//

I nostri morti

1 min read

Morti anonime, che fanno meno male, un’indignazione, sollecitata dalle immagini più crude, che -però -, dura al massimo pochi giorni. Buoni propositi, e spesso neanche quelli, che rimangono “parole”.

Un’unica tragica realtà: quella di ostacolare o non favorire la salvezza di donne, uomini e bambini che la cercano disperatamente.

Per nessuno di loro funerali di stato, perché nel “nostro” mondo, al di là della retorica, le morti non sono tutte uguali, ma soprattutto perché “il nostro benessere deve essere garantito sopra ogni cosa e si sente minacciato dall’arrivo sulle coste della disperazione fatta carne”.

Come si legge in un muro, collocato in una delle nazioni della civile Europa “Al largo della Libia, sul fondo dell’Egeo, giace il privilegio di ogni europeo”.

2 Comments

  1. Addio
    Tutti gli istanti felici
    sono perduti per sempre,
    e non ho più la forza
    di proseguire il camino.
    Ancora una volta, una sola,
    tenere il tuo capo tra le mani,
    poi chiudere gli occhi, e in silenzio
    andarmene verso le tenebre …
    – anonimo

    da:
    Bambini di Terezin – Poesie

    “ Dalla fine del 1941 alla liberazione nella città – ghetto di Terezin soggiornarono più o meno a lungo gli ebrei cecoslovacchi destinati al campo di sterminio di Auschitz.
    Tra di loro 15.000 tra bambini e giovinetti, dei quali ne sopravvissero meno di cento. Del loro passaggio a Terezin è rimasta una commovente testimonianza, rappresentata da alcune migliaia di disegni e qualche decina di poesie. …….”

    https://resistenzaoraesempre.wordpress.com/i-bambini-di-terezin-poesie/

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Gli ultimi articoli - Dossier - Migranti