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Pippo Reitano, una vita per l’arte

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A scoprire Pippo Reitano, artista catanese schivo, poco noto, ma dalle grandi qualità pittoriche, ci aiuta oggi Stefania Ruggeri, scrittrice ed esperta in comunicazione, oltre che curatrice delle opere del Nostro.

Figlio d’arte, poiché nato in una famiglia di maestri decoratori e stuccatori, Giuseppe Reitano (Catania, 1932-2017) iniziò a disegnare e dipingere ancora poco più che bambino, mostrando una inclinazione non comune.

Al Liceo artistico le sue abilità avevano già raggiunto un livello quasi, se non più che, professionale. Curioso e smanioso di penetrare e sperimentare ogni stile e tecnica noti, ben presto li padroneggiò tutti, esprimendosi con disinvoltura e proprietà nei vari linguaggi pittorici e figurativi.

A poco più di vent’anni Giuseppe aveva già assimilato tanta parte del patrimonio artistico del presente e del passato e giunse a divisare e mettere a fuoco il proprio inconfondibile, potente stile personale.

Pippo, come lo chiamavano in famiglia e come presto prese a firmarsi, fu bambino, poi uomo, marito e padre, fu insegnante e quindi ferroviere, ma fu soprattutto e fondamentalmente artista. All’arte dedicò la sua intera vita, dandole tutto senza nulla chiedere a lei – non fama, né denaro… – se non di poterle restare fedele e che lei restasse a sua volta fedele a lui. Perché entrambi sfuggissero alle contaminazioni del “mondo”.

Non stupisce dunque il ritratto di uomo schivo, introverso e orgogliosamente cosciente di sé che chi lo ha conosciuto ne traccia e che comunque emerge anche dalla sua storia artistica: poche le mostre e pressoché tutte concentrate nel decennio 1980-90 – periodo dopo il quale smise definitivamente di offrirsi al mondo, chiudendosi nella sua bottega a lavorare infaticabilmente –, pochi i contatti, pochissime le opere cedute.

E non stupisce nemmeno che a volere sottrarre al buio della storia l’arte di Pippo Reitano non fu egli stesso, ma sia oggi chi scrive, curatrice delle sue opere nata e cresciuta in rapporto con esse, insieme con la figlia dell’Artista, Daniela, testimone costante e silenziosa del fitto, appassionato ed esclusivo rapporto che il Padre aveva con la pittura.

La significativa Retrospettiva, una prima in assoluto, dedicata a Reitano dal 21 al 30 agosto del 2023 dalla galleria “L’Isola” di Portopalo di Capo Passero, vuol dunque porsi quale prima tappa di un cammino che mira a consegnare alla nostra collettività e alla storia un ingente e straordinario patrimonio artistico che non può e non deve andare perduto.

Profonde e proficue sono le radici che l’arte di Reitano affonda nella sua Terra, un’arte che possiamo dire parli siciliano, veicoli cioè quella sicilianità che – al pari ad esempio di quella espressa in altra epoca dal teatro dialettale di Angelo Musco, amato e decantato anche in Europa e celebrato da un letterato di eccezione quale fu Vladimir Majakovskij – si fa, nell’essere la Sicilia, come vuole Sciascia, «metafora» del mondo, linguaggio universale capace di esprimere come nessun altro i sentimenti e le passioni dell’umanità.

Con poche eccezioni, tutti i soggetti raffigurati dall’Artista costituiscono, ciascuno per suo conto, pregnanti tratti della Sicilia, vuoi che si tratti dei paesaggi, o delle figure o ancora delle nature morte, e insieme restituiscono il quadro nitido ed emozionante dell’amore profondo del Reitano non soltanto per la propria Terra, ma per tutti gli esseri che la popolano e per la vita stessa. Cantore soprattutto degli umili, delle tradizioni locali e della bellezza aspra e primitiva dell’Isola, l’Artista dipinge tuttavia ogni cosa, ogni più piccolo frammento della realtà e di ognuno di essi fa opera d’arte, ritraendoli però così come sono, senza orpelli e senza belletti.

