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Restituire la memoria ai naufraghi senza volto

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Giogio Buggiani del Punto Pace di Catania ci racconta gli eventi della settimana dedicata al ricordo delle vittime dell’immigrazione, organizzati da Pax Christi insieme a tante altre realtà cittadine molto diverse tra loro ma tutte sensibili al ‘grido di giustizia che ci giunge dal fondo del mare o dalle dune del deserto’.

“Ci sarà il sole? O la pioggia? O nevischio?” Comincia così la poesia di Wole Soijnka, nigeriano, una poesia inscritta nel cimitero di Catania accanto al monumento delle vittime dell’immigrazione rimaste senza nome e senza volto.

Lo scorso 3 ottobre, di mattina, presso il sacrario appositamente realizzato dal Comune, nel 2015, in onore dei migranti, è stata fatta memoria delle vittime annegate nel Mediterraneo. E’ stato un intenso momento di preghiera interreligioso, con gli interventi di esponenti della chiesa cattolica, della chiesa battista e valdese, della comunità islamica e di altre realtà solidali, l’imam Titi Abdenasser, la pastora Silvia Rapisarda della chiesa Battista e Valdese, Alfio Carbonaro direttore dell’ufficio diocesano della pastorale sociale e del lavoro.

Ci siamo fermati a pregare sulle lastre bianche che per terra contengono 25 salme, sopra impresse le frasi della poesia di Wole, una in particolare: Banchi di sabbia del deserto (come quelle lastre) – di sindoni incise dal fondo marino (come Gesù sacrificati innocenti) – prima di ricevere una risposta (mai arrivata). Lastre bianche senza nomi, volti, fiori. Anzi fiori sì perché la gente che passa per trovare i propri cari, lascia dei fiori anche a questi ‘cari’ senza nome.

E’ iniziata così la settimana di incontri, momenti di approfondimento e di confronto tra realtà molto diverse tra loro, che ha voluto dare voce, dal 3 al 9 ottobre, al grido di giustizia che i migranti ci lanciano dal fondo del mare o da una duna nel deserto, là dove li abbiamo lasciati morire.

Gli eventi sono stati organizzati dal “Comitato 3 ottobre 2023”, creato alcuni mesi fa, su proposta del Consiglio Nazionale di Pax Christi e per iniziativa del locale Punto Pace, riunendo numerose realtà associative catanesi, a cominciare dalla rete “Restiamo umani – incontriamoci” e dal “Circolo Laudato sì”.

Quest’anno si è voluto così dare maggiore rilevanza alla celebrazione della “Giornata in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione”, istituita dopo il tragico naufragio del 3 ottobre 2013, che fece 368 vittime accertate, e di cui ricorre quest’anno il decennale.

Nel pomeriggio dello stesso 3 ottobre un corteo di più di 200 persone si è snodato lungo un breve percorso cittadino, fermandosi poi in piazza Università. Durante questa manifestazione, ravvivata da bandiere multicolore e dalle simboliche “coperte termiche”, ed intervallata da canti, poesie, musiche popolari e cori, sono state prodotte numerose testimonianze.

In particolare, in collegamento video dal Belgio, è intervenuto il giovane ivoriano Fofana Amara, la cui storia ha ispirato il film di Matteo Garrone “Io Capitano” e che negli anni passati era stato ospite della comunità di accoglienza “Prospettiva” proprio a Catania. L’esortazione di Fofana, allora minorenne, che si è trovato a dover pilotare una nave salvando 250 persone, è stata quella di osservare un minuto di silenzio per chi muore ancora oggi in mare o per strada. Un messaggio importante, meglio il silenzio che le stupidaggini che sentiamo dire in giro proprio in questi giorni. E la piazza si è fermata, in silenzio.

Giovedì 5 ottobre, presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania, si è svolto l’incontro “3 ottobre 2013: una memoria rivolta al futuro”. Don Nandino Capovilla, di Pax Christi, ha introdotto il tema e moderato l’intero evento, ricordando gli eventi precedenti organizzati in occasione del 3 ottobre (Bari 2021, Trieste 2022) e sottolineando la centralità, per i migranti, delle rotte balcaniche e del Mediterraneo.

Marco Caponnetto (Libera-Catania), ha illustrato la necessità del riconoscimento delle vittime, dando così un nome ai “naufraghi senza volto”, per restituirne la memoria (e ove possibile il corpo) ai parenti, mentre Marco Gurrieri (Mani Tese) e Valeria Gallitto (COPE) ribadivano l’importanza della cooperazione internazionale nella questione migratoria, denunciando allo stesso tempo la scarsa attenzione istituzionale in termini di risorse e di sostegno.

Sull’importanza dell’ospitalità e dell’accoglienza, caratteristiche della nostra tradizione civile e religiosa, si è soffermata Stefania Mazzone, docente del Dipartimento ospitante, confrontandola alla terminologia negativa delle attuali politiche, tutta rivolta ai concetti di esclusione, internamento, clandestinità, espulsione. Silvia Dizzia, di Gerta Human Reports, ha esposto e commentato la recente sentenza della giudice Iolanda Apostolico del Tribunale di Catania che, sulla base di un solido fondamento e pienamente in linea con la Costituzione Italiana, ha respinto il provvedimento restrittivo da parte della Questura di Ragusa nei confronti di un migrante richiedente asilo, con la conseguente applicazione su altre tre persone provenienti dalla Tunisia e nelle medesime condizioni, determinandone il rilascio. In chiusura, il presidente del corso di Laurea Magistrale in Politiche e Servizi Sociali, Carlo Colloca, ha fatto un excursus sulla storia della gestione politica e giuridica delle migrazioni in Italia, sottolineandone i fallimenti e la scarsa attenzione alle necessarie politiche sociali. L’incontro si è concluso nel ricordo delle vittime di tutte le migrazioni, per mare e per terra.

Un torneo di calcetto, con la festosa partecipazione di molti giovani di tutte le etnie, si è svolto nella giornata del 6 ottobre, presso la comunità di accoglienza “Prospettiva”. Sei squadre miste si sono sfidate in allegria ma anche impegno, nel segno della solidarietà e dell’integrazione.

A conclusione delle celebrazioni in memoria delle vittime dell’immigrazione, nel giorno 7 di ottobre, nell’ambito degli incontri di spiritualità della pace, si è svolta presso la comunità parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, organizzata dal Punto Pace, una veglia di preghiera, intensa e partecipata, dal titolo “Ero straniero e mi avete accolto”.

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