipare agli eventi proposti dalla scuola, in base a precise disposizioni emanate con tempi congrui e in linea con le finalità del PTOF;
2) Il diritto di parola agli organizzatori dell’evento e ai loro ospiti, in quanto l’iniziativa si è svolta, comunque, nello spirito e nelle modalità previste dai suoi promotori.
Riteniamo, pertanto, necessario precisare che nessun docente del nostro Istituto ha agito col fine di boicottare l’iniziativa promossa dalla Consulta provinciale studentesca.
Quindi respingiamo con forza ogni attacco che in queste ore sta colpendo il Liceo Galileo Galilei, il suo corpo docente e una nostra cara collega, che ha agito nell’assoluto rispetto delle regole sia sul piano istituzionale, sia su quello didattico-disciplinare.
I docenti e le docenti del Liceo scientifico Galileo Galilei di Catania


Il flop dell’evento e la non riuscita coscrizione estemporanea di studenti da portare in sala ha causato una reazione che mi ricorda esopo -la volpe e l’uva-. Se il corpo docente fosse stato accondiscendente, l’uva sarebbe stata di ottima qualità