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Parco Monte Po – Acquicella, sopralluoghi con la Soprintendenza e prove di dialogo con il Comune: il percorso ad ostacoli del Comitato delle associazioni

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Sopralluoghi e visite dell’area interessata, anche con tecnici della Soprintendenza, riesame della cartografia e ricerche sulla proprietà delle singole particelle catastali, incontri con i tecnici del Comune: sul Parco Monte Po – Vallone Acquicella, pur nel silenzio dei media, è proseguito in questi mesi il lavoro delle associazioni proponenti, con l’intento di risolvere le questioni ancora aperte.

Attive sin dall’inizio, le associazioni si sono formalmente costituite in Comitato, anche per proseguire in forma ufficiale il percorso avviato con il Comune. Con quest’ultimo è prevista la stipula di un Patto di Collaborazione che consenta al Comitato di supportare gli interventi di progettazione anche mettendo a disposizione le competenze dei propri specialisti, gli stessi che hanno già realizzato un dossier consegnato all’Amministrazione. Il Patto di Collaborazione non è stato ancora firmato, ma è in corso una trattativa con l’Ufficio per definirne i contenuti.

Sebbene il Comune abbia dichiarato di apprezzare la proposta di Parco e le indicazioni contenute nel Dossier, tanto da inserire il Parco tra gli interventi del Piano Urbano Integrato, destinandovi la somma di 17 milioni, c’è ancora molto su cui lavorare.

Anche perché, in forma diretta e indiretta, stanno emergendo delle resistenze.

Il Direttore dell’Urbanistica, Bisignani, ha infatti dichiarato a Pippo Rannisi, Presidente del Comitato del Parco, che il Comune si impegna destinare a Parco soltanto le aree di sua proprietà (circa 30 ettari) senza garantirne l’estensione alle particelle di proprietà privata, che – oltre tutto – andrebbero espropriate. Sull’esitazione della Direzione Urbanistica ad impegnarsi nella realizzazione di tutto il Parco, pesa indubbiamente anche l’attuale vuoto politico che determina una situazione di incertezza.

Nel frattempo però l’Urbanistica fa scelte concrete che si rivelano contraddittorie rispetto al percorso di creazione del Parco. Ad esempio, ha espresso parere positivo alla costruzione di un enorme parcheggio di sei ettari che la ditta Cimas Immobiliare ha chiesto di realizzare di fronte al Garibaldi Nuovo. Sei ettari dell’area da destinare al Parco, che di fatto sono stati ad esso sottratti nel momento in cui le Attività produttive hanno dato l’autorizzazione richiesta.

Il via libera al parcheggio non solo contrasta con il professato interesse del Comune a realizzare il progetto ma, soprattutto, contraddice la possibilità di realizzarlo in forma partecipata, visto che il Comitato non è stato né avvisato né tanto meno coinvolto nella questione.

I volontari del Comitato, tuttavia, non desistono e continuano a darsi da fare. Come dicevamo, hanno coinvolto la Soprintendenza e, nel corso di alcuni sopralluoghi, hanno dato ai suoi tecnici la possibilità di conoscere meglio l’area e scoprirne la ricchezza e varietà dal punto di vista botanico, geologico, archeologico, storico-antropologico e via discorrendo. Potranno così, con cognizione di causa, esprimere una valutazione sul dossier proposto dal Comitato e offrire eventualmente un sostegno alla realizzazione del Parco.

I sopralluoghi hanno permesso, anche ai membri del Comitato, di approfondire la conoscenza del territorio, scoprire nuovi elementi di interesse e purtroppo anche interventi di distruzione (come nel caso degli edifici semidituri e del piccolo acquedotto abbattuto, di cui abbiamo già parlato), oltre che, purtroppo constatare la crescita di mini discariche.

E’ stato portato avanti anche il lavoro di indentificazione dei proprietari dei vari lotti, individuati dalle particelle catastali. Su questo piano sono emerse piste interessanti, come la scoperta che molte particelle catastali, per un totale di 40 ettari, appartengono alla Fondazione Val di Savoia, che ha ceduto questi terreni al Comune, che li ha quindi nelle proprie disponibilità, per scopi sociali.

Perchè allora non coinvolgere la Fondazione nel progetto di Parco mediante la stipula di una convenzione tra Fondazione, Comune e – possibilmente – il Comitato stesso? Una ipotesi non peregrina anche perché la Fondazione si propone – da Statuto – “il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale”. Del resto, per disposizione testamentaria, il principe Giuseppe Cruyllas di Valdisavoja, che volle lasciare tutti suoi beni alla citta di Catania, affidò nel 1880 la guida della Fondazione all’Arcivescovo di Catania. Vista la sensibilità dimostrata dall’attuale vescovo verso le tematiche sociali, non è da escludere che Renna sia disponibile a lasciarsi conivolgere in un progetto di grande respiro sociale come quello del Parco.

A fine mese, giorno 31 marzo, la proposta di grande parco territoriale, dalla collina di Monte Po alla foce dell’Acquicella, verrà presentata alla città nel corso di un Convegno che avrà luogo all’Orto Botanico, con ingresso da via Antonio Longo n.19, a partire dalle ore 16. Tutti cittadini sono invitati a partecipare e, se lo riterranno, a sposare questa proposta, che potrebbe finalmente dare alla città il verde e gli spazi naturalistici di cui ha estrema necessità,

1 Comment

  1. Buon giorno Amici, Ci tengo a dirvi che lo stesso messaggio l’ho inviato: sia alla Dott. ssa Sapienza che al Dott. Rannesi lasciando anche il mio recapito personale per qualsiasi chiarimento? Visto che su Argo si scrive di tutto, dicendo tante balgianate è andando oltre la realtà, Rigurdante anche l’argomento di 6 ettari di terreno autorizzati a parcheggio, non Veri, ma bensì una piccolissima parte sul prospetto stradale, sono qui per presentarmi, io sono il ( “Pasticcione”) della situazione che da anni combatte contro tutti coloro i quali deturpano è creano Discariche sulla Collina di Monte Po, di fronte l’ospedale Garibaldi Nesima, ( Di Mia Proprietà) dove vengo sempre accusato e mai apprezzato dell’importante bonifica che periodicamente effettuo in quelle Aree, visto i Veri Furbetti che vengono, oltre a distruggere e buttare Rifiuti, come se niente fosse, c’è anche chi con apposite reti cattura Uccelli per poi rivenderli illecitamente. Pur non di meno sono qui ha dirVi che per qualsiasi chiarimento o informazioni potete anche contattarmi, tenendo conto che sono favorevole all’ambiente ed al dialogo. Cari Saluti Geom. Massimo Toscano della Cimas Immobiliare Srl.

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