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Aeroporto di Catania, una (s)vendita al buio

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logo SAC, Società aeroporto Catania

Rischia di concludersi in un incomprensibile e gravissimo silenzio la vendita della società che gestisce gli aeroporti di Catania e di Comiso. La procedura per selezionare un operatore economico a cui cedere la maggioranza del capitale azionario della SAC è stata avviata nel maggio 2026 e dovrebbe chiudersi entro l’anno. Ma sta procedendo senza alcuna trasparenza. Non è chiara la motivazione, trattandosi di una società che produce utili, non sono stati resi pubblici i criteri della selezione delle proposte di acquisto né i nominativi di coloro che le hanno presentate.

Preoccupa il silenzio che avvolge un’operazione che riguarda non società per azioni privata ma una Spa di diritto pubblico regolata da leggi specifiche e finalizzata al benessere collettivo del territorio più che al profitto.

Tacciono gli enti locali che della società sono gli azionisti (i Comuni di Catania e di Comiso, quelli della Città Metropolintana di Catania e del Libero Consorzio di Siracusa), tacciono i sindacati che hanno manifestato preoccupazione solo per la salvaguardia dei posti di lavoro ma nulla hanno detto sul merito, tace il mondo imprenditoriale anche perché privo di rappresentanza, essendo la Camera di Commercio commissariata da anni.

Eppure siamo davanti a quella che è forse la più grande operazione economico-finanziaria del dopo guerra in Sicilia, ad una scelta strategica che avrà ricadute sullo sviluppo del territorio.

Se ne è occupata con un’analisi attenta l’associazione Volerelaluna, che ha redatto un documento presentato e discusso in un convegno tenuto a Palazzo Platamone lo scorso 30 giugno.Un convegno molto partecipato in cui hanno fatto sentire la propria voce diverse forze politiche, rappresentanti degli enti locali, analisti indipendenti, portavoce di comitati e associazioni.

Volerelaluna ne propone una sintesi che evidenzia le maggiori criticità e intende sollecitare nuovamente l’attenzione del mondo politico e imprenditoriale, e di tutta la società civile. Un documento aperto al contributo e all’adesione di quanti vogliano promuovere e sostenere una battaglia decisiva per lo sviluppo economico e sociale del territorio.

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La procedura avviata per la privatizzazione della maggioranza azionaria della SAC S.p.A., società che gestisce in concessione gli aeroporti di Catania e Comiso, desta forti preoccupazioni e fondate perplessità, soprattutto per la grave carenza di informazioni strategiche disponibili sull’intero processo.

Troppi sono, allo stato, gli elementi essenziali che restano indeterminati o non adeguatamente chiariti. Non è noto quale sia la reale motivazione industriale della cessione; non è stato spiegato se siano state valutate soluzioni alternative al trasferimento della maggioranza azionaria; non risultano pubblicamente definiti il valore atteso dell’operazione, i criteri di selezione dell’eventuale partner privato, le garanzie a tutela dei livelli occupazionali, degli utenti, della qualità dei servizi e dell’interesse generale del territorio.

Restano inoltre incerti il destino dello scalo di Comiso, il ruolo che continuerà a spettare agli enti pubblici oggi proprietari della SAC e il grado effettivo di controllo pubblico su un’infrastruttura strategica per la Sicilia orientale e per l’intero Mezzogiorno.

Una grave criticità riguarda inoltre l’assenza, almeno allo stato delle informazioni disponibili, di una valutazione indipendente e pubblicamente conoscibile dell’asset oggetto della possibile cessione: un asset che, nel corso degli anni, ha beneficiato di rilevanti investimenti, opere infrastrutturali e mobilitazione di risorse pubbliche. Non appare secondario conoscere non solo il prezzo dell’operazione, ma anche il valore strategico, economico, sociale e territoriale degli aeroporti di Catania e Comiso. Allo stesso modo, occorre chiarire quale sarà la destinazione dei proventi dell’eventuale cessione e se essi verranno reinvestiti in infrastrutture, servizi, mobilità e sviluppo del territorio.

Permane inoltre un eccessivo alone di riserbo anche su profili che non sembrano necessariamente coperti dalla riservatezza propria della procedura competitiva. Ci si riferisce, in particolare, alla mancata conoscenza dei parametri preventivi di valutazione dei progetti industriali, che dovrebbero invece essere resi pubblici almeno nei loro criteri generali, proprio perché incidono sull’interesse collettivo e sulla futura governance degli scali.

