Oggi è Natale. E’ il giorno in cui ricordiamo la nascita di Gesù Cristo. Ricordiamo Dio che si fa uomo, che assume la natura di uomo. E sceglie di assumerla nella sua forma più indifesa, quella di un bambino. Sceglie di nascere povero tra i poveri, emarginato tra gli emarginati. Lontano dai potenti, senza sicurezza.
Oggi è Natale. Ci scambiamo gli auguri. Ci auguriamo di non dimenticare che il Natale non è solo la festa dell’accoglienza. Non è solo un momento in cui pensare occasionalmente ai poveri, preparando per loro doni e panettoni. E’ molto di più.
Nessuno può sentirsi a posto con la propria coscienza fino a quando non avrà fatto di tutto perchè venga riconosciuto a tutti gli uomini, e in particolare agli emarginati, ai perseguitati, agli stranieri respinti, a tutti i deboli, il diritto di essere integralmente uomini, nostri fratelli, figli di Dio.
E’ questa l’identità cristiana. E se non è questa la tradizione dei cristiani, dobbiamo solo chiedere perdono e riconoscerci peccatori. Autori anche noi della strage degli innocenti, complici di Erode.
Perchè questo non accada, auguri.
Gli ultimi articoli - Chiesa
Delle “Santuzze” siciliane, Lucia, Rosalia e Agata, si è occupata l’ultima puntata de “Le vie dei
La parrocchia dei Santi Pietro a Paolo, ma anche la Chiesa locale e la città tutta
Nel giorno in cui inizia il nuovo anno, non vorremmo cadere nella facile retorica degli auguri
“La mia Chiesa ha una storia” (Il pozzo di Giacobbe, 2025)”, di Nino Indelicato, è il
Sabato 29 novembre, per i funerali di Salvatore Resca, com’è naturale che fosse, la chiesa dei
