Come era l’anfiteatro di Catania di cui oggi possiamo vedere solo una minima parte?
Ce lo mostra la ricostruzione virtuale realizzata da Catania Living Lab, il laboratorio sperimentale di cultura e tecnologia ideato e promosso da IBAM CNR (Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali del Consiglio Nazionale delle Ricerche).
“Catania ritorna nell’arena” è lo slogan scelto dal ‘Progetto di valorizzazione e fruizione dell’anfiteatro romano di Catania’ che continuerà grazie alla recente proroga – marzo 2017 – dell’accordo siglato nello scorso novembre tra Regione siciliana e Ibam Cnr.
Un progetto che si prefigge di trasformare l’Anfiteatro, in gran parte ancora interrato, “in un luogo di incontro e aggregazione in cui scoprire l’anima antica della città”, come leggiamo nel sito appositamente realizzato http://www.catanialivinglab.it/.
Vi si promette che, dopo una “preliminare fase di interventi di pulizia, messa in sicurezza, restauro e musealizzazione” verranno progettati percorsi di visita per permettere di fruire dei resti di questa area archeologica.
Una risposta al “grande desiderio della comunità locale di riappropriazione di un bene comune ormai quasi sconosciuto e difficile da comprendere a causa delle innumerevoli trasformazioni subite nel corso dei secoli”.
Sicuramente su questo progetto e sul relativo sito sono stati spesi parecchi soldi della collettività senza che, ad oggi, se ne vedano molti frutti se non belle parole e qualche piccolo assaggio, come la visita notturna guidata di parte degli scavi al lume di candela e la mostra di costumi storici tra XVI e XX secolo, organizzate nel novenbre2016.
Poi – a quanto ci risulta – nulla.
Intanto della parte visibile, e visitabile, del monumento i visitatori lamentano la sporcizia e l’incuria in cui è tenuta.
In attesa di sapere qualcosa di più di questo progetto, guardiamo il breve video, che testimonia la grandezza e l’importanza della Catania del II secolo d C.
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