Non si tratta solo di libertà di stampa, di informazione. Dietro l’attacco del premier ai giornali c’è ben altro, c’è il futuro delle nostre istituzioni democratiche. Lo afferma Roberto Morrione in un editoriale su
Liberainformazione. “Il 19 settembre – ricorda Morrione – le organizzazioni dei giornalisti scendono in piazza a Roma con a fianco i sindacati e quella parte della società civile che in un’informazione senza bavaglio vede il presupposto per sviluppare qualsiasi percorso di diritti sociali, di giustizia, di dignità dei cittadini”. Del nesso tra libertà di informazione e controllo democratico sanno bene le organizzazioni territoriali di Libera che da tempo lottano contro mafia e criminalità. Ed ora cominciano ad accorgersi anche le opposizioni. Persino il Pd, pur distratto dal confronto congressuale. Due i mezzi per zittire l’informazione, la sordina e il bastone. La sordina si attua con l’informazione addomesticata e con le nomine dei vertici Rai guidate direttamente dal premier. Il bastone attraverso il killeraggio mediatico (Vedi Feltri e le dimissioni del direttore del giornale della CEI) e con le richieste giudiziarie di risarcimento civile a Repubblica e a L’unità.
A Catania la sezione locale del’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) promuove un incontro cittadino per lunedì 14 settembre, alle ore 18, presso la sede della CGIL di via Crociferi, in preparazione della manifestazione nazionale.
Leggi il volantino dell’ANPI
Leggi l’editoriale di Roberto Morrione
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