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Statuto d'Ateneo, il controricorso di Recca

Avverso il ricorso presentato dal Miur (Ministero dell’Istruzione Università Ricerca) l’Università di Catania, nella persona del rettore pro tempore prof Antonino Recca, ha presentato oggi al TAR un “Controricorso e Ricorso Incidentale”, chiedendo la sospensione e l’annullamento della nota del Direttore Generale del Ministero e degli altri atti connessi.
Nel controricorso

  • si precisa la legittimità degli atti compiuti per arrivare alla approvazione dello statuto e alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale,
  • si contesta che la nota contenente i rilievi del ministero sia giunta entro i termini previsti (sarebbe giunta infatti, secondo gli estersori, con sei giorni di ritardo),
  • si nega la legittimità della nota del Direttore Generale, essendo di competenza del Ministro, e non della dirigenza, l’esercizio del potere di controllo, da esprimere mediante apposito decreto,
  • si evidenzia la mancata distinzione tra rilievi di legittimità e rilievi di merito,
  • vengono esaminati e discussi nel dettaglio i singoli rilievi

Si osserva inoltre che “difetta totalmente il requisito del danno grave ed irreparabile”, essendo escluso che le “disposizioni sopra indicate […] possano vulnerare gravemente l’ordinamento universitario nazionale.”

Quanto alle “rilevanti conseguenze sul piano finanziario”, viene evidenziato che sarebbe piuttosto l’Università di Catania a subire danni in seguito alla eventuale sospensione degli atti impugnati.
Si conclude con la richiesta che il TAR dichiari “il ricorso inammissibile e, comunque, con qualunque formula,” lo rigetti “perché assolutamente infondato in fatto ed in diritto.”
Nel suo ricorso Recca è rappresentato e difeso dagli avvocati Felice Giuffrè e Vincenzo Reina
Leggi il testo integrale del ricorso
Negli argomenti portati a sostegno della tesi di Recca non c’è in realtà niente di nuovo rispetto a quanto già da lui obiettato. Le questioni poste riguardano solo gli aspetti procedurali e rimangono comunque controverse.
Ad es., il fatto che le osservazioni del Ministero siano giunte nella forma di una nota della Direzione Generale, e non in quella di un decreto  firmato personalmente del Ministro, autorizzava davvero Recca ad ignorarle, e a definirle “carta straccia“?
E, ancor prima, sono stati davvero legittimi, e democratici, i criteri con cui sono stati scelti i membri della commissione costituita per elaborare il nuovo statuto, considerato che in Senato accademico non è stato consentito in proposito alcun dibattito?
La palla passa adesso al TAR, il cui pronunciamento sulla sospensiva potrebbe conoscersi anche a fine mese.
Resta il fatto che, con questo ulteriore passo, il rettore, senza entrare nel merito delle osservazioni che da più parti sono state avanzate, dimostra di rifiutare il confronto e di voler andare fino in fondo nella prova di forza sia nei riguardi dei suoi oppositori all’interno dell’Ateneo, sia nei riguardi del Ministero.

Argo

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  • Quando si ricorre ai cavilli procedurali vi è la certezza che le contestazioni sono assolutamente vere. Povera Università!!!!!

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