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Tutto è cominciato con una lettera di 15 associazioni al sindaco Trantino. In soldoni le associazioni chiedevano perché mai, in Piazza Majorana, invece di incrementare il verde si stesse procedendo con l’estirpazione di molte piante esistenti (ficus microcarpa, jacaranda, washingtonia filifera, yucca, palma nana, strelitzia, ligustro, oleandro) e con la collocazione degli alberi rimasti in strette aiuole ricavate in un manto di cemento. La piazza, infatti, e i catanesi lo ricordano bene, aveva al centro delle ampie aiuole ricche di verde, alberi ed arbusti di varia tipologia, forse trascurati, ma in grado di offrire frescura con la loro ombra e di resistere nel tempo senza nessuna irrigazione supplementare all’assorbimento dell’acqua piovana.
Non a caso nella lettera le associazioni si stupivano che le scelte dell’amministrazione andassero in senso contrario all’orientamento prevalente in altre città italiane, che oggi rimuovono cemento e asfalto per contrastare l’aumento delle temperature determinato dal cambiamento climatico. C’era un’altra richiesta in quella lettera, l’invito al sindaco perché dialogasse con i cittadini su eventuali proposte alternative sopperendo alla mancata “pianificazione urbanistica partecipata”, prevista dalla normativa sui Piani Urbani Integrati, di cui questo intervento è parte.
A che punto siamo due mesi dopo l’invio di questa lettera? Il sindaco non si è messo in gioco ed ha affidato la risposta ad un “ufficio di progettazione e direzione dei lavori” non meglio identificato, che ha provato a rassicurare la città con un intervento su La Sicilia.
Il progetto viene difeso come “sostenibile” tanto quanto la depavimentazione di Genova richiamata dalle associazioni. Anche perché, scrive il suddetto ufficio, il verde non diminuisce, viene anzi quadruplicato. E giù i numeri… Peccato che, trattandosi di una “riqualificazione complessiva”, i citati metri quadri di spazi verdi non riguardano solo piazza Majorana ma anche piazza Pietro Lupo, oggetto entrambe di un unico intervento. A piazza Lupo verde non ce n’era quasi ed è positivo che venga introdotto. La città se ne gioverà, anche se sicuramente si poteva fare molto di più, scegliendo oltre tutto, per l’ampia parte pavimentata, una pietra diversa da quella lavica, che assorbe molto calore e non è, quindi, la più adatta a mitigare le ondate di calore che ormai imperversano.
Se, però, piazza Lupo, quanto al verde, guadagna qualcosa, resta il fatto che piazza Majorana il verde, in buona parte, lo perde. Se il saldo è positivo considerando entrambe le aree, è negativo nel caso di piazza Majorana. E la risposta del Comune non è quindi a tono, anzi è tale da confondere le acque.
Le nuove alberature (querce, carrubi e agrumi) che saranno impiantate in piazza Lupo (non sappiamo bene dove e quanto distanti tra loro), non sono una risposta alla domanda sul perché siano stati estirpati yucche, strelitzie, ligustri, oleandri etc, durante i lavori che hanno cancellato le grandi aiuole verdi di piazza Majorana. E se possiamo sperare che l’irrigazione prevista per le nuove alberature (gli agrumi, ad esempio, ne avranno certo bisogno) funzioni a dovere, resta il fatto che si debba intervenire con una irrigazione artificiale laddove in precedenza provvedeva la pioggia, assorbita fino alle radici da piante cresciute in suolo naturale. Di terreno naturale ormai non resta quasi nulla. Ed una pavimentazione drenante, preferibile ad una pavimentazione impermeabile, non è certo in grado di mitigare l’aumento di calore come può fare il verde, soprattutto se abbondante e accorpato.
Portavoce di questo punto di vista si è fatto l’architetto Aurelio Cantone con un intervento pubblicato anch’esso su La Sicilia.
Un intervento sul merito ma anche sul metodo. Al sindaco e a tutta l’Amministrazione viene chiesto non solo il confronto ma anche la trasparenza. Perchè l’incontro (sempre che il sindaco accolga la proposta) non sia un rito inutile – scrive Cantone – i cittadini devono poter conoscere in precedenza gli elaborati del progetto e le eventuali varianti, e devono ricevere durante l’incontro le opportune spiegazioni “circa l’attinenza di quanto si realizza con gli obiettivi del canale di finanziamento utilizzato”. E anche su questo gli interrogativi non mancano. Non solo sulla pianificazione partecipata, grande assente, ma anche sull’utilizzo di questi finanziamenti (Missione 5, Componente 2 – Investimento 2.2) che dovrebbero essere dedicati alle periferie delle Città Metropolitane, per trasformare territori vulnerabili in città smart e sostenibili e “realizzare sinergie con i comuni limitrofi colmando deficit infrastrutturali e di mobilità”. Qualcosa di molto diverso da ciò che è stato progettato.
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Cos'altro può dirsi nel merito.Una cosa certa è chel'attuale compagine amminisistrativa o per meglio dire disamministrativa vada via al più presto.Le tematiche del Verde sono fra gli ultimi pensieri che si agitano fra i loro neuroni ormai da tempo cementificati talche" assistiamo al "recupero" di aree verdi a sua maesta' il cemento.Il cemento ha permesso di alleggerire le strutture degli edifici,ma nel contempo ne ha esposto le pareti, in maniera sensibile ai cambiamenti climatici per cui ,oggo,assistiamo all'esplosione di impianti climatizzazione energivori per difenfere le nostre case dal caldo intenso ed afoso e dalla rigidita' delle temperature invernali.Purtroppo anche l'iniziativa vietuosa del cappotto termico messa in campo dalla trascorsa legislatura che avrebbe diminuito in maniera sensibile i consumi di energia per climatizzare le nostre case è stata fatta fallire in miserrimo modo,quando avremmo potuto risparmiare in maniera sensibile nell'approvvigionamento di energia fossile.
In piazza Lupo di realizzerà una piazza in pietra lavica di 2.300 mq, con solamente 95 mq. di verde: un' ennesima isola di calore! Sinistra Italiana ha denunciato l' ennesima cementificazione della città, ma il sindaco Trantino è un autocrate reazionario e non so è mai aperto al dialogo con le competenze, l' associazionismo
e la società civile.
Vogliono forse fare spazio per fiere e bancarelle? o meglio per tavolini all'aperto di cui oggi la città è stracolma? L'ambiente può aspettare...