Un processo, quello a Mario Ciancio, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, che dovrebbe essere, vista l’importanza del personaggio, al centro dell’attenzione. Il dibattimento procede, invece, a fari spenti, come se alla Città non interessasse interrogarsi sulla propria storia. Per rompere
Lunedì a Catania la Fondazione Giuseppe Fava ha consegnato a Carlo Lucarelli il premio intitolato al grande giornalista assassinato dalla mafia. Era presente Claudio, il figlio. Ma il quotidiano locale, “La Sicilia”, è riuscito a dare la notizia senza mai nominarlo. E
Poi, una macchia di sangue comparve sull’asfalto; la macchia si ingrandiva, s’estendeva, inghiottiva la corte, la sedia, il pozzo, il secchio; rimase fuori un metro di corda – tanto così. L’orologio della cattedrale divenne rosso; lo stesso l’edificio della posta. La macchia
Sta per concludersi il periodo (una ventina di giorni) concesso agli indagati per acquisire gli atti che li riguardano e per organizzare le loro difese. Il giorno 16 Dicembre, infatti, sono stati notificati gli avvisi di conclusione dell’inchiesta. Tra gli indagati troviamo
Tempo di bilanci: la pagella sulla qualità della vita a Catania (parte prima)
Solo tre settimane per scivolare dalla 60° alla 96° posizione. Tanti sono i giorni trascorsi dalla pubblicazione della pagella di Italia Oggi a quella redatta da Il Sole 24 Ore. Entrambi sono rapporti metodologicamente validi, che utilizzano però indicatori diversi. Poiché la
Sovrapposizioni, equivoci e chiacchiere di stampa. Due detenuti, uno in carne ed ossa; l’altro – a quanto pare – immaginario. Il secondo acquista, però, improvvisa concretezza con il suicidio del primo. Gli danno vita, con un nome, un volto e una storia,
Si dovrà attendere ancora per l’incidente probatorio nell’edificio 2 di Farmacia, vale a dire per il sopralluogo di tecnici e geologi con il prelievo di campioni di terreno che potrà svelare l’eventuale concentrazione di veleni. L‘incarico ai periti per tale prova processuale
Contro l’ergastolo hanno rifiutato il cibo. Il primo dicembre, i 250 detenuti del carcere di Alta sicurezza di Bicocca, ergastolani e non, hanno attuato una giornata di sciopero della fame. La protesta catanese si inserisce all’interno della campagna nazionale “Mai dire mai”
Tratto da: Catania possibile, 7/13 novembre, Renato Camarda, Processi eccellenti Non c’è che dire, gli amministratori catanesi sono campioni nell’attirare “le attenzioni” della magistratura. Negli ultimi anni sono moltissimi i provvedimenti che riguardano proprio la pubblica amministrazione. Le imputazioni: abuso d’ufficio, falso,
Tratto da: Itaca, Claudio Fava, 10/09/2008, I professionisti dell’antipizzo. Il caso Lo Bello Quando parliamo di mafia, ci tocca ragionare anche su una sottocultura di luoghi comuni e di ammiccamenti poco raffinati ma utilissimi a prendere le distanze, a celebrare dubbi, a
Tratto da: Siciliani per la legalità, Giambattista Scidà, 25/06/2008, Per il riarmo di Catania La sottodotazione della forza pubblica a Catania, risalente ai primi anni 80, è stata funzionale all’occupazione del territorio da parte della mafia che, a fronte della messa al
