Viene dalla California per parlare non solo di agricoltura biologica ma di un nuovo modello di azienda agraria, “flusso interattivo di processi ambientali, biologici e antropici”.
E’ Miguel Altieri, docente di Agroecologia alla Berkeley University e sarà a Catania domani, martedì otto settembre, per tenere una lectio magistralis nell’aula magna della Facoltà di Agraria di Catania (via Santa Sofia, 100) alle ore 16,30.
Non solo. Di mattina, alle ore 10,30, nell’agriturismo biologico Valle Galfina di Linguaglossa, incontrerà gli agricoltori del Biodistretto Etneo.
Entrambi gli incontri sono stati organizzati da Aiab Sicilia e dalla Rete delle Fattorie sociali che hanno individuato in Altieri un promotore e un tenace diffusore dei principi e delle pratiche dell’agroecologia.
Nell’ultima delle sue pubblicazioni, “Il Biologico nutrirà il Pianeta”, presentata all’Expo di Milano, l’agricoltura biologica viene prospettata come il sistema agricolo e alimentare che può nutrire e salvaguardare il Pianeta.
Un argomento di grande attualità in tempi di crisi e che si lega strettamente al problema delle odierne migrazioni ‘bibliche’ di cui l’Occidente coglie solo gli aspetti più appariscenti e spettacolari, spesso senza interrogarsi sulle cause che le hanno originate.
Tra queste, indubbiamente, l’introduzione dell’agricoltura competitiva, industrializzata chimico-meccanica gestita dalle multinazionali della chimica, della meccanica, della genetica.
Finanziata dalla Banca Mondiale, dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, la cosiddetta ‘Rivoluzione Verde’ ha avuto, infatti, effetti devastanti nei Paesi del terzo mondo, sradicando centinaia di milioni di famiglie contadine dalle loro piccole aziende familiari, dai villaggi rurali, dai loro mercati di prossimità, oltre che dai loro saperi, dai loro regimi alimentari, politici, religiosi, culturali.
Finite nelle megalopoli queste persone sono divenute facile preda di degrado e violenza da cui oggi cercano disperatamente di fuggire.
Altieri è stato in prima fila contro la Rivoluzione Verde delle multinazionali, lavorando sul campo con le Istituzioni Internazionali e soprattutto con alcune O.N.G. in America Latina, Africa e Asia.
Attualmente è impegnato nelle grandi campagne per la sovranità e la sicurezza alimentare, per la diffusione delle pratiche agronomiche che possono proteggere la fertilità dei suoli e garantire il mantenimento della biodiversità. Ma anche per la riforma agraria nei paesi latinoamericani, contro la globalizzazione, contro gli O.G.M., contro la proprietà dei brevetti della vita animale e vegetale.
La sua presenza in Sicilia potrebbe rappresentare uno stimolo affinchè si crei una ‘rete’ fra tutti coloro che lavorano per l’agricoltura biologica, l’agricoltura sociale e lo sviluppo agricolo ecosostenibile.
Nella speranza che la salvaguardia della fertilità dei suoli e della biodiversità rientrino sempre di più tra gli obiettivi della ricerca scientifica. E che noi tutti possiamo accedere al cibo buono, sano, genuino e locale.
Nota della redazione:
Abbiamo appreso che, a causa di problemi di salute del professore Altieri, i previsti incontri non avranno luogo.
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