Si tratta dello stabile di via Delpino –un bene confiscato alla mafia e ceduto in comodato d’uso al Centro Astalli– dormitorio per gli immigrati fino a quasi tre anni fa, ristrutturato a quel tempo a spese dei volontari e di molti benefattori.
Dopo quasi tre anni di attesa, durante i quali a fronte di continue rassicurazioni, il Centro Astalli ha
L’inizio dei lavori da parte del Comune, che sembrava imminente, si è inspiegabilmente bloccato, nonostante le assicurazioni che nulla ostasse e che ci fosse la copertura finanziaria del progetto.
Tutto ciò mentre si cercavano con estrema urgenza dei locali dove poter accogliere i senza fissa dimora fatti sgomberare dal Palazzo delle Poste.
Come mai non si è ritenuto di accelerare i lavori in via Delpino, visto che il bene era già a disposizione del Comune, completamente dotato di utenze e di arredi (con la possibilità di accogliere 24 persone) e che la cosiddetta situazione emergenziale era ben nota almeno dall’inizio dell’inverno, tanto che si era istituito un Presidio leggero per far fronte alle necessità dei senza tetto?
Inoltre, lo spreco e il deperimento di un bene collettivo sottratto alla criminalità, trattandosi di un bene confiscato alla mafia, sono un danno e un fallimento progettuale ancora più grave.
La sorte della Scogliera d’Armisi è in bilico. E la Regione, a cui tocca il…
“Quando me li porti… quando lunedì? Quanti?” A domandarlo è l’avvocato Gaetano Armao all’ amico…
Libertà, uguaglianza, resistenza all’oppressione. Tre parole d’ordine che hanno caratterizzato le manifestazioni contro il genocidio…
“Ave Maria” è un monologo potente, scritto da Luciano Modica e reso in tutta la…
Prosegue la battaglia intorno alla Scogliera d’Armisi, tra chi vuole cementificarla per realizzare una darsena…
Sarà pure una tradizione da rispettare, ma la fiera dei morti è anche un problema…