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Quaderni di San Berillo. Lavoro, feste, incontri istituzionali, calcio. San Berillo vive

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Nuova pagina dei Quaderni di san Berillo, da Nino Bellia per l’Osservatorio urbano e laboratorio politico per Catania

Gambia Youths Association

Questa Città è ancora capace di sorprenderci. Sabato pomeriggio, 18 novembre, l’Osservatorio Urbano e Laboratorio Politico per Catania, con alcuni dei suoi rappresentanti, ha potuto prendere parte a due momenti di grande interesse e, come piace dire a noi, di Futuro: Carolina, Francesca, Nino, Giovanni dapprima presenziano all’inaugurazione di Casa Betania, in via Raciti 2, una grande struttura affidata dalla Diocesi catanese e dall’Arcivescovo, don Luigi Renna, alle cure del Centro Astalli e della Caritas, che accoglieranno mamme e bimbi migranti.

Da lì, rapido trasferimento al centro, e precisamente in via Coppola, per una serata “africana”. Ora, dire “via Coppola” a Catania, significa rievocare arte e musica, visto il riferimento al compositore ottocentesco, a cui la strada è intitolata. E, in effetti, non appena entrati da via di San Giuliano, una musica ritmatissima e carica di suggestioni etniche ci fa capire che siamo arrivati a destinazione. Da dove viene?

A ospitare l’evento di stasera sono gli amici di OfficinaRebelde Catania. Saliamo per le antiche scale, le pareti graffiate e gonfie d’umidità. Sono molti i palazzi dell’Urbe etnea a presentare vestigia di eleganza e signorilità che necessiterebbero di restauro… Un grande uscio di legno verde spalancato, voci dal timbro robusto e tipico, in crescita il volume dei djembe: è qui! Varcata la soglia, il profumo di manioca, fagioli, couscous, riso ci guida fino alla prima stanza. “Ehi, Karamu!”.

Grandi strette di mano e calorosi abbracci, io e Giovanni andiamo a sederci proprio a due passi dai tamburi, dall’abilissimo DJ e da Khalifa, uno dei percussionisti, che intanto danza ininterrottamente, calmo calmo, in solitario, un po’ piegato in avanti, con movenze tribali. Ballano anche la piccola Maryama e la sua sorellina. Irrefrenabile per noi l’istinto di assecondare il ritmo.

Man mano arrivano altri amici, compresi quelli dell’OULP: Anna, Dario, Ester, Francesco, Yaya, Seikhou, Giulia… La serata è dedicata a Gambia Youths Association, l’associazione di questi giovani, che onorano l’appartenenza al proprio Paese d’origine e che vorrebbe affermarsi con il lavoro, la musica, la dignità di chi aspira a un’integrazione legittima.

Fra di loro, artigiani del legno, idraulici, cuochi, musicisti autentici. Naturalmente io e Giovanni… fantasia sfrenata! dei laboratori artigianali… perchè no? un filone sportivo… perchè no? serate primaverili ed estive animate dalla loro e nostra musica, concerti e danze di grande richiamo e sano coinvolgimento per tutta la Città. Ma… e dove? ma a San Berillo, naturalmente! perchè no?

A piccoli passi, continui e decisi

Il parlamento del gruppo operativo del nostro Osservatorio, in questa occasione, si era tenuto all’aperto: aperitivo, patatine e olive, ospiti di “Mama Afrika”, fra Piazza Santo Spirito e l’Università. Ci piace girare, anche per cambiare prospettiva e mantenere apertura e dinamismo: una volta nel salone parrocchiale del C.B.M., un’altra volta alla Moschea di Piazza Cutelli, una volta a Trame, un’altra in via Carro, e così via…

Il cortese invito a partecipare al Consiglio della Prima Municipalità ci viene dalla nostra amica @Florinda Pazzarella: stavolta adesione unanime, piena coincidenza di pareri e decisioni. Così, mercoledì 22 novembre 2023, verso le dieci e trenta ci ritroviamo al chiosco del Castello Ursino (ma, tra siti monumentali e soste goderecce …si capisce che siamo a Catania?): anche stavolta una rappresentanza nutrita, da Carla e Francesca ad Anna e Clorinda, da Giovanni ed Ester a Francesco e Nino… Con noi, anche Federica, Luca, Laura, Karamo e Hamso. Insomma, ci muoviamo con discrezione, ma sempre a file compatte.

