Le associazioni catanesi alla polizia municipale: Siate Vigili

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mobilità sostenibileAssociazioni che hanno a cuore l’ambiente e la vivibilità di Catania, ma anche singoli cittadini desiderosi di segnalare situazioni incresciose o avanzare richieste utili per migliorare viabilità e sicurezza delle strade, hanno utilizzato i social network per preparare i contenuti da sottoporre al nuovo comandante dei Vigili Urbani, Piero Belfiore, nel corso dell’incontro
previsto per lo scorso 3 luglio.

Ad incontro avvenuto è stato diramato il seguente Comunicato Stampa che riassume le richieste avanzate e apre alla speranza di miglioramenti reali grazie alla “disponibilità e competenza” del comandante. In conclusione si ribadisce comunque che solo il “coordinamento con le altre istituzioni” e -soprattutto- un crescente utilizzo, da parte dei catanesi, di mezzi di spostamento alternativi all’automobile potranno permettere a Catania di “abbandonare il triste primato di 73 auto ogni 100 abitanti”.
Tra le proposte che incoraggino l’uso della bicicletta, l’utilizzo delle due ruote da parte dei vigili in servizio, anche ottenendo l’assegnazione di “quelle bici, acquistate con fondi europei, destinate agli alunni delle scuole superiori e che giacciono inutilizzate e già in parte deteriorate nei cortili di alcuni istituti scolastici di Catania”. Non è mancata la richiesta di un maggiore contrasto ai furti, anche con la creazione di un registro delle bici rubate.
Ecco il testo integrale del Comunicato:
dr Belfiore comandante VV UU CataniaSi è svolto ieri il programmato incontro fra il nuovo Comandante dei Vigili Urbani di Catania, dott. Pietro Belfiore ed alcuni rappresentanti di associazioni ambientaliste che hanno a cuore il tema della mobilità sostenibile.
Nei giorni precedenti le associazioni, nelle rispettive pagine web, avevano raccolto segnalazioni e richieste fra la cittadinanza da girare al Comandante al fine di migliorare la viabilità.
Fra i temi di discussione quello della necessità di una verifica della segnaletica stradale orizzontale e verticale con particolare attenzione alle corsie preferenziali aperte alle biciclette ed alle piste ciclabili come quelle della Playa. Si è rilevato che, ad esempio, il simbolo delle biciclette impresso sul selciato nelle corsie preferenziali degli autobus, percorribili anche come piste ciclabili in forza di una ordinanza comunale, non sia più visibile perchè scolorito.
Si è detto ancora che in alcune strade di maggior traffico e con carreggiate di ridotte dimensioni, come la via Umberto o la via Monserrato, sarebbe necessario un intervento atto ad impedire incolonnamenti provocati in gran parte dalla abitudine tanto incivile quanto frequente e, ahinoi tollerata, di parcheggiare le auto in seconda fila impegnando completamente la carreggiata unica e costringendo le auto in transito a sconfinare nella corsia degli autobus percorribili anche dalle bici creando serio pericolo per i ciclisti.
segnale pista ciclabileA parte il disagio per gli automobilisti si è discusso di un ulteriore e più grave danno: le ridotte dimensioni delle carreggiate e la presenza di edifici di una certa altezza causano il ristagno di aria malsana mista a polveri sottili emesse dai gas di scarico delle auto che respirate da pedoni, residenti e commercianti, a lungo andare, potrebbero causare patologie a danno delle vie respiratorie, come è già dimostrato dalla recenti ricerche in campo medico.
Se interventi drastici, come la chiusura della via Umberto al traffico automobilistico, si scontrerebbero con il disappunto dei commercianti (anche se si rileva come nella limitrofa via Etnea o via Santa Filomena non pare che gli affari delle attività risentano più di tanto della assenza di auto) si proponeva la sostituzione degli stalli “sostare”con parcheggi a breve durata o meglio destinati solo al carico/scarico merci.
Altro tema affrontato con il dottor Belfiore è quello della recrudescenza del fenomeno del furto delle biciclette.
Il movimento Salvaiciclisti di Catania, insieme con Carpooling Catania e Etna free Bike, hanno già incontrato in passato il Procuratore della Repubblica, dott. Giovanni Salvi, l’assessore alla mobilità avv. Rosario D’Agata, il vice capo di gabinetto del Prefetto dott. Signorelli ed ora auspicano che, con l’ulteriore intervento dei vigili urbani di Catania e del loro impegno in attività di controllo su strada e nei mercatini dell’usato, si possa finalmente dare un segnale forte.
Perché non v’è dubbio che la sensazione di ” impunità” legata al furto delle biciclette è tanto più odiosa quanto ingiusta perché danneggia chi si impegna con il proprio esempio a sostenere una mobilità alternativa all’auto, più ecologica e quindi migliore per tutti.
É stato proposta la istituzione presso il Comando di Catania di appositi registri di bici rubate sul modello di quelli già adottati da alcune città del nord Italia e la predisposizione di un modulo che faciliti la presentazione della denuncia di furto; proposte già in precedenza presentate da Salvaiciclisti all’assessore D’Agata.
Gli altri punti contenuti nel documento, consegnato nelle mani del Comandante, riguardano:

