Roy Paci pericoloso sovversivo

1 min read

roy-paciRiportiamo un comunicato del Partito della Rifondazione Comunista e del Partito dei Comunisti Italiani di Messina:

“Le  Federazioni Provinciali del Partito della Rifondazione Comunista e  del Partito dei Comunisti Italiani di Messina, esprimono  solidarietà all’artista Roy Paci che, insieme al suo gruppo, alla fine del concerto di chiusura della fiera campionaria di quest’anno,  è stato accompagnato all’uscita dai carabinieri in tenuta anti sommossa e dai vigilantes dell’ente, su pressione del commissario Fabio D’Amore per aver dato voce dal palco ad  un attivista NO PONTE, il quale ha invitato i cittadini a fare politica in prima persona ed a tutelare il territorio splendido in cui viviamo spesso scempio delle amministrazioni che ci governano. L’attivista è stato vittima di una vera e propria aggressione verbale da parte del commissario D’Amore che,  oltre al blitz dei carabinieri nel camerino dell’artista, ha apostrofato l’attivista in malo modo. Ci chiediamo se a dar fastidio al commissario siano state più le parole di Roy Paci, il dissenso alla costruzione della cattedrale nel deserto o gli applausi scroscianti del pubblico, ogni qual volta si parlava contro la costruzione del ponte o contro una politica fatta dai “politicanti”. Le uniche notizie che ci pervengono dai giornali locali,  riportano solamente la versione del commissario D’Amore, e cioè, che ha dato mandato ai propri legali per rescindere il contratto con l’artista, perché si è danneggiata l’immagine della Fiera. Questa presa di posizione estremista, con il silenzio-assenso dell’amministrazione locale è il sintomo dell’aria che si respira a Messina verso le voci dissenzienti e confonde il pagare un artista con il comprare le sue idee.”

5 Comments

  1. E’ inutile….bisogna essere un pò razzisti: SEMPRE MESSINESI BABBI SONO!!! Non cambieranno mai, ci nascono coi cromosomi dei cretini!!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Gli ultimi articoli - Cultura

Polvere

C’è un quadro di Pippo Reitano dietro il racconto di Stefania Ruggeri che oggi pubblichiamo. Un