Il caldo soffoca le città, difendiamole con il verde. La lettera aperta della Lipu sul futuro di Catania

Non è una buona notizia, dopo la caldissima estate che ci ha stremato ci aspettano altre estati ancora più calde. Il cambiamento climatico non è più reversibile e l’umanità non sta facendo nulla per fermarlo. Di certo non servono a questo scopo uno stile di vita che continua a mettere il consumo al primo posto o, tanto meno, le guerre, con relativa produzione di armi, che fanno crescere le emissioni e distruggono l’atmosfera che dovrebbe proteggerci dai raggi del sole.

C’è qualcosa che potrebbe aiutarci, alla lunga ad invertire la rotta, e subito a convivere meglio con l’aumento delle temperature: fare sempre più spazio al verde, che ci dà ombra, frescura, ossigeno.

Che il verde contribuisca ad abbassare la temperatura è ormai cosa nota, studiata e calcolata in un intervallo tra due e quattro gradi Celsius. E l’effetto di questo abbassamento della temperatura è particolarmente evidente, e maggiormente necessario in città. A partire da questa consapevolezza, in molte parti del mondo ci sono amministrazioni cittadine che effettuano già interventi mirati: Siviglia in Spagna e Sidney in Australia stanno aumentando la copertura arborea e il numero delle fontane pubbliche, le “oasi di verde” a Parigi e i “corridoi verdi” a Medellin (Colombia) sono esempi di come la città possa adeguarsi al cambiamento climatico.

Anche in Italia si sperimentano soluzioni per migliorare le temperature cittadine. La depavimentazione a Genova e Milano, , utilizzo di materiali da costruzione che riflettono il calore e non lo assorbono, nuovi spazi verdi e nuovi alberi (progetto Mirificus – Monitoraggio degli Interventi di RIForestazione per l’Isola di Calore Urbana tramite i Satelliti) a Roma e Firenze.

E a Catania, una delle città italiane più povere di verde?

Catania purtroppo sta diventando la capitale delle occasioni perdute. Si continuano a realizzare parcheggi assolati e privi di verde (basta pensare a quello nuovo di piazza Sanzio o a quello dell’ospedale San Marco, si “riqualificano” alcune piazze senza dotarle di una quantità dignitosa di alberi ad alto fusto, come nel caso del progetto di piazza Pietro Lupo, o si arriva al paradosso di ridurre la quantità di piante già presenti, come in piazza Majorana, dove è stata aumentata la superficie cementificata e reso impossibile l’assorbimento dell’acqua piovana che permetteva, in precedenza, alle piante di vivere senza irrigazione artificiale.

Potremmo continuare con altri esempi e ricordare i tentativi falliti (non solo dell’Amministrazione ma anche di alcune associazioni) di far sopravvivere alberi e arbusti piantati e poi abbandonati a se stessi.

Eppure le proposte di espandere il verde nella nostra città non sono mancate. La più organica è stata presentata – più di un anno addietro – dal delegato Lipu Giuseppe Rannisi come “osservazione” al PUG, il nuovo Piano Regolatore Urbano.

La proposta, che riprendeva e integrava il documento già presentato alla Consulta del Verde, si fonda sul presupposto che il verde non debba essere considerato esclusivamente come elemento di arredo urbano, come avvenuto fino ad ora.

Essa è stata ripresa in una lettera aperta che la LIPU, sempre a firma Rannisi, ha inviato al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale e ai consiglieri tutti, ed anche alla responsabile della Direzione Ambiente, in data 1 settembre 2016.

Le esigenze poste dal cambiamento climatico – scrive Rannisi – devono indurre l’Amministrazione a considerare il verde come l’asse portante della nuova pianificazione.

Non in astratto, ma destinandovi molte più risorse economiche e umane, potenziando gli Uffici del Verde con nuove professionalità multidisciplinari, investendo maggiormente in attrezzature adeguate (ad es. autobotti e personale per l’irrigazione di soccorso), coordinando attorno a questo obiettivo il lavoro delle varie direzioni comunali.

Con quali fondi? Rannisi ricorda che l’Unione Europea “supporta attivamente le città nel mitigare il clima estivo attraverso finanziamenti diretti, programmi di innovazione e assistenza tecnica focalizzati sulla resilienza climatica”.

Ma gli interventi richiesti – sottolinea il delegato – non devono essere isolati, slegati gli uni dagli altri. La sua proposta è quella di creare una rete che colleghi i parchi pubblici già esistenti ed anche le aree private o pubblico/private che rivestono importanza naturalistica o storica, e che includa gli spazi ancora liberi che hanno già della vegetazione che può essere facilmente integrata.

A questa rete vanno associati interventi di inverdimento di tutte le strade con alberate, aiuole e spazi verdi, di depavimentazione, come stanno facendo le altre città, ed un rigoroso controllo di tutti i parcheggi, compresi quelli dell’area portuale, che vanno dotati di alberature come previsto dal Regolamento Edilizio cittadino.

Nella lettera viene ricordato, inoltre che in città sono nati diversi Comitati per la difesa del verde già esistente e per il suo sviluppo: il Comitato promotore del grande Parco territoriale che può diventare per la città un grande polmone verde, attraversandola dalla collina di Monte Po fino alla foce del fiume Acquicella, il Comitato per il Parco degli Orti della Susanna, il Comitato Futura Timpa di Leucatia e altre aggregazioni in difesa di piazze cittadine e del giardino Bellini.

Sta crescendo in città una maggiore consapevolezza sia del valore del verde sia del ruolo che l’azione collettiva può svolgere per ottenere i risultati desiderati. Tocca adesso all’Amministrazione battere un colpo e non continuare a progettare interventi che vanno in tutt’altra direzione.

Una strategia di “infrastrutturazione verde” della città va perseguita anche perché – come osserva Rannisi – può divenire un importante strumento di equità sociale. I benefici per la salute fisica e psicofisica offerti dal verde pubblico cittadino sono, infatti, alla portata di tutti e l’abbassamento delle temperature, garantito dal verde urbano, permette di “ridurre le disuguaglianze fra cittadini che utilizzano i condizionatori giorno e notte e cittadini meno abbienti che il condizionatore non se lo possono permettere”.

Leggi la lettera aperta inviata dalla Lipu all’Amministrazione, in data 1 settembre 2026

Leggi il testo integrale della proposta di Infrastrutturazione verde della città, elaborata da Giuseppe Rannisi

Argo

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  • Ottimo articolo granbel lavoro quello della Lipu e altre realtà cittadine per preservare e incrementare il vede cittadino...anche la rete La Ragna-Tela difensora storica del Boschetto della Plaja di Catania ha organizzato al Bastione degli Infetti, promotrice Cinzia Colajanni, un partecipatissimo incontro sulla questione del verde cittadino al quale sono seguiti articoli e proposte...un proposito interessante è stata la formazione di una Consulta cittadina che in sintonia con altre attività di realtà attente alla questione verde dia altri contributi studi 4 proposte...un quesito posto ad esempio al Co mune di zcatania e stata quella di ricevere spiegazioni su che fine abbiano fatto le tante presenze addestrate da un lungo corso di formazione per provvedere e accudire il verde cittadino ...ma ancora si attendono pietosamente risposte da parte del Comune e uffici delegati.

  • Bravi! Dove vi trovate? Mi piacerebbe dare un contributo a queste iniziative che purtroppo vengono bocciate! Siamo arrivati alla fine. In questa città si elimina il verde esistente e si aggiunge cemento! Come posso contattarvi?

  • Bisogna organizzarsi. La situazione è grave. Vi lascio i miei dati. Contattatemi

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