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Una Consulta e un consigliere per i migranti catanesi

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L’una cosa non esclude l’altra, anzi, tutte e due possono e devono convivere, due obiettivi da centrare: la consulta e la nomina di un consigliere straordinario in rappresentanza dei migranti.
CittaInsieme e altre 26 associazioni e tre esponenti di altrettante comunità di migranti invocano il sentimento dell’accoglienza e auspicano qualcosa di più che la semplice offerta di vitto e alloggio ai migranti. Visto che le legislazioni regionale e comunale, lo prevedono, chiedono di avviare un percorso di integrazione politica e sociale.
Una legge regionale impone, infatti, ai Comuni nel cui territorio siano presenti comunità di cittadini residenti provenienti da paesi non appartenenti all’Unione europea, di istituire la “Consulta dei cittadini migranti”.
Così il 7 novembre scorso le associazioni hanno depositato all’ufficio protocollo del Comune una lettera con le loro richieste al sindaco, all’assessore ai Saperi, Bellezza condivisa, al presidente del Consiglio comunale, al presidente della Commissione consiliare Pace e Diritti, ai capigruppo del Consiglio comunale. “Noi, firmatari di questa lettera, – vi si legge – chiediamo l’istituzione della Consulta dei cittadini migranti… per iniziare un percorso di crescita dell’integrazione nella nostra città”.
Poco prima, il 28 ottobre, era stata presentata al sindaco e al presidente del consiglio comunale un’interpellanza con la quale si chiede perchè non sia stata ancora indetta, come da regolamento, l’elezione del consigliere aggiunto in rappresentanza dei cittadini extracomunitari in consiglio comunale e si sollecita l’avvio del relativo procedimento.
Primo firmatario e promotore dell’interpellanza è Niccolò Notarbartolo, che ha coinvolto nella firma altri consiglieri della maggioranza affinchè la richiesta divenisse espressione di un orientamento condiviso.
Il Comune di Catania è inadempiente, visto che già tre anni fa, nel febbraio del 2010, il consiglio aveva approvato il regolamento per l’elezione del consigliere aggiunto con una delibera alla quale, però, non è stato dato alcun seguito. Il sindaco non ha a tutt’oggi provveduto a fissare la data per i comizi elettorali per l’elezione del consigliere né a darne avviso agli elettori e al prefetto.
“I residenti extracomunitari – è il testo dell’interpellanza – devono poter esprimere una loro domanda di città, ovvero manifestare aspettative, bisogni, necessità …” “Non è accettabile che non venga ‘loro’ riconosciuto il diritto di partecipare alla costruzione del futuro della città e della collettività di cui sono parte integrante”.
I consiglieri sollecitano dunque l’amministrazione a provvedere immediatamente a indire l’elezione e ad avviare “formalmente il dialogo con i soggetti e le comunità coinvolte al fine di realizzare un processo partecipato ed inclusivo in cui i partecipanti siano messi nella condizione di esprimere liberamente le proprie identità collettive e di far valere le proprie ragioni”.
Una iniziativa che riveste carattere di urgenza: la spesa per l’elezione del rappresentante aggiunto deve infatti essere inserita nel bilancio preventivo del Comune che sarà approvato entro il 30 novembre, pena la perdita di un altro anno che si aggiungerebbe ai tre già passati dall’approvazione del regolamento.
La campagna elettorale -che andrà avanti per 6 mesi- consentirà poi i contatti, i confronti e la scelta del candidato. Certo, il consigliere non avrà diritto al voto ma potrà almeno manifestare il punto di vista dei migranti. E la sua presenza in Consiglio avrà, inoltre, un alto valore simbolico.

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