Se dopo 10 anni che dirigi un ufficio comunale – quello dell’urbanistica – senti il bisogno di indicare quali sono i documenti ufficiali a cui bisogna fare riferimento per istruire pratiche edilizie e fare certificazioni, qualcosa non torna. Ma a Catania tutto è possibile. Così il 28 agosto scorso il Direttore del predetto ufficio, Biagio Bisignani, ha diffuso una direttiva proprio per precisare di quali documenti si debba tenere conto. Forse, ma questo dovrebbe dircelo il dirigente, sino ad ora si è andati avanti attraverso “libere interpretazioni” e, visto che la magistratura in più occasioni è intervenuta (per ultimo, bloccando i lavori per la costruzione di un supermercato in via Palazzotto) e che la stessa Regione ha inviato un proprio funzionario per verificare lo “stato dell’arte”, come ha detto qualcuno. “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina”.
Entriamo nel merito del provvedimento, che intende fare chiarezza ma rischia invece di creare confusione.
Già nelle premesse si precisa che il PRG del Comune di Catania è stato adottato dal Consiglio Comunale nell’agosto del 1964 e reso esecutivo dal Decreto del Presidente della Regione, n. 166-A (28 giugno 1969), “un documento imprescindibile”, i cui elaborati costitutivi, pubblicati sul sito del Comune nel 2020, sono i documenti ufficiali che costituiscono la pianificazione urbanistica vigente.
E ci si poteva fermare qui, sulla centralità di questo documento e di tutti gli allegati che ne fanno parte integrale. Sarebbe stato semplice e lineare. Purtroppo non è così. Il provvedimento è lungo e non sempre chiaro. Dice e non dice.
Ad esempio denuncia che siano state diffuse, nel tempo, “versioni non ufficiali di elaborati grafici e documentali non riconducibili al PRG”, senza spiegare di quali versioni si tratti o da chi siano state diffuse.
La cosa si complica quando passa ad esaminare gli allegati a varie delibere del Consiglio Comunale sul Piano Regolatore. Dopo aver ‘promosso’ gli allegati alla delibera del 1964 di adozione del Piano e quelli alla delibera del 1966 sulle Zone Strutturate, boccia invece quelli relativi alla delibera del giugno 1968, perché “non rivestono carattere progettuale”, un’espressione ambigua, irrituale, riferita ad allegati particolarmente importanti.
Si tratta, infatti, della relazione e delle planimetrie in cui vengono indicati i dettagli sugli standard delle attrezzature di interesse generale, vale a dire gli spazi che il PRG deve riservare ai servizi per la collettività che il decreto ministeriale 1444 del 2 aprile 1968 aveva imposto di calcolare. Si doveva indicare quanti metri quadri (per il numero di abitanti previsti) sarebbero stati destinati ad attrezzature di interesse collettivo, verde pubblico, parcheggi, scuole (distinguendo tra asili, scuole elementari, scuole medie), sulla base di una dotazione minima che andava assicurata per ciascun tipo di attrezzatura.
Con l’individuazione puntuale di questi spazi si é soddisfatto l’obbligo previsto dal DM 1444/68, riportando poi sulle tavole grafiche (allegate alla delibera comunale del 1968) la relativa destinazione con un simbolo, spiegato da una legenda, la famosa legenda di cui non si vorrebbe ammettere l’esistenza
Negando che esistesse la spiegazione dei simboli, si provava a negare che, là dove sono stati autorizzati l’Eurospin di Cibali o la Lidl di via Palazzotto, avrebbe dovuto nascere una scuola media (simbolo SM).
In che senso, allora, queste tavole non avrebbero “carattere progettuale” o non hanno valore “cogente”, come soprascritto sulle tavole del 1968 nel sito del Comune? Tutti gli urbanisti sanno che, senza l’individuazione della quantità e tipologia di ogni area destinata a servizi, quindi senza questi allegati, il Piano regolatore non poteva, per legge, essere approvato. Ecco perché ne fanno parte integrale. E sono, quindi documento ufficiale a cui fare riferimento per istruire pratiche e concedere permessi.
Il Direttore trascura, soprattutto, che gli elaborati che costituiscono il Piano sono scrupolosamente elencati alle pagine 3 e 4 del Decreto regionale n. 166-A che rende esecutivo il PRG. Nell’elenco compare, contraddistinto dal n. 23, anche l’elaborato con le planimetrie approvate con delibera consiliare del 1968, senza che vi sia il minimo cenno alla assenza di “carattere progettuale” di cui egli parla.
C’è di più. L’assessore comunale all’Urbanistica Sangiorgio, su La Sicilia del 1° settembre, stigmatizza la consuetudine affermatasi da molti anni, “a discapito della legittimità”, di utilizzare un testo delle norme di attuazione recante la dicitura “bozza provvisoria”. E’ vero: quel testo non è stato mai approvato da un organo deliberante (non lo è, del resto nemmeno la pretesa del Direttore di distinguere elaborati validi da elaborati “non cogenti”).
Ma se oggi progettisti e funzionari comunali non volessero utilizzare quel testo, che modifica le norme del 1964 tenendo conto di tutte le prescrizioni contenute nel decreto regionale di approvazione, non ne troverebbero nessun altro regolarmente approvato. Dovrebbero fare riferimento alle norme del 1964 e, nel contempo, per capire quali modifiche (vincolanti) siano state introdotte nelle norme di attuazione, studiarsi le 31 pagine dell’intero decreto regionale del 1969.
