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Storia della Sicilia in laboratorio

Ai ragazzi non piace studiare la storia? La domanda è legittima e nasce da una realtà abbastanza diffusa nelle scuole.
Forse sarebbe più corretto chiedersi se lo studio della storia debba essere limitato solo a date, nomi e nozioni o se, invece, non sia possibile studiare la storia sfruttando tutte le sue straordinarie potenzialità formative di analisi e comprensione della realtà.
Queste e altre simili questioni orientano ormai da diversi anni un gruppo di insegnanti di alcune scuole catanesi consorziate in una rete denominata, non a caso, ‘Storia.Lab’, costituita dagli istituti tecnici ‘Ferraris’ di Acireale e ‘Archimede’ di Catania e dal liceo scientifico ‘Boggio Lera’ di Catania.
Il loro lavoro poggia su due pilastri: la scelta del metodo del laboratorio, strutturato elettivamente attorno all’utilizzo delle fonti della storia locale, di cui sono ricchi, anche se poco ordinati, gli archivi degli enti locali (comuni e province) e delle scuole.
Ciò significa che gli studenti sono chiamati ad operare su dei piccoli dossier di documenti che, partendo dal dato locale, consentono di dare concretezza a concetti storiografici che spesso appaiono astratti e distanti.
Questo modo di ‘fare storia’, che naturalmente non sostituisce ma integra il curricolo, agisce potentemente anche sulla motivazione, e ciò trova verifica puntualmente alla fine di ogni anno scolastico, quando, nel corso di un incontro pubblico, ciascuna classe racconta alle altre l’esito delle proprie ricerche su frammenti di storia, e di storia della loro città, che hanno svolto a scuola.

Aiutandosi con moderni strumenti di presentazione, i ragazzi si mettono a confronto, esponendo non solo i risultati delle loro ricerche ma chiarendo soprattutto i percorsi organizzativi e gli strumenti di metodo che hanno utilizzato.
Si tratta forse della parte più originale di questa esperienza didattica che applica allo studio della storia il metodo dell’imparare facendo.
Decine sono ormai i laboratori portati a termine che spaziano dal processo di colonizzazione della Magna Grecia fino al breve ‘miracolo economico’ catanese del secondo dopoguerra, passando per l’attività delle corporazioni medievali in Sicilia e la ricostruzione di Catania del dopo terremoto del 1693. Ma si tratta solo di alcuni esempi.
Nei prossimi giorni pubblicheremo alcuni dei materiali più interessanti prodotti all’interno di questa esperienza, anche nella speranza che possano servire come piccolo contributo per dare consistenza all’iniziativa di insegnamento della storia della Sicilia recentemente assunta dalla nostra Regione che, altrimenti, rischia di restare vaga ed estemporanea.

Argo

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