22 imbarcazioni su 58, in rotta verso Gaza, sono state assaltate – in acque internazionali vicino alla Grecia – dalla marina israeliana e quasi 200 attivisti sono stati sequestrati. Stiamo parlando della Global Sumud Flotilla composta da quasi 60 imbarcazioni, con equipaggi provenienti da tutti i continenti, in navigazione verso la Striscia, con aiuti umanitari e personale volontario per sostenere concretamente la popolazione, che continua a vivere in condizioni disumane.
E che continua a morire, non solo perché è impossibile vivere in un territorio devastato, coventrizzato, dove mancano i generi di prima necessità, ma anche a causa degli assassinii commessi dall’esercito israeliano, più di 800 morti da quando è scoppiata la finta pace di Trump.
Immediata la reazione di quanti nel nostro Paese si sono mobilitati, in questi ultimi anni, in difesa del diritto alla vita del popolo palestinese. Ieri, 30 aprile, con decine e decine di manifestazioni, l’Italia ha espresso la più netta riprovazione non solo contro l’ignobile assalto, ma anche contro la complicità dei governi europei che mantengono, si veda il recente voto del Parlamento europeo, rapporti economici e militari con uno stato, Israele, colpevole di genocidio.
Anche nella nostra Città, su invito di “Catanesi Solidali con il Popolo Palestinese”, alcune centinaia di cittadine/i si sono recati in piazza Stesicoro (storico luogo di incontro del movimento di solidarietà con la Palestina, e per questo ribattezzata Piazza Gaza) e, al termine, degli interventi, un corteo si è mosso dalla piazza per raggiungere, dopo aver percorso via Etnea e via Di Sangiuliano, piazza Turi Ferro.
Una manