Disoccupazione, mafia, politici corrotti, baroni universitari, banche e speculazioni finanziarie sono immondizia, scorie, detriti da mettere dentro grandi sacchi neri e buttare via.
Nell’attesa di disfarcene davvero e per sempre omini vestiti di bianco della “Rete catanese 15 ottobre” li hanno trascinati il 30 settembre scorso, nell’indifferenza dei passanti, da piazza Stesicoro e per le vie del centro di Catania e gettati simbolicamente davanti alla Serit al grido “La crisi va pagata da chi l’ha provocata”.
L’hanno chiamato trash mob, facendo il verso ai flash mob, blitz-protesta nelle strade e nelle piazze. Ed è solo un punto di partenza. Il 15 ottobre a Roma come a Catania “i giovani, i precari, i migranti, i disoccupati e gli sfruttati di tutta Europa” scenderanno in piazza, chiedendo di:
1. Non pagare il debito estero.
2. Lavorare meno, lavorare tutti/e: abolizione di tutte le leggi sul precariato, miglioramento delle condizioni di lavoro, eguaglianza retributiva.
3. Sottrarre al mercato e gestire direttamente i beni comuni (acqua, energia, alimenti, servizi) per un nuovo modello di democrazia.
4. Abolire le missioni di guerra, ridurre le spese militari.
“In questi giorni l’attenzione delle televisioni e dell’opinione pubblica è concentrata sulla crisi della borsa e delle banche.- si legge nel sito del movimento studentesco catanese– Il Governo Berlusconi vuole farci credere che sta provando a salvare il paese, ma quello che noi vediamo, di questa crisi, è che le manovre finanziarie tagliano i servizi e aumentano l’Iva, aumentano il prezzo delle materie prime, delle bollette energetiche, per dare soldi alle banche. Qui a Catania la Serit specula sul debito dei cittadini, continuando a tartassarli con le sue cartelle esattoriali, esigendo il pagamento dei disservizi che il Governo e le amministrazioni locali producono. Paghiamo i costi della crisi, paghiamo la Tarsu (tassa sulla spazzatura) ad un Comune che comincia solo adesso a parlare di differenziata. Saremo noi precari, studenti, donne, migranti, pensionati… a raccogliere i rifiuti ed a restituirli alla Serit, alle amministrazioni locali ed a uno Stato capace solo di socializzare le perdite, quando aumentano i profitti di chi è già ricco. Riempiremo grandi sacchi neri di ciò che vogliamo rispedire al mittente: la disoccupazione, la mafia, la crisi, i baroni universitari, la casta”. Per dire chiaramente:”Noi la crisi non la paghiamo”.
http://www.officinarebelde.org/spip.php?article589
http://movimentostudentesco.org/politica/catania-venerdì-trash-mob-contro-la-crisi
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