Catania, via Di Prima: un cantiere non attivo genera degrado e pericolo. L’Amministrazione batta un colpo

C’è chi evita di passarci perché lo considera pericoloso, nonostante la sua contiguità con il centro cittadino più frequentato. E’ san Berillo vecchio, il quartiere marchiato come “irregolare” per la presenza di prostitute e travestiti, immigrati irregolari, spaccio di alcool e sostanze stupefacenti.

Se oggi ne parliamo non è per l’ennesimo blitz della polizia che interviene occasionalmente per dimostrare, con il pugno duro, che lo Stato c’è per (ri)stabilire l’ordine.

La mancanza di sicurezza e la mancanza di decoro urbano vengono segnalati, questa volta, da una residente di via Di Prima, la strada di confine tra le famigerate vie interne del quartiere e l’area delle banche e delle assicurazioni, Corso Sicilia.

La denuncia riguarda la sporcizia, l’abbandono di materiali edili, l’occupazione di marciapiedi e carreggiata con transenne e recinzioni disordinatamente accatastate ed i conseguenti rischi per i pedoni. Una situazione generata non dagli africani che vivono nelle stradine limitrofe dormendo per strada o in alloggi di fortuna, nè dalle signore che aspettano i clienti a bordo strada, ma dal Comune stesso e dalla ditta che ha preso l’appalto dei lavori di cosiddetta riqualificazione, avviati nel quartiere con i fondi del PNRR.

Lavori avviati a fine 2024 e che, allo stato attuale, dopo un lungo periodo di interruzioni, di mancato coordinamento tra le ditte presenti sul campo, di strade intransitabili e di sconvolgimento generale del quartiere, sembrano conclusi nelle vie interne, via delle Finanze, via Zara, via Moschetti, via Ciancio …

Sulla via Di Prima, invece, ci sono ancora zone delimitate con transenne come fossero aree di cantiere, tenute – però – in stato di abbandono con “materiali e residui di lavorazione lasciati sul posto e depositati in maniera disordinata”. Non si vedono, infatti, operai al lavoro né ci sono i cartelli che – per obbligo di legge – devono indicare il tipo di lavori, le date di inizio e di fine, la ditta esecutrice. Obblighi di legge che imporrebbero di lasciare in sicurezza e in ordine un cantiere non più attivo.

Chi denuncia lo stato attuale della via Di Prima, evidenziando una “situazione di grave degrado, incuria e potenziale pericolo”, è una professionista, che si qualifica, oltre che con nome, cognome, residenza, come ingegnera.

Lo fa in una lettera indirizzata al Sindaco, alle Direzioni Urbanistica, Lavori Pubblici e Manutenzione, alla Polizia Municipale, ed anche alla ditta Cosedil, e inviata per conoscenza alla stampa.

Vengono indicate, in modo ordinato, per punti, le condizioni dell’area, illustrate anche da una ampia documentazione fotografica, che trovate a questo link.

Si fa riferimento anche ad un intervento di vigili urbani e vigili del fuoco, effettuato nel mese di agosto, per transennare l’area di un edificio pericolante che si affaccia sulla via Di Prima, allo scopo di interdire – per motivi di sicurezza – il passaggio dei pedoni nelle vicinanze dell’edificio. Allo stato attuale, come segnala la cittadina, “il nastro segnaletico risulta in più punti rotto e non è pertanto più in grado di svolgere efficacemente la funzione di interdizione” e le transenne risultano collocate sulla carreggiata occupando parte della sede stradale e “costituendo un ulteriore elemento di ingombro e potenziale pericolo per la circolazione veicolare”.

Nella lettera viene citato anche il caso di un pedone coinvolto in un incidente perché transitava “fuori del normale percorso pedonale in quanto il marciapiede risultava occupato da un’area di cantiere” ed è stato travolto da un motorino, “scivolato in corrispondenza di materiale residuale proveniente dal cantiere e depositato sulla sede stradale”.

Rimettendo agli organi competenti ogni valutazione in merito alla dinamica dell’incidente e alle eventuali responsabilità, la scrivente sottolinea, tuttavia, che questo episodio costituisce un concreto campanello d’allarme perché dimostra che “l’occupazione dei marciapiedi, la conseguente deviazione dei percorsi pedonali e la presenza di materiale residuale sulla sede stradale possono concorrere a creare situazioni di effettivo pericolo per i cittadini”.

Anche le richieste di sopralluogo e di intervento rivolte al Comune, con cui si conclude la lettera, che potete leggere a questo link in versione integrale, sono molto precise e circostanziate.

Ma dall’Amministrazione non è arrivato fino ad ora nessun riscontro.

Ieri mattina, è stato montato un ponteggio a ridosso della facciata dell’edificio pericolante, che non risulta, tuttavia puntellata. Nessun cartello indica cosa si intenda fare nè se si tratti di un intervento del Comune o della proprietà. Vedremo, nei prossimi giorni, quali saranno gli sviluppi. (foto in basso)

Lanciamo, nel frattempo, una provocazione al Sindaco, che insiste spesso sulla necessità di mantenere il decoro urbano. Chiediamogli come mai non abbia risposto ad una cittadina che denuncia una situazione di “evidente compromissione del decoro urbano della via (Di Prima)”, una situazione che “incide negativamente sulla qualità e sulla vivibilità dello spazio pubblico”.

Argo

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  • Ignobile il comportamento del Comune di Catania. Ho vissuto a lungo in quella zona. L’inciviltà deglimorgani pubblici, l’indifferenza stanno distruggendo il quartiere che potrebbe essere molto bello. Sono molto pessimista, non mi aspetto più niente. Ci sono altri lavori eterni nella vicina via Ventimiglia e a piazza Pietro Lupo che rendono impraticabile la zona ormai completamente devastata dal Comune. Mi riferisco in particolare alla piazzetta Majorana i cui negli alberi quest’estate sono stati barbaramente tagliati, eliminata la terra e le aiuole anch’esse dotate di arbusti alti, antichi e fioriti, per fare una pavimentazione di solo cemento e panchine di gesso. Sono state eliminate anche due strade interne molto comode per alleviare le pene del traffico, tutto con una colata di cemento. Un vero e proprio crimine cui si aggiunge che il cantiere è ancora aperto. Incompetenza e follia

    • I cantieri in Piazza Angelo Majorana ed in Piazza Pietro Lupo sono ancòra aperti (e fattivamente gli operai della Ditta aggiudicatasi l'appalto ci stanno lavorando con solerzia) e come da contratto ed appalto i lavori prevedono 365 giorni lavorativi. I lavori non sono dunque eterni, ma prevedono una tempistica. Considerato che i lavori (che sarebbero dovuti iniziare ad ottobre 2025) sono iniziati a fine marzo 2026 perché si attendeva il trasloco ed il trasferimento degli Uffici della Polizia di Stato che erano allocati in in Via Ventimiglia siamo ancora, come periodo, esattamente alla metà dei giorni previsti (365 dall'inizio dei lavori).

  • L'importante è avviare l'appalto, credo che anche le pietre lo sappiano. Purtroppo le spiegazioni più qualunquiste, come la mia, sono probabilmente le più vicine alla realtà, a Catania e non solo. Se qualcuno poi volesse fare una passeggiata sul lungomare, dopo il ciclone Harry, certamente benedetto dalle ditte appaltatrici, potrebbe scrivere un'enciclopedia del degrado e dei rischi che si corrono. alla faccia del Decoro Urbano!

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