Fate silenzio quando i bambini dormono, se muoiono sotto le bombe, per fame, se sono mutilati: tacere significa essere complici. Di fronte al genocidio avvenuto nella striscia di Gaza per mano dell’esercito dello stato di Israele parlare, ricordare, continuare a denunciare (ancora oggi si muore a Gaza e in Cisgiordania) è necessario. Lo si è fatto e lo si fa attraverso le manifestazioni e le mobilitazioni, ma si può, e si deve, prendere posizione anche nella “normale” vita quotidiana.
E’ quello che è avvenuto a Pozzallo (Ragusa) quando nell’aprile di quest’anno il professore Giovanni Susino, dell’Istituto di IstruzioneSuperiore Giorgio La Pira, ha proposto agli alunni di scrivere i nomi delle bambine e dei bambini uccisi a Gaza. Un elenco di oltre 18.500 nomi recuperato dal sito dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, che aggiornava quotidianamente questa tragica lista.
Un elenco purtroppo parziale perché ancora oggi non sappiamo quanti Palestinesi siano sepolti sotto le macerie dei palazzi (compresi ospedali e scuole) rasi al suolo nella Striscia. I nomi (compresi quelli di 18 bambini israeliani) sono stati trascritti, con pennarelli indelebili, in 29 lenzuoli matrimoniali, cuciti insieme dalla sarta Sabrina.
Un lenzuolo è stato lasciato vuoto per ricordare simbolicamente i bambini e le bambine morte/i in tutte le guerre, di cui non si conosce nemmeno il nome.
Diritto al ricordo e dovere di salutare le vittime innocenti hanno fatto sì che anche in altre città esponenti e movimenti della società civile condividessero l’esposizione pubblica del Sudario, anche perché, come è stato scritto, “la pace deve fare più rumore della guerra”.
Motivo per cui nelle manifestazioni, che potremmo definire un grande funerale laico collettivo, il silenzio è interrotto per nominare, a una a una, tutte le vittime, ma anche dal suono dei fischietti.
A Catania, promossa da tante Associazioni, che in questi anni si sono battute contro il genocidio, la manifestazione inizierà alle 17,00 di oggi, 25 settembre, dal porto di Catania per concludersi in piazza Stesicoro, che nei mesi scorsi è stata ribattezzata Piazza Gaza.
Dopo il dibattito – microfono aperto – seguirà una lunga veglia notturna. Mentre sabato 26, sempre in piazza Gaza, a partire dalle 17 proseguirà l’esposizione del Sudario.



Un progetto che ha una forte dimensione partecipativa. Ha coinvolto persone, associazioni, scuole e comunità quando è stato realizzato, a Pozzallo, e continua a coinvolgerne altre in questa fase itinerante su tutto il territorio nazionale.
una tradizione del Sud dell’ Italia, i fischietti ad acqua che venivano suonati dai bambini la mattina del Sabato Santo, quando ancora Gesù non era risorto. Gorgheggiando, annunciavano la Primavera e la Resurrezione: l’ affermazione della vita in presenza del lutto… La Speranza, nonostante la Disperazione…
Più di 200 ne verranno distribuiti nel pomeriggio di oggi, venerdì 25 settembre, durante la manifestazione del “Sudario dei bambini uccisi a Gaza”, con il lenzuolo di settanta metri, su cui sono scritti i nomi degli innocenti ammazzati.
Li suoneremo tutti insieme..