Un’operazione finanziaria dell’ordine di centinaia di milioni, destinata a incidere profondamente sugli equilibri economici, sociali, infrastrutturali e occupazionali del territorio, non può essere gestita in un contesto di opacità, né può restare confinata a una ristretta cerchia decisionale, al di fuori di una piena dialettica democratica e del coinvolgimento degli enti territoriali, delle rappresentanze istituzionali, delle organizzazioni dei lavoratori, delle categorie economiche e dei soggetti sociali interessati.

A rendere ancora più delicato il quadro è il fatto che la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia — titolare della quota azionaria di maggioranza — risulta commissariata da anni. Una decisione di tale rilevanza strategica dovrebbe invece essere assunta da organi pienamente rappresentativi e nella massima trasparenza, non in una fase di gestione straordinaria destinata, per sua natura, a garantire continuità amministrativa e non a determinare scelte irreversibili sul futuro di un’infrastruttura pubblica essenziale.

Per tutti questi motivi si ritiene indispensabile sospendere l’attuale procedura e ripristinare le condizioni per un confronto pubblico, trasparente e realmente informato sul futuro degli aeroporti di Catania e Comiso e sulle possibili alternative di governance.

In particolare, si ritiene necessario:

  1. interrompere l’attuale procedura di privatizzazione e ritirare il relativo bando;
  2. porre termine al commissariamento della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, restituendo piena rappresentatività agli organi competenti;
  3. acquisire una valutazione indipendente del valore economico, infrastrutturale e strategico della SAC e degli aeroporti di Catania e Comiso, tenendo conto degli investimenti pubblici sinora effettuati e del contributo che essi hanno dato alla valorizzazione dell’asset;
  4. verificare e illustrare tutte le alternative possibili alla cessione della maggioranza azionaria di un asset di rilievo strategico per la Sicilia e per il Mezzogiorno, privilegiando soluzioni che mantengano il controllo pubblico dell’infrastruttura;
  5. chiarire preventivamente la destinazione degli eventuali proventi dell’operazione, poiché, essendo i venditori soggetti pubblici, tali risorse non possono essere considerate una mera entrata patrimoniale, ma devono restare vincolate a finalità di interesse generale e allo sviluppo infrastrutturale, economico e sociale del territorio.

Solo il verificarsi di queste condizioni preliminari può consentire l’apertura di un confronto serio, trasparente e costruttivo sul futuro degli aeroporti di Catania e Comiso. In assenza di tali garanzie, la privatizzazione della maggioranza azionaria della SAC rischierebbe di apparire non come una scelta industriale ponderata, ma come la cessione opaca di un patrimonio pubblico strategico, costruito anche grazie a investimenti e risorse della collettività.

Leggi anche A.A.A. Vendesi aeroporti di Catania e Comiso

Altre forze si muovono per promuovere la nascita di un “Patto per la Sicilia orientale” che fissi le condizioni minime non negoziabili per una privatizzazione della SAC S.p.A.. Prevista una Conferenza Stampa per giovedì 23 luglio alle ore 10.00 presso il Seminario Arcivescovile di via Louis Braille n.26

2 Comments

  1. Siamo sotto dittatura, di conseguenza ogni ragionamento logico e imparziale e’ fuori luogo! La colpa ricade sempre sul cittadino perché ha un’ arma in mano che non sa usare!
    Quando il cittadino va alle urne, non pensa al bene comune, ma al proprio interesse con finte ideologie!
    Vedrete che andrà sempre peggio!

  2. Non sono così pessimista come Gagliardi.
    L’ opinione pubblica, quando non ne può più, sa farsi sentire, lo dice la storia, i fatti.
    E, oggi, non ne possiamo più.
    Codesta destra ha abbondantemente dimostrato quanto poco valga, quanto disprezzo meriti, quanto il suo esercizio del potere, fine a se stesso, sia miserabile e dannosi per la collettività.
    Sono fascisti della peggior specie e lo esprimono in ogni parola che proferiscono.
    P.S.
    Complimenti per la completa e lucida ricostruzione della vicenda privatizzazione SAC e aspettiamo qualcuno di voi all’ incontro di lunedì prossimo.

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