La sorte della Scogliera d’Armisi è in bilico. E la Regione, a cui tocca il prossimo passo, è in forte imbarazzo. Ne consegue un comportamento schizofrenico degli Uffici, che emettono provvedimenti contraddittori o sono costretti a rinviare convocazioni già effettuate.
Ecco l’ultimo esempio. Domani, 22 ottobre, avrebbe dovuto svolgersi “la ricognizione congiunta delle aree demaniali marittime” che, per Decreto del Presidente della Repubblica, entreranno a far parte della “circoscrizione territoriale della Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale”, e la loro formale consegna all’Autorità.
In parole povere avrebbe dovuto avvenire il passaggio “formale” della scogliera d’Armisi dal Demanio all’Autorità Portuale.
Un momento ufficiale, a cui erano stati invitati a partecipare tutti gli enti interessati, non solo i due soggetti principali, il commissario dell’Autorità Portuale e il dirigente del Dipartimento Regionale Ambiente (alias Demanio marittimo), ma anche la Capitaneria di Porto, la Soprintendenza e il titolare della società Lido Scogliera d’Armisi, in quanto l’ampliamento del limite settentrionale del Porto coinvolge l’area data in concessione al Lido.
E qui troviamo il primo inghippo. In realtà l’area da consegnare non sarebbe solo quella del Lido ma anche quella della FCE, con il binario dismesso della Ferrovia Circumetnea, che ormai cammina sottoterra, e gli edifici connessi (officina, biglietteria). Anche quest’area è destinata dal Piano Regolatore del Porto alla darsena turistica, ma di essa nel documento di ricognizione e consegna non si fa cenno. Come non si fa cenno alla presenza dell’ente preposto, che avrebbe dovuto essere anch’esso convocato. Una disparità inspiegabile. Un’altra delle contraddizioni di questa ingarbugliata vicenda, che fa sempre sospettare regie occulte.
Nel documento di convocazione del sopralluogo (che trovate a questo link) leggiamo che “La partecipazione della Capitaneria di porto e della Soprintendenza è richiesta per gli aspetti di relativa competenza, con particolare riferimento alla sicurezza (capitaneria) e alla tutela (soprintendenza) dei beni eventualmente interessati”. Forse che l’area FCE non è uno dei beni interessati? Mistero.
A conclusione del sopralluogo e della consegna era prevista la redazione di un verbale, corredato da una planimetria che rappresentasse il limite precedente e il nuovo limite della circoscrizione del Porto e persino una documentazione fotografica. Anche qui: solo dell’area del Lido?
Molto strana questa dimenticanza in un passaggio di consegne a livello istituzionale, in un atto che potremmo dire definitivo. Ma che non ha avuto luogo perché, stamattina, comunque è arrivato il contrordine. Il sopralluogo e le operazioni di consegna previste per domani, 22 ottobre, vengono rinviate a data da destinarsi (qui il documento). E sapete perché?
Lo spiega la dirigente, che precisa di aver convocato il sopralluogo senza essere a conoscenza della Risoluzione n.20 della IV Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana, “Iniziative urgenti per la tutela e la fruizione pubblica della Scogliera d’Armisi…”, proposta dall’onorevole Giovanni Burtone e approvata all’unanimità dalla Commissione Territorio e Ambiente dell’ARS. In essa si chiede al Governo Regionale e agli assessorati competenti di emettere, con carattere di urgenza, i necessari provvedimenti di tutela coinvolgendo anche cittadini, associazioni ambientaliste e comitati civici “in procedure di programmazione partecipate e trasparenti”. (link)
Una risoluzione non vincolante ma molto significativa, all’interno della quale viene citato anche l’inserimento della Scogliera d’Armisi nel registro delle Eredità Immateriali della Sicilia, ad opera dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. E persino il parere della Soprintendenza, anch’essa un organo regionale, che considera la darsena turistica in progetto “non compatibile con la preservazione dei valori paesaggistici, naturalistici e geologici di pregio” che caratterizzano la scogliera lavica d’Armisi. Prese di posizione in contrasto con una consegna senza condizioni ad una Autorità Portuale che intende comunque perseguire i suoi scopi.
Davanti a queste palesi contraddizioni, la dirigente della STA Catania dichiara di aver chiesto lumi al “superiore Dipartimento” e – non avendo avuto riscontro – di aver rinviato la data di consegna, in attesa di “superiori disposizioni”. Scelta comprensibile perché non tocca ad una dirigente locale venire a capo di incoerenze così significative.
Non è possibile accontentare tutti, da una parte l’Autorità Portuale, gestita da un commissario in scadenza che dovrebbe occuparsi solo degli affari correnti ma si è affrettato a riapprovare un progetto invasivo, dall’altra i cittadini, le associazioni, i deputati regionali e persino gli uffici dei propri assessorati, che hanno riconosciuto i valori ambientali di un’area che verrebbe stravolta, non solo in superficie ma anche sott’acqua, dove gli scarichi degli yacht distruggerebbero un ecosistema unico, ancora incontaminato.
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