In via Zurria, nei locali dell’antico Macello catanese (macello? chissà che si pensa, a sentire “macello”…e invece archi, colonne, pietra grigia e pietra nera, anticipo d’arte di quell’ ossimoro armonioso, culturale e fisico, per cui lavoriamo…), veniamo accolti da Florinda e sediamo nella sala in cui i Consiglieri sono già disposti a tavola rotonda. Il loro presidente, Francesco Bassini, ci dà un cordiale benvenuto e chiama l’appello: Trame di Quartiere – San Berillo… Centro Astalli Catania ODV, Osservatorio Urbano e Laboratorio Politico per Catania… Associazione Penelope, Gambia Youths Association…

Daremo il nostro contributo indicando le conseguenze del blitz di qualche settimana fa e i bisogni rilevati nella San Berillo del “dopo sgombero”. Gli interventi si susseguono in maniera pacata e in un silenzio di grande attenzione e rispetto da parte dei Consiglieri. Apprezzatissima da tutti l’arringa di Karamo. Verso la fine della riunione ci si scalda un po’ sui temi dei PNRR, ma ci si congeda serenamente, ribadendo la necessità della reciproca fiducia e del dialogo frequente…

Tornei Promozione.

Carissimi, domani, sabato 25 novembre, ore 15… e non al Cibali… e non a San Siro… e neanche al Diego Armando Maradona di Napoli nè all’Olimpico di Roma, non a Parigi, non a Wembley… e nemmeno a Banjul o a Dakar, ma… Udite Udite! presso i nuovissimi impianti sportivi di VIA BUDA e VIA CARRO, sity in Catania, a SAN BERILLO CITY INTERNATIONAL! seconda sfida di calcio e basket tra giocatori residenti e di passaggio, compagini miste e policrome. Si accettano spettatori e tifosi, donazioni di integratori alimentari, acqua, bevande e dolciumi! ma anche di casacche e magliette, ginocchiere, cavigliere, palloni e attrezzature varie! Vi aspettiamo in massa, calorosi e inneggianti in tutte le lingue del mondo! eventualmente pronti a entrare in campo anche voi, per sostituzioni improvvise ed emergenza derattizzazione!

La partita

E sabato scorso, finalmente… preceduta dagli auguri e dal compiacimento del parroco del Crocifisso della Buona Morte, Piero Belluso, eccoci all’attesissima seconda partita! Beh, è vero: di partite se ne giocano tante oggidì, e per tanti motivi diversi. E ci sono partite e partite. A Catania, per esempio, ci sono partite che quando arrivano, in certi quartieri l’euforia è incontenibile… Al punto che ci sparano le bombe. ‘I bummi? e comu? I botti, sì. Apprima sulu ppi Sant’Aita o su ‘u Catania vinceva, e ora, ‘nveci, macàri ppe’ partiti? Si sa, todo cambia…

A San Berillo, ca sempri Catania è, invece, le nostre partitelle sono ancora all’insegna della goliardia: via Buda, 15 metri di lunghezza, 3 di larghezza, messe a disposizione da Dino Gigliuto, appassionato allenatore dei ragazzini africani, due porticine che arrivano al ginocchio e che i portieri spostano all’occorrenza, un poco a destra, un poco a sinistra, a uso toreadòr con la mulèta davanti al toro sbuffante…

Tre o quattro giocatori per squadra, bianchi e neri. “Ma le donne possono giocare pure, vero?”…”E certo, perchè no?”. E perciò bianchi e neri, maschi e femmine, in nome di uno spirito di uguaglianza, a dir poco sorprendente proprio qui. Un arbitro d’intralcio, due ai bordi, tre fischietti fischianti, anche se di quelli leggeri, di latta, rimediati dai Cinesi, che se la pallina di sughero c’impince, ha’ vogghia ca ci ciusci! Ma p’accuntu!

