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Ricordando Letizia Battaglia

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Letizia Battaglia
Letizia Battaglia

Con questo ricordo di Letizia Battaglia a quasi un mese dalla sua scomparsa, inizia la collaborazione ad Argo di Alessandra Sinatra, che ha dato alla scuola e dà oggi alla società civile il proprio contributo di conoscenza e di impegno, con il suo inconfondibile stile discreto.

Letizia Battaglia, donna libera, impegnata e determinata ad imporre con sicurezza quello che vedeva con i suoi occhi e con la sua sensibilità. Così ce la descrive Attilio Bolzoni nell’intervista resa a Giorgio Mannino, che si può riascolatee sulla pagina dell’Associazione Memoria e Futuro. (link)

Bolzoni racconta di averla conosciuta a Palermo nella primavera del 1979, prima che lui diventasse giornalista, e ricostruisce il successivo rapporto, lui cronista, lei fotografa. Sono gli anni che vedranno cadere sotto i colpi della mafia tante straordinarie persone. E Letizia fotografa lo strazio di qui momenti, la violenza.

Dal racconto apparentemente sereno di Bolzoni traspare il suo attaccamento a questa donna che lui definisce “libera” e l’emozione del lavoro insieme, spesso caratterizzato anche da scontri e discussioni. Emerge una Battaglia che sta sempre dalla parte degli ultimi, degli emarginati, l’uso della fotografia come arma contro la povertà, contro la mafia.

02 Letizia Battaglia - Bambini quartiere SperoneVengono rievocate anche le sue battaglie civili per il divorzio e l’emancipazione femminile, perché bisogna ricordarla anche per questo, non solo come “fotografa della mafia”. E il suo lavoro come assessore al Comune di Palermo e il suo amore per questa bellissima città, che ricorda l’amore che Pippo Fava aveva per Catania….

Ma anche la sua stanchezza e rabbia quando, eletta al Parlamento Regionale, in quell’assemblea, a cui Bolzoni allude come ‘quartier generale della mafia’, “si è annoiata e si è sentita inutile, non le facevano vedere palla”.

Differente l’esperienza fatta in precedenza a Palermo, con Orlando, la speranza che Palermo potesse riscattarsi e cominciare una nuova vita, l’impegno per dotare questa meravigliosa città di una vista del mare che le era stata impedita dalle amministrazioni precedenti.

Dopo la morte di Falcone e Borsellino subentra il rifiuto di fotografare quegli scenari, il “non sapere più fotografare la mafia” perché risulta difficile raccontare una mafia che si trasforma continuamente, che diventa “trasparente, che si mescola e si nasconde”.

E le parole di Bolzoni si fanno più amare, richiamano una mafia, non ancora sconfitta, che ritorna e la città che “sembra andare indietro”, i candidati proposti da personaggi inquietanti come Cuffaro, Dell’Utri…

Tornando alla grande fotografa, ciò che non emerge abbastanza da questa intervista a Bolzoni è l’ottimismo e la voglia di cambiare il mondo che Letizia Battaglia conservava nonostante le disillusioni, la stanchezza, la rabbia per alcune situazioni. Manteneva la convinzione che tutti abbiano sempre, a prescindere dall’età, la possibilità di costruire il futuro, di cambiare in meglio, di continuare sempre a fare la propria parte.

Una donna che ha saputo affermarsi in un mondo difficile e che ha mantenuto, nonostante la realtà orribile immortalata con la sua macchina fotografica, una grande e comunicativa voglia di andare avanti, di non fermarsi, di sostenere la bellezza e la forza della vita.

04 Letizia Battaglia - galleria

1 Comment

  1. Ho avuto il piacere di conoscere Letizia Battaglia nei miei anni palermitani.
    Una bella persona, una grande donna politicamente impegnata nel senso che tutti vorremmo condividere. Attenzione ai problemi della gente comune, forti capacità comunicative anche con gli studenti. Restano testimonianza sempre viva del suo impegno artistico e culturale i suoi libri di fotografie, indispensabili per ricostruire la storia per immagini della Sicilia (e non solo).
    Santo Di Nuovo

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