La Santuzza è sempre un richiamo per i Catanesi, che affollano il centro della città anche per “Sant’Agata di Mezz’agosto, la festa che celebra il ritorno delle Reliquie agatine da Costantinopoli a Catania dopo 86 anni di forzato esilio”.
Portate via nel 1040 dal generale Bizantino Maniace, le spoglie furono riportate in patria il 17 agosto del 1126 da due soldati, Goselmo e Gisliberto, come racconta l’Epistola del vescovo Maurizio.
Anche se non tutti i catanesi conoscono nel dettaglio le vicende della ‘traslazione’, la Santuzza è sempre la Santuzza. Moltissimi accorrono per vederla sin dalla mattina o per la breve uscita serale del reliquiario.
La città si anima, molti devoti indossano il caratteristico ‘sacco’, non mancano i fuochi d’artificio.
Tutto come ogni anno. Anche il traffico impazzito nelle vie del centro, le interminabili file, il parcheggio creativo sui marciapiedi o dove capita.
Possibile che l’amministrazione non riesca a preparare per questa occasione, non certo imprevista, un piano per la viabilità, per il parcheggio, per le emergenze?
Non ci siamo stupiti nel vedere un’ambulanza a sirene spiegate bloccata nella sua corsa da una lunga coda di automobili che non riuscivano ad avanzare neanche a passo d’uomo.
Molto difficile destreggiarsi per proseguire verso il pronto soccorso. Panico. Nessun vigile presente. Sono pochi e si sa, insieme ad altre forze dell’ordine presidiano le piazze.
Quando infine l’ambulanza si libera dal traffico, supera gli incroci bloccati e le auto parcheggiate fuori posto, se il paziente non ci ha rimesso le penne, sant’Agata ha già fatto il miracolo.
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