Avevamo invocato pubblico, tifoseria e sponsor. Di pubblico ce n’era un po’, nonostante il vento freddo disceso dall’Etna appena innevata… i graditissimi genitori di Ester Motta, per esempio, con la loro barboncina fulva… i ragazzi, quelli che di solito stazionano tra via Carro e via Pistone, insieme a un’altra cagnetta meticcia, mezza scozzese, che abbaia ad ogni palla schizzata fuori campo… Ogni tanto un ciclista o due viandanti in transito ci costringono ad interrompere il gioco.

Tre partite di venti minuti (dilatabili a fisarmonica, al buon cuore e all’arbitrio dell’arbitro, quello d’intralcio…), i nomi affibbiati alle squadre dai loro stessi capitani: la San Berillo… il Catania… i Pesci… i Tori… i Leoni… Mannaggia che non mi ricordo i nomi dei giocatori! e del resto, o si fa l’arbitro o si prendono appunti, no? Ah…ecco…”Somalia!”…”‘Mpare!”…”Zio!”…

Per stavolta accontentatevi dei nomi di Giovanni Leone, insospettabile e audace numero tredici, dell’insormontabile Carla Barbanti, dell’unico calciatore in pantaloncini, Dario Di Stefano, del goleador Karamo, di Anna Bellia, solo spettatrice per via dell’infortunio rimediato nella prima partita, di Ester e di Francesco Nicotra (loro due, però, a basket, sotto l’unico canestro di via Carro).

Anzi, a proposito d’infortuni, in questo ambiente ci saremmo aspettati entrate scorrette, spintoni, tiracci a “cu’ ‘n cagghiu ‘ncagghiu”, imprecazioni… e invece, no! tra via Carro e via Buda, clima sereno e gioioso, impegno e divertimento, serietà e spensieratezza… Possibile?

Alla fine, tutti a dissetarsi e a riprendere energie coi succhi di frutta, a trangugiare crakers e Kinder Cereali inviati da un’ammiratrice della “San Berillo City”, e a cantare “Tanti auguri a te!” ad un ragazzo tunisino che fa gli anni… Certo, se ci fossero spogliatoi e docce… Ma… e dai! chissà che alla prossima non vengano a vederci (oppure anche a giocare!) il Sindaco Trantino, il Vicesindaco, qualche Assessore, qualche esponente dei Comitati viciniori, persino un paio di agenti in borghese… e che a qualcuno non baleni l’idea di realizzare, fra gli altri, interventi del genere, giusto per completare restauro e risanamento di un quartiere storico così importante?

A proposito di sponsor, intanto… alla luce del solo faretto disponibile, acceso da Trame di quartiere, ci accorgiamo che qualcuno deve aver lasciato delle casacche colorate e delle scarpette da football in una busta… Saranno i primi doni? Per festeggiare, si suona, si canta e si balla… ma tutto rigorosamente dal vivo ed in perfetta armonia… Alla prossima!

