O Gorizia, tu sei maledetta/per ogni cuore che sente coscienza;/dolorosa ci fu la partenza/e il ritorno per molti non fu
O vigliacchi che voi ve ne state/con le mogli sui letti di lana,/schernitori di noi carne umana,/questa guerra ci insegna a punir.
Prima guerra mondiale, l’esercito italiano conquista Gorizia, pagando un prezzo spaventoso, morirono circa 21.000 soldati.
La canzone, di autore anonimo, esprimeva tutta la frustrazione e l’orrore dei soldati per una vittoria che non aveva alcun senso di fronte alla morte di migliaia di compagni. Per il suo contenuto fortemente critico, fu considerata disfattista e antimilitarista dai vertici militari italiani. La censura fu ferrea: chiunque fosse stato sorpreso a cantarla rischiava la fucilazione.
Stiamo parlando di una guerra che il Papa Benedetto XV definì orrenda carneficina e inutile strage. A cui pose fine, il 4 novembre 1918, l’armistizio di Villa Giusti che sancì la resa dell’Impero austro-ungarico.
Negli anni successivi alla guerra il 4 novembre fu inserito tra le festività con la denominazione di Anniversario della Vittoria e rimase giorno festivo fino al 1977 quando, per aumentare il numero di giorni lavorativi, divenne giorno feriale e le celebrazioni furono spostate alla prima domenica di novembre.
Con l’approvazione della legge n. 7 del 1º marzo 2024, la denominazione della ricorrenza è stata modificata in Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, allo scopo di sottolineare il legame tra la collettività e le istituzioni militari. Pur non essendo stato ripristinato come giorno festivo, il 4 novembre è tuttora dedicato a cerimonie ufficiali come la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto dell’Altare della Patria.
Attorno a queste celebrazioni è cresciuta una retorica patriottica che, a partire da una narrazione edulcorata della prima guerra mondiale, fa apparire la guerra come “normale” o addirittura necessaria.
La “festività” del 4 novembre viene, quindi, contestata dal movimento pacifista italiano e, in particolare dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, che – da tempo – denuncia la crescente presenza delle forze armate all’interno degli istituti scolastici e delle università, e il tentativo di trasformare i nostri luoghi del sapere in avamposti ideologici che giustificano il conflitto, le spese militari, il riarmo, e le conseguenze che ne derivano, vale a dire i tagli alle spese sociali.
Le scuole e le università devono essere, invece, luoghi di pace, pensiero critico e sapere libero. Devono promuovere una cultura fondata sulla pace e sulla risoluzione non violenta dei conflitti.
L’Osservatorio denuncia, invece, al loro interno, un crescente clima di minacce e ritorsioni per chi parla di guerra, di genocidio in Palestina. E denuncia anche la criminalizzazione e la repressione nelle piazze di chi si oppone al carovita, alle diseguaglianze sociali, allo smantellamento del welfare.
“Soprattutto oggi, in un mondo attraversato da numerosi conflitti, è necessario difendere e diffondere la cultura della pace per contribuire a realizzare il fine politico e storico della “pace perpetua” per l’intera umanità, così come prescritto nella nostra Costituzione”, leggiamo sul sito dell’Osservatorio, che propone una giornata di riflessione e approfondimento, “individuando luoghi e percorsi che possano contribuire a rimettere in discussione la “voglia di guerra” che attraversa le classi dirigenti, e non solo loro, del nostro Paese”.
In molte città si svolgeranno, quindi, presidi, assemblee, manifestazioni, per portare nelle piazze un’altra idea di Paese, capace di investire nella cura, nella conoscenza, nella dignità. A Catania appuntamento alle ore 17,00 del 4 novembre in piazza Turi Ferro (ex piazza Spirito Santo), presidio e microfono aperto.
L’avvio non è dei migliori. I lavori di riqualificazione di piazza Eroi d’Ungheria, che prevedono…
All’inizio era prevista una mobilitazione internazionale dei lavoratori portuali per bloccare, come è stato fatto…
Corre voce che il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) verrà presentato a breve. Non sappiamo…
Le ruspe sono entrate in azione, i lavori per il Parco a Monte Po hanno…
L'Eritrea è un paese povero, con un'economia di sussistenza, frequenti siccità e uno stato di…
La sorte della Scogliera d’Armisi è in bilico. E la Regione, a cui tocca il…
View Comments
Purtroppo alcuni dirigenti scolastici non comprendono il clima culturale e i significati. Vedi https://www.liceoartisticocatania.edu.it/circolare/circolare-n-126_partecipazione-della-classe-ii-ds-alla-cerimonia-commemorativa-del-4-novembre-giornata-dellunita-nazionale-e-delle-forze-armate/