La città è stata messa al corrente, dal quotidiano locale, che gli otto pini che da più di 50 anni ombreggiano, lato mare, il marciapiede di viale Africa potrebbero essere eliminati per fare posto alla progettata pista ciclabile. In questo modo la pista non toglierebbe spazio alla carreggiata, e quindi alle automobili, ma al marciapiede e ai pedoni. In una città ad altissimo debito di verde, si corre il rischio di vedere eliminati alcuni tra i pochi alberi ancora esistenti.
E’ inevitabile che sorgano alcune domande, che infatti già viaggiano sui social.
Quanto c’è di ecologicamente sostenibile in un progetto che salvaguarda le auto e sacrifica il verde urbano e la mobilità pedonale? E’ una scelta saggia quella di eliminare il marciapiede e rendere difficoltoso il transito dei pedoni in un’area in cui, a breve, entrerà in funzione un tribunale con tutto quello che ci ruota attorno? E ancora: possibile che di una notizia di questa genere si parli sui social e al bar, senza un serio dibattito pubblico cittadino?
Siamo davanti alla negazione dei principi basilari che dovrebbero sottendere le scelte dell’amministrazione, vale a dire la sostenibilità ambientale e la partecipazione dei cittadini. E – come vedremo – anche la trasparenza.
Per quanto riguarda il verde, non diteci che gli alberi eliminati verranno sostituiti da altro verde.
L’ombra, la produzione di ossigeno, il miglioramento della qualità dell’aria prodotta “neutralizzando in parte gli effetti negativi di smog, fumi, buchi dell’ozono” (Incorpora), in una parola i cosiddetti servizi ecosistemici offerti da un albero adulto non possono essere compensati dalla piantumazione di qualche arbusto, spesso – tra l’altro – poi abbandonato a se stesso senza le dovute cure.
C’è un’altra domanda che sorge spontanea. Prima di compiere scelte come questa, non dovrebbe essere sentita la Consulta del verde?
Questo organismo è nato all’indomani dell’approvazione del Regolamento del verde pubblico e privato della città di Catania (2017) e prevede la partecipazione dei rappresentanti di Associazioni, Enti, Ordini professionali oltre che delle Direzioni e dei Servizi competenti del Comune di Catania. Ma, quanti cittadini ne conoscono l’esistenza? con quale regolarità e frequenza viene convocato? su quali questioni può esprimersi e quanto vincolanti sono i suoi pareri? E ancora, la città viene messa al corrente di quello che al suo interno viene discusso?
Vorremmo essere smentiti, ma a noi risulta che venga convocato solo occasionalmente, su iniziativa della direzione Ecologia, e che il contenuto delle riunioni non venga verbalizzato. Anche perché pare che non esista ancora un regolamento interno che ne precisi la finalità e le modalità di funzionamento. Lo diciamo con rammarico, augurandoci sinceramente che ci vengano fornite prove che le cose non stanno così.
C’è dell’altro. La partecipazione dei cittadini alla cura del verde presuppone una sensibilità e un interesse che nella nostra città scarseggia.
Mentre in altre città, soprattutto del centro-nord, la cittadinanza è attiva nella cura del verde, lo sente come un bene da proteggere e da incrementare, dobbiamo constatare che da noi questo interesse collettivo è molto meno presente. Il verde è visto spesso con sospetto, con fastidio, come un intralcio. E scarseggiano le battaglie per difenderlo quando viene eliminato, cosa che avviene spesso con il pretesto che costituisca un rischio per l’incolumità dei cittadini.
Eppure, là dove gli alberi non vengono abbattuti ma difesi e conservati, non mancano violenti fenomeni atmosferici, vento, pioggie torrenziali, tempeste. Perchè solo da noi vengono considerati così pericolosi da dover essere eliminati? Quanto al ruolo che essi svolgono, è particolarmente importante proprio nelle nostre città del sud, dove gli episodi di calore estremo sono più gravi e diventano sempre più frequenti e prolungati.
A maggior ragione dovremmo impegnarci a conservare e proteggere il poco verde che abbiamo e cercare di moltiplicarlo. E dovremmo tutti impegnarci di più ad educare le nuove generazioni ad amarlo, rispettarlo, proteggerlo, potenziarlo.
Altrimenti rischiamo che anch’esse si abituino a considerarlo un impaccio o, al massimo, un elemento decorativo e non un fattore essenziale per una vita sana e una città vivibile.