Vi è, ad esempio, a parere di chi scrive una sin qui forse ancora troppo lungimirante modernità nei personaggi femminili di Reitano, la cui bellezza non consiste nell’adesione a quei canoni estetici oggi francamente abusati – e si direbbe tormentati dall’ansia di piacere, ma di piacere nella superficie, che dilaga nella nostra società, svuotandola di significati e di sostanza – ma emerge dal loro essere se stesse, dal loro essere centrate protagoniste del loro tempo e del loro spazio, silenziose eroine di una storia, fatta spesso di povertà e fatiche, che non riesce tuttavia a privarle della loro dignità e della loro vitalità.

È in effetti un mondo “antico” quello dipinto da Pippo Reitano, anche e persino nei suoi ultimi anni, un mondo anzi si direbbe ossessivamente fissato nella pittura, ove taluni soggetti si ripropongono con appunto quasi maniacale ridondanza, a scongiurarne forse la scomparsa ad opera della incombente “modernità”. E forse anche in questo senso l’Artista anticipò con la sua grande sensibilità i tempi, riuscendo a percepire il pericolo proveniente dalla tendenza alla omologazione e all’appiattimento dei nostri giorni, la spinta alla cancellazione delle identità geografiche, etniche, culturali ma anche delle tradizioni e dei mestieri locali.

Tuttavia, non bisogna vedere nell’attaccamento di Reitano al passato un atteggiamento di passiva malinconia. Durante la serata di apertura della Mostra, il critico Teodosio Martucci ha infatti sagacemente messo in evidenza come «Reitano non si è isolato all’interno di una percezione “nostalgica” di un tempo e di una situazione che non esistono più. Al contrario egli ha plasmato in silenzio, senza ammiccamenti o aggiornamenti condizionanti, la sua meditazione espressiva, anzitutto in riferimento a quell’Espressionismo, che, quantunque castigato e levigato, fu uno dei maggiori volani di tutta la migliore arte figurativa del XX secolo.

«Egli fu un pittore che crebbe in una organica attenzione al mondo della natura, ma anche al realismo concreto del quotidiano. Se questa fu una sua acclarata cifra stilistica, legata anche alla realtà della storia e del paesaggio siciliano, poi ad un livello più strettamente espressivo essa diventa metafora di una più generale condizione esistenziale. Achille Bonito Oliva ha coniato una bellissima locuzione parlando di genius loci, un concetto che si adatta perfettamente anche ad un artista come Reitano, che è parte non secondaria di quella tradizione figurativa della pittura siciliana del ’900, che dal punto di vista storiografico non è ancora stata studiata a dovere, non soltanto in relazione alle scelte stilistiche nazionali, ma anche in rapporto a quelle più generali europee».

Inoltre, il critico ha posto in rilievo alcuni aspetti della coerenza stilistica della pittura di Reitano: «Si osserva che questa pittura rimane coerentemente realistica, quindi non ha bisogno né dell’ottimismo impressionista, né del ruolo metafisico del simbolismo. Si potrebbe quasi oggettivarla in un confronto lucido e appassionato con la realtà, sia osservata sul piano del paesaggio, della natura, che su quello dell’evoluzione storica. D’altronde, quando un’espressione artistica è autentica, significa che quella singolare sinergia, che si è concretizzata tra la realtà del vissuto personale e l’ambiente circostante delle varie e molteplici esperienze, sul piano artistico è pervenuta ad essere puro stile».