  • l’uso di telecamere e di autovelox anche in città per il controllo dei limiti della velocità e per rilevare infrazioni al codice della strada anche in zone critiche come la via Plebiscito;
  • maggiori controlli nelle zone ZTL;
  • applicazione di limiti di velocità ridotta per i mezzi pubblici e privati in occasione della chiusura al traffico del lungomare di Catania;
  • acquisto e l’utilizzo (anche a mò di esempio per i cittadini) di bici a pedalata assistita da parte dei vigili in servizio su strada in luogo delle automobili che, oltre che essere più dispendiose ed inquinanti, non si muovono con la stessa agilità nel traffico urbano a fare di interventi più celeri.

A questo proposito le associazioni hanno suggerito di verificare la possibilità di ottenere dal Comune l’assegnazione di quelle bici acquistate con fondi europei destinate agli alunni delle scuole superiori e che giacciono inutilizzate e già in parte deteriorate nei cortili di alcuni istituti scolastici di Catania.
mobilità sostenibile, bici più trenoLa disponibilità e la competenza dimostrate dal comandante fanno ben sperare sul futuro della mobilità di Catania. Ora occorre un coordinamento con le altre istituzioni e, soprattutto, una buona predisposizione da parte dei catanesi ad abbandonare l’ idea che l’automobile sia l’unico mezzo di spostamento possibile. Solo così la nostra bella città può abbandonare il triste primato di 73 auto ogni 100 abitanti, si puó aprire al turismo come risorsa economica importante ed allinearsi finalmente alle migliori e più civili metropoli europee.
#Salvaiciclisti Catania
Etna Free Bike
Carpooling Catania

1 Comments

  1. Catania non e’ molto collinosa quindi andare in bicibletta sarebbe una cosa sensata. Stiamo diventando peggio di Bejing per quanto riguarda l’aria velenosa che respiriamo. Ci sono molte morti premature e lo smog non puo’ essere che un contribuente(e chissa’ come stiamo alterando il nostro patrimonio genetico!).
    A parte ridurre l’inquinamento, andando in bicicletta si risarmia soldi (della benzina) e si sta in forma sia fisicamente e psicologicamente.
    Putroppo la verita’ e che andare in bicicletta a Catania e desiderarsi la morte. Vedo persone che guidano la macchina parlando al cellurare, che ti sopravvengono da tutte le parti, che se ne fregano di rispettare ogni norma di sicurezza.
    Se la maggiornaza delle persone pedalasse si potrebbe diventare una citta’ piu’ pulita e piu sana ma per succedere ci devono essere gruppi che promuovano attivamente l’uso della bicicletta a fianco delle forze dell’ordine. Ci dovrebbero essere delle campagne progresso che iniziano alla scuola materna fino all’universita. Gruppi che organizzano gite in bicicletta etc.
    Non si puo’ cambiare la mentalita’ di un popolo dall’oggi al domani. Ma si deve cominciare da qualche parte.
    Ps. l’uso del casco dovrebbe essere obbligatorio

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