Sul ruolo degli alberi nei centri abitati e su cosa comporti la loro eliminazione, leggi anche “Fronde o virgulti”, dell’ing. Giovanni Incorpora su L’Incontro (Eni Polo Sociale)


Queste piste ciclabili così concepite non solo non migliorano il problema de traffico ma lo peggiorano. Non ho mai visto un ciclista sulla pista di via santa sofia, o in via Varese. Perché le piste ciclabili non si fanno a spizzichi e bocconi dove ci pare e quando c’è mezzo finanziamento. Fanno parte di una rete, di mobilità ciclabile, pensata e progettata con criterio, collegata ai parcheggi, grazie alla quale si possa percorrere e attraversare tutta la città in sicurezza. Certamente il “progetto” di viale Africa non solo non corrisponde a tali requisiti, ma viola le norme più elementari della sostenibilità e della vivibilità urbana, abbattendo alberi che forniscono servizi ecosistemici non rimpiazzabili. Per quanto riguarda la consulta, della quale facciamo parte come associazione, confermo che e’ solo di facciata e non assorbe a niente, ha solo una funzione , se così si può dire, formale.
egr. sig. VERA GRECO , visto che la consulta per il verde è solo di FACCIATA e che non serve a nulla, perchè non si dimette? Perchè non organizza un gruppo per raccogliere firme e presentare denunce contro i responsabili dei provvedimenti che solo apparentemente dicono di rispettare la legge mentre nella sostanza sfruttano la presenza dell’organismo ai soli fini di fare apparire legittimi i provvedimenti che adottano? Catania è da tempo che versa in condizioni precarie in tema di AMBIENTE e pare che siano poche le voci che reclamano il rispetto delle leggi che tutelano il verde. Credo che bisogna organizzare un gruppo che sostenga il rispetto e l’adozione degli standard urbanistici che sono obbligatori per legge ma artatamente disapplicati . Avevo rivolto analoga domnanda all’architetto Scannella , notoriamente consulente nella materia dell’urbanistica a Catania : ma il nostro ha glissato e parlato di SOSTENIBILITA’ , TERMINE EQUIVOCO ed utile solo per ingannare quanti credono nell’onestà degli amministratori .Personalmente non credo che gli attuali amministratori della città siano interessati alla tutela del verde . Dicono di rispettare il parere della CONSULTA DEL VERDE ma non credo che l’abbiano mai convocata o che abbiano intenzione di rispettare i pareri. A questa gente interessa il VALORE DEI SUOLI EDIFICABILI ed il BORSELLO DEGLI INVESTITORI E CIOE’ DEI COSTRUTTORI. Una denuncia penale ben motivata sarebbe utile ed opportuna ma non credo che gli apparati della nostra PROCURA DELLE REPUBBLICA abbiano il piacere di disturbare i sonni placidi dei costruttori di torri e di CETRIOLI IN CEMENTO ARMATO.
le radici superficiali dei pini possono essere tagliate senza comprometterne la stabilità e la vita sotto la guida di specialisti ed esperti, non occorre necessariamente abbattere i pini (operazione effettuata molte volte dalla manutenzione stradale del comune di Catania). Quello che lascia perplessi è il silenzio delle associazioni ambientaliste che dovrebbero intervenire con interventi efficaci e non essere complici con denunce di facciata.
Rita
Si fanno le piste ciclabili dove non circola nessuno solo per spendere i soldi del PNNR, sparpagliandoli qua e là, senza curarsi di criteri di rilevanza, di rispetto dell’ambiente, dell’efficacia degli interventi.
Maurizio Militello
“Ma tu hai tutto disposto con misura, calcolo e peso”
Sapienza, 11, 20
“Serva ordinem et ordine serbabit te”, conserva l’ordine e l’ordine salverà te.
“Non esitare ad attribuire a Dio creatore tutto ciò in cui Puoi scorgere, misura, ordine e numero. Dove li eliminerei non rimarrà nulla”
Agostino d’Ippona, De libero arbitro, II, 20, 54
Questi principi salvifici, predicati dalla tradizione filosofica autentica, sembrano, ad eccezione di taluni casi più elevati, come direbbe Platone, non fare più molti proseliti, specie nella contemporaneità… Sono d’accordo con quanti hanno espresso la loro opinione su gli argomenti riguardanti la progettazione urbanistica della nostra Catania, con particolare riguardo all’inserimento delle piste ciclabili, che talvolta rischiano di mettere in crisi la capacità di resilienza di un intiero sistema viario urbano. Condivido in particolare il pensiero espresso dalla collega Vera Greco. Occorrerebbe a mio modesto avviso, una voce più ferma ed unisona, corale, capace di convogliare le migliori energie, di enti istituzionali, associazione di categoria, enti paritetici e Ordini professionali tutti, e perché no, comitati di quartiere (si pensi all’esperienza di Renzo Piano del “laboratorio di quartiere ad Otranto”) al fine di raggiungere scelte consapevoli e concordate, tese al miglioramento della viabilità sotto il segno supremo della tutela dell’ ambiente. Saluti