A Gabriele Centineo avrebbe fatto piacere sapere che la cerimonia organizzata per ricordarlo avrebbe avuto inizio con le note della Marsigliese.
E che il grande saluto collettivo di parenti e amici sarebbe avvenuto nel cortile della CGIL, confederazione in cui si è speso per tanti anni.
I ricordi emersi durante gli interventi hanno restituito un caleidoscopio di umanità e di politica straordinariamente ricco.
I Familiari hanno rievocato la sua naturale tenerezza, gli Amici la sua versatile gentilezza, i Compagni la sua intransigenza politica anche rude e, a volte, sprezzante.
Tutto nel segno di una personalità poliedrica accompagnata da una intelligenza sociale capace di cogliere il nesso tra bisogni umani ed azioni politiche.
C’è un motivo per cui, a ricordarlo, c’erano soprattutto i ‘compagni’ di tante battaglie, Gabriele aveva scelto consapevolmente – per tutta la vita – di non intraprendere una ‘carriera’ politica.
E nemmeno una carriera universitaria.
Nessun protagonismo, no ai canoni dell’opportunismo corrente. Solo la volontà di costruire un mondo più giusto, portandovi il suo radicalismo talora settario e la sua infinita generosità.
Leggi l’intervento a lui dedicato da Antonia Cosentino
Gli ultimi articoli - Eventi
Che il nostro verde cittadino sia sotto attacco è sotto gli occhi di tutti. Alberi abbattuti,
Luca Cangemi, docente, animatore del circolo comunista Olga Benario, già parlamentare, ci racconta oggi l’incontro dello
Un confronto tra tecnici sugli aspetti tecnici di un progetto che ha, però, importanti risvolti sociali
Tre giorni all’insegna della “elaborazione politica e della rivalsa collettiva”. Così viene presentato, dai suoi organizzatori,
“Il percorso di immissione in ruolo dei giovani laureati nel mondo della scuola appare sempre più