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2 Comments

  1. Il respiro di questa città.
    Una città bellissima per la natura che la circonda per ciò che vi hanno realizzato tre secoli fa i nostri avi.
    Ciò che vi è di veramente bello, architettonicamente, è stato realizzato tre secoli fa.
    Poi quasi il nulla; una città senza più il respiro della bellezza.
    Anzi, a partire degli anni sessanta si può dire che quello che è prevalso è stato un’altro respiro quello della bruttezza.
    Adesso è tutto fermo, un’amministrazione con maggioranza assoluta, con un governo regionale amico, un governo nazionale amico, tanti soldi da spendere ( PNRR) , che potrebbe dare facilmente un nuovo slancio, positivo, alla città, si dimostra invece, ogni giorno che passa, ferma, immobilizzata, senza idee, magari senza la forza, la capacità di realizzarle.
    Tutto fermo….
    San Berillo e le solite storielle di chi, anche con sincero entusiasmo giovanile, racconta con gioia .
    Improbabili segnali di un futuro radioso.
    Una partitella in un viuzza, non in un campo sportivo decente, una musica dentro un palazzo pieno di umidità, che altro, che altro.
    Io l’ho già detto in fondo in fondo a San Berillo Vecchio si vuole creare un ghetto, magari in buona fede, magari credendo il contrario, ma la strada a cui portano certi modi di pensare è il ghetto.
    San Berillo soffre di un degrado terribile: sporcizia, spaccio di droga, delinquenza la più disparata, anarchia commerciale, altro che botteghe di artigiani lì ci stanno officine a cielo aperto, ed altro a cielo aperto, con tutto quello che comporta di decoro e pulizia e di vivere legale.
    Lì ci sono ruderi che non possono avere nuova vita tanto sono malridotti e la cui unica soluzione è il loro abbattimento. Opporsi significa favorire ricoveri per topi e per sbandati nient’altro.
    Lì si deve demolire e realizzare: strutture nuove, abitazioni nuove, servizi adeguati; solo così poi si potrà parlare di integrazione vera, quando quel quartiere diventerà un quartiere vero, parte organica di una città vera, non quattro case ristrutturate come covo di emarginati .
    Ma tant’è. Un respiro nuovo di questa città deve comprendere San Berillo e le aree vicine, fino alla stazione, fino al porto, Tutto deve far parte di una visione organica. Magari liberandosi della catanesità distruttiva che in ragione di egoistici interessi porta all’immobilismo.
    Quando spunteranno in questa città uomini capaci di agire per una sua rinascita? Spero di vederne spuntare qualcuno ancora in vita.

  2. Certo, il signor Rosario ha ragione quando parla della storia di Catania e di San Berillo. E ha ragione pure quando esprime la sua amarezza per la realtà del degrado e del ghetto. Nè può bastare una partitella in una viuzza o una schitarrata in un palazzo pieno di umidità. Vero. Personalmente lo ringrazio per l’apprezzamento, comunque, di un “sincero entusiasmo giovanile”, che muove giovani ventenni e “quasi anziani” più che sessantenni (io ne ho sessantacinque!). Tutto ciò, del resto, non basterebbe e potrebbe anche essere frainteso, se non strumentalizzato. Però, gentile Amico, non chiamerei “solite storielle”, questi tentativi e la narrazione di essi. Sono i primi passi che persone di buona volontà e di grandi sogni stanno cercando di porre per avviare una ripresa dignitosa e, soprattutto, creare delle alternative, anche per quelli che nel degrado affondano e ne sono protagonisti. E se le partitelle, che comunque vedono impegnati tanti, giovani e meno giovani, partendo proprio dallo spirito di goliardica spensieratezza (e di spensieratezza ne abbiamo bisogno tutti, in mezzo a tanti pensieri grevi e senza speranza, vero?) diventassero anche gare spettacolari su campi veri? e se le schitarrate alla buona evolvessero in gruppi musicali e corali, capaci di creare emozioni e suggestioni, esperienze di arte e di convivenza multietnica? tutti questi “se” vogliamo attivare, rendendoli semi di un futuro più umano e, forse, ancora possibile. Invito Rosario a un confronto con gli amici dell’Osservatorio. Sono certo che la sua visione potrebbe aiutarci e che le nostre iniziative, magari condivise anche con lui, potrebbero essere un motivo di speranza.

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