Infine, Martucci, cui siamo grati per il prezioso contributo critico, conclude: «Alla valutazione della pittura di Reitano non poco ha nociuto il suo costante riserbo, un isolamento che, se certamente ne ha acuito la riflessione artistica, al tempo stesso lo ha posto ai margini di una più che meritevole conoscenza storica. E la Retrospettiva di Portopalo vuol proprio assumersi il compito di far emergere e rilevare le sue non comuni doti. L’auspicio è che ora, dopo le suggestive premesse della proposta espressiva e culturale che qui si mette in evidenza, si possa aprire un più proficuo spazio di conoscenza e di documentazione sull’opera di Pippo Reitano, la cui ricerca interiore è un importante e originale tassello di quella cultura figurativa italiana della seconda metà del Novecento, che, da troppi e da troppo tempo forse ingiustamente trascurata, attende una sua più congrua e approfondita prospettiva di lettura e di indagine storiografica mirante ad illuminarne le autentiche ragioni espressive».

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso la Mostra di Portopalo possibile e soprattutto alla galleria “L’Isola”, nella persona dell’avvocato Nino Campisi, ospite garbato e disponibile, e poi ancora ai numerosissimi visitatori che ci hanno consegnato, negli sguardi animati dalla inconfondibile luce dell’ammirazione e del piacere estetico, la gioia e la speranza di un piccolo ma significativo traguardo conseguito.

A questo link la brochure della mostra

13 Comments

  1. Iniziativa intelligente che valorizza non solo l artista ma soprattutto chi dimostra di aver capito il valore del pittore e la necessità che venga conosciuto ed apprezzato dai suoi conterranei non sempre sensibili ai valori ed alle esternazioni dei cultori delle realtà nascoste nell’ animo umano.

  2. I purchased several of Pippo Reitano’s works when in Sicily earlier in the year and have them adorning my walls at home and the office. They receive many a comment from friends who admire them for their unique style, vibrancy and of course subject matter.
    Living in Australia is a long way from my family’s Sicilian heritage, however, these paintings keep me connected to my people from a simpler era and nostalgia abounds.
    I hope to return to Sicily again and use the occasion to pay my respects to Pippo’s legacy.

  3. In primo luogo, questa Retrospettiva rappresenta un atto di giustizia nei confronti di un artista che ha operato in relativo anonimato per gran parte della sua vita. È un riconoscimento postumo che sottolinea quanto il valore artistico possa esistere indipendentemente dalla fama o dal successo commerciale. Ciò ci ricorda l’importanza di scoprire e preservare le voci artistiche meno conosciute ma altrettanto significative nella storia dell’arte.

    La coerenza stilistica di Reitano nel rimanere fedele al realismo è un aspetto notevole. In un’epoca in cui le tendenze artistiche possono cambiare rapidamente, il suo impegno per catturare la realtà come la vedeva è un richiamo alla sincerità artistica. Questo può ispirare gli artisti contemporanei a seguire la propria visione senza farsi influenzare troppo dalle mode artistiche del momento.

    Inoltre, la Retrospettiva mette in luce il ruolo dei curatori e degli studiosi dell’arte nel preservare e promuovere l’opera di artisti trascurati. Stefania Ruggeri e Daniela Reitano, insieme alla galleria “L’Isola,” hanno svolto un ruolo cruciale nel portare alla luce l’opera di Pippo Reitano e nel garantire che il suo patrimonio artistico non vada perduto. Ciò dimostra come il mondo dell’arte abbia bisogno di individui dedicati che curino e proteggano il lavoro degli artisti, anche quando questi non sono più in grado di farlo da soli.

    Infine, la Retrospettiva solleva questioni importanti sulla conservazione della cultura e dell’identità locale. Pippo Reitano ha ritratto la Sicilia in modo autentico e affettuoso, mettendo in evidenza le sue tradizioni, il suo paesaggio e la sua gente. Questo richiama l’attenzione sul valore della cultura regionale e sottolinea la necessità di preservare le identità geografiche, etniche e culturali in un mondo sempre più omogeneizzato.

    In conclusione, la Retrospettiva di Pippo Reitano non è solo un tributo all’arte di un individuo eccezionale, ma anche una riflessione sulla natura dell’arte, sull’importanza della coerenza stilistica, sul ruolo dei curatori e sulla conservazione della cultura locale. È un richiamo a scoprire e apprezzare gli artisti meno noti che hanno contribuito in modo significativo alla storia dell’arte.

    • Artista eccezionale. Non lo conoscevo prima di averlo visto su questa pagina… iniziativa lodevole, bravi!

  4. Ritratti ché danno l’impressione di essere animate..
    Quando li osservo mi danno l’impressione di essere vive…
    Colori … lineamenti… ti portono a dialogare con i personaggi ascoltandone con attenzione le loro storie..

  5. Conoscere l’opera del maestro catanese Pippo Reitano attraverso la Retrospettiva dello scorso agosto è stata un’immersione nei colori e nei temi fuori dal tempo ma con una tecnica e potenza rappresentativa che ne fanno un artista moderno e fortemente empatico forse suo malgrado. Davvero un privilegio osservare le opere esposte, mai banali, che lasciano il forte desiderio di volerle ammirare ancora. Grazie.

  6. La valorizzazione postuma di un artista siciliano, autore di pregevoli opere pittoriche che mostrano il vero volto della Sicilia attraverso paesaggi e storie di vita vissuta è l avoro davvero meritorio Complimenti vivissimi!

  7. Ho avuto il piacere e la possibilità di conoscere per la prima volta le opere del pittore Reitano in un invito a pranzo qualche anno fa e da subito rimasi catturato dal tratto, dalla colorifera e dai soggetti rappresentati che identificano i costumi e le tradizioni Siciliane. Porgo sempre i miei ringraziamenti a Stefania per quel giorno .

  8. Curioso di conoscere meglio questo straordinario artista che non conoscevo. Complimenti per l’iniziativa.

  9. Incredibile la sua ingente produzione’ un intera vita dedicata alla arte; Caposcuola del suo personale stile rivolto alle realtà della vita quotidiana della Sicilia; stacanovista dell arte in ogni quadro ci racconta una storia di vita, una storia universale. Stefania Ruggeri ispirata dai suoi splendidi quadri, ha creato storie indimenticabili con i ricordi di un passato sopito ma presente nelle sensazioni che scaturiscono vive e toccanti e ciascuno di noi, guardando un quadro di Pippo Reitano, può creare una propria storia tra realtà e fantasia perché questi quadri parlano al cuore.

  10. Ho conosciuto lo stile e i quadri di Pippo Reitano tramite la curatrice delle sue opere Stefania Ruggeri.
    Adoro lo stile dell’artista, le pennellate scure di contorno, il suo modo di utilizzare i colori e i suoi soggetti che ci ricordano le nostre radici, la nostra terra : paesaggi che immortalano la natura rigogliosa e spesso selvatica , persone umili, lavoratori che svolgono il duro lavoro di tutti i giorni, donne e uomini del nostro passato, nature morte che rappresentano i frutti della nostra campagna…
    Ho la fortuna di possedere una modesta collezione di suoi quadri che ha reso le pareti della mia casa meravigliose e sono stata presente a Portopalo in occasione della interessantissima Retrospettiva a Lui dedicata: mi auguro che questa sia la prima di tante iniziative di successo!
    Ad maiora.

  11. Johanna Gezina van Gogh-Bonger (Amsterdam, 4 ottobre 1862 – Laren, 2 settembre 1925) è stata una pittrice olandese; era la moglie di Theodorus van Gogh e la cognata del pittore Vincent van Gogh e fu una figura chiave nell’affermazione della fama del pittore
    Si può dire che la stessa ispirazione la si può attribuire alla mia amica Stefania Ruggeri

  12. Un artista a me sconosciuto, che mi ha trasmesso immediatamente con l’intensità e la fierezza del suo tratto pittorico gli umori, i colori, la luce e i valori di una cultura che conosco e che amo. Grazie a Stefania Ruggeri per il suo lavoro: ha donato a me un incontro felice e ha arricchito i percorsi della migliore ricerca artistica.

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