La probabilità di arrivare a interpretazioni diverse sarebbe elevatissima.
Per risolvere il problema il Direttore dell’Urbanistica dovrebbe approntare (avrebbe potuto farlo in questi anni) un testo definitivo delle norme di attuazione che tenga conto di tutte le prescrizioni contenute nel decreto regionale del 1969 e lo pubblicasse sul sito del Comune, magari dopo un avallo del Consiglio Comunale. Agevolerebbe il lavoro sia dei professionisti che dei funzionari comunali e nessuno sospetterebbe che la mancanza di regole certe e inequivocabili serva per facilitare la discrezionalità nell’approvazione dei progetti.
Diverso il discorso relativo alle tavole grafiche redatte nel 1977 e riprodotte l’anno successivo: riproduzioni a colori realizzate allo scopo di rendere più evidente e di più facile lettura le tavole originali, in bianco e nero, per giunta sbiadito dal tempo. Il provvedimento del 28 agosto le esclude dagli atti ufficiali. E’ corretto ed è noto. Nessun funzionario avrebbe avuto motivo di usarle per gli atti amministrativi, disponendo già degli originali: perché allora avanzare questo sospetto?
C’è troppo non detto in questo provvedimento, troppe ombre. Qualcuno vi ha letto la volontà di intorbidare le acque in un momento in cui il Direttore è in difficoltà perché implicato nel procedimento giudiziario sull’Eurospin di Cibali ed è sotto osservazione per il parere positivo del suo ufficio sul caso Palazzotto. Può darsi.
A noi sembra, comunque, opportuno che esso venga ritirato e che le questioni poste vengano discusse in Consiglio Comunale.
Non è infatti accettabile che l’interpretazione di un solo dirigente diventi vincolante non solo per gli uffici, ma di fatto per tutta la città. Un confronto pubblico gioverebbe anche a riaprire la riflessione sul nuovo Piano Regolatore, il Pug, di cui si parla sempre meno e di cui sarebbe opportuno accelerare la definizione, in un clima di trasparenza e di partecipazione.
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Mi chiedo: è possibile (lecito, opportuno, conveniente con l'insieme e via dicendo) che un funzionario sotto inchiesta sia proprio quello che fissa le tavole della legge? Sono ignorante in procedure amministrative, ma mi pare proprio un fatto irrituale!
Il Consiglio Comunale tutto, senza distinzione tra maggioranza e minoranza, di fronte a un atto amministrativo che non fa chiarezza ma, se possibile, introduce ulteriori interrogativi, ha il dovere di intervenire quale organo di vigilanza sull'operato dell'Amministrazione Comunale in rappresentanza di tutti i cittadini.
Interrogando il Sindaco, in qualità di responsabile della organizzazione degli uffici, peraltro già assessore all'urbanistica nonché beneficiario della consulenza di un esperto di chiara fama in materia già vicesindaco.
E chiedendo in primo luogo di chiarire in base a quale provvedimento, e di quale organo, si può dichiaare oggi che alcuni elaborati del vigente PRG "non rivestono carattere progettuale" o che "non sono cogenti" come si evince dalle sovraimpressioni evidentemente successive apposte in alcune tavole pubblicate sul sito comunale.
E spiegare per quale motivo, allora, questi elaborati trovano ancora sede negli atti pubblicati dal Comune.
Delle due l'una: o esiste un provvedimento valido ed efficace in base al quale dette affermazioni di assenza di valenza progettuale o di cogenza trovano fondamento, oppure dette affermazioni sono del tutto arbitrarie e prive di alcun fondamento giuridico amministrativo.
Se il Sinaco non fornisse tempestive ed esaustive risposte non gli resterebbe che dimettersi e chiedere scusa ai cittadini.
Mi auguro l’intervento concreto di un esperto super partes competente.
E’ spesso evidente anche a noi semplici cittadini, che le cose non quadrino
Mi auguro l’intervento concreto di un esperto super partes competente.
E’ spesso evidente anche a noi semplici cittadini, che le cose non quadrino
a me sembra estremamente "inutile" continuare a discutere di questo ultimo atto del direttore dell'urbanistica.bene a fatto chi ha ricordato la famosa frase del marchese del grillo "io sono io e voi non siete un cazzo". è evidente che il direttore dell'urbanistica di questa massima ne ha fatto il suo credo, e datosi che il sindaco e tutti quelli che lo hanno e continuono , non solo in ambito politico, a proteggerlo,possiamo scordarci che le cose cambiano. un dato: a prescindere della colpevolezza o dell'innocenza del sommo sacerdote per l'affare sabato castaldi , questo procedimento è serenamente accompagnato verso la prescrizione, per cui la città non saprà mai la verità.chiedetevi perchè i primi progetti di supermercati dell'era bisignani avevono sempre lo stesso progettista, mentre dopo sabato castaldi questo non si è più occupato di supermercati ma è uscito dalla scena per questo procedimento,forse si è cristianamente pentito?.un dirigente che si permette con una sua determina di scrivere le tavole della legge, dovrebbe essere preso a calci in culo dal sindaco, dal segretario generale e da tutto il consigli e giunta municipale, ma così non è stato e non sarà.