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Zia Lisa, un quartiere senza. Lo racconta “Sommersi”

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allievi della scuola in giro per il quartiere

Degrado, spazzatura, discariche a cielo aperto, tombini aperti, allevamenti non autorizzati messi su dove capita, anche in spazi pubblici, galline che razzolano dappertutto, nessuno spazio in cui i bambini possano giocare al sicuro. E’ Zia Lisa seconda.

A raccontare con un video questa realtà sconvolgente sono gli allievi della V A del Liceo Artistico ad indirizzo audiovisivo e multimediale dell’Istituto Onnicomprensivo Angelo Musco di Catania. Il filmato ha appena ottenuto il primo premio al concorso giornalistico «Apri la finestra sulla tua città e raccontaci dove vedi la mafia, l’illegalità e le ingiustizie», bandito dalla Fondazione Fava in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale nel 40° anniversario dell’uccisione mafiosa di Giuseppe Fava.

Un concorso che è apparso subito come lo sbocco naturale per un’attività che i ragazzi del Musco svolgono da anni.

Insieme alla loro docente di ‘laboratorio audiovisivo e multimediale’, Sonia Giardina, escono periodicamente da scuola armati delle attrezzature per fare fotografie e riprese video di cui faranno, successivamente, anche il montaggio. Imparano così non solo ad utilizzare gli attrezzi del mestiere ma anche ad osservare con occhio critico la realtà che li circonda.

In questo caso hanno scelto di raccontare proprio le aree circostanti la scuola ed è venuto fuori un ritratto sconfortante. E, soprattutto, la constatazione, molto triste, del peggioramento della situazione rispetto alle uscite precedenti di alcuni mesi fa.

Una realtà che sprofonda nel silenzio delle istituzioni, mentre avanza la rassegnazione dei residenti che non hanno più nemmeno la voglia di parlare, di denunciare i problemi. Hanno perso la speranza. Delle decine di persone interpellate – ci dice Giardina – solo due, tre hanno accettato di rispondere. Le altre non si sono lasciate convincere neanche dalla possibilità di conservare l’anonimato, non mostrando il proprio volto.

Alla mancanza di speranza si aggiunge un altro elemento inquietante, il controllo del territorio esercitato dalla criminalità. Lo dimostrano le difficoltà incontrate dai nostri videoreporter in erba, che si sono visti talora approcciare con poco garbo o inseguire con i cani, quando non sono stati invitati esplicitamente ad allontanarsi da residenti affacciati ai balconi.

E’ vero che molte attività sono illegali, dalle discariche agli allevamenti, ma “bisogna pur vivere”, vivere immersi in un contesto in cui manca il lavoro, domina la criminalità, si pratica lo spaccio. I residenti hanno paura, temono le conseguenze di un lavoro di denuncia. Così “finiamo di lavorare”, dicono.

Sono ormai “Sommersi”, in tutti i sensi. Ed ecco il titolo del filmato. Non è stato difficile da scegliere. E’ emerso dal racconto.

Resta aperta la domanda cruciale, dove sono le istituzioni? “Ci sono solo per i voti”, dice un residente. A rendere visibile la presenza dello Stato in questa triste periferia resta soltanto, come “una goccia nel deserto”, la scuola. La “nostra scuola” come la chiamano e la sentono le persone del posto.

Una scuola che del territorio si è fatta carico, che è diventata, negli ultimi venti anni, un punto di riferimento per tutti, alunni e famiglie. Tenendo aperti i cancelli per tutto il giorno, ha accolto e responsabilizzato molti ragazzi del quartiere, ha chiesto loro di rispettare i campi e le attrezzature. E così è stato.

Una scuola che – sotto la direzione di Cristina Cascio e adesso di Mauro Mangano, che ne ha raccolto il testimone – ha raggiunto livelli di eccellenza, divenendo un polo di attrazione provinciale e regionale con i suoi licei, coreutico, artistico, musicale, ottenuti lottando contro fortissime resistenze.

Ma non per questo il Musco ha smesso di essere presente e attivo nella periferia sud della città, la più difficile. Ne è testimonianza questo video, che ci racconta senza retorica e con grande efficacia un quartiere “Senza”, Zia Lisa seconda.

Ecco come la giuria ha motivato l’assegnazione del premio: “Per aver raccontato sul campo, in modo crudo e coinvolgente, uno spaccato della propria realtà territoriale, attraverso le voci dei testimoni e un linguaggio efficace e mai banale. Un lavoro perfettamente coerente con lo spirito e l’esempio di Pippo Fava.”

Guarda anche il filmato “Periferia” realizzato da un’altra classe del liceo artistico ad indirizzo audiovisivo e multimediale dell’Istituto Musco, guidata da Sonia Giardina https://www.argocatania.it/2021/07/29/periferia/

2 Comments

  1. In tutti i quartieri, in maniera più o meno accentuata secondo la fortuna o sfortuna degli abitanti che vi abitano, il degrado è palpabile, Il degrado sommerge la qualità della vita di questa città.
    È passato del tempo ormai per vedere alla prova questa amministrazione, forse non tanto per parlare già di fallimento? Come per tutte le altre che l’hanno preceduta?
    Voltare pagina ma sarà mai possibile a Catania.

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