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Valerio sindaco di Palagonia

Palagonia, quasi 17.000 abitanti, il Comune retto da un Commissario straordinario, un contesto difficile, eppure il nuovo Sindaco è un comunista di Rifondazione, Valerio Marletta.
Una novità in un comune tradizionalmente di centro-destra, un segnale importante che dimostra come la volontà di cambiamento non coincida necessariamente con l’antipolitica, ma -se trova i contenuti giusti e le persone affidabili- può concretizzarsi in un nuovo modo di fare politica.
Non è stato un cambiamento improvviso. C’è stato l’impegno, coerente nel tempo, di un gruppo di giovani che proprio in quel territorio, ha promosso, nonostante l’apparente isolamento iniziale, la cosiddetta antimafia sociale (quella di Peppino Impastato). Di una nuova generazione che si è mobilitata per la pace, ha aderito al movimento dei social forum, non ha avuto paura del conflitto sociale quando si trattava di schierarsi in difesa dei diritti dei lavoratori.
Non si può pensare di cambiare se si resta legati alla realpolitik, in nome della quale troppo spesso forze teoricamente schierate in campi opposti (come l’attuale maggioranza che governa la regione Sicilia) condividono, peraltro con pessimi risultati, la gestione della cosa pubblica. O presentano e impongono (come nel caso del governo Monti) scelte unilaterali e impopolari, presentandole come obiettive e necessarie.
In questo caso un collettivo di lavoro, rifiutando la personalizzazione della politica (tipica della cosiddetta seconda repubblica), ha puntato sui contenuti e ha rifiutato semplificazioni e scorciatoie.
Adesso a Valerio e ai suoi compagni tocca il compito di tradurre in fatti la vecchia-nuova idea della buona politica che rifiuta di sottomettere la ragione a supposti ‘superiori interessi generali’. A loro auguriamo buon lavoro e non faremo sconti se queste promesse non venissero mantenute.

Argo

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  • vorrei segnalare al nuovo sindaco di disporre o studiare una revisione del locale piano regolatore per verificare se sono stati rispettati gli standard urbanistici. Questa materia è scottante e nessun architetto o ingegnere che opera nel mercato dell'edilizia è disposto a studiare, rivedere ed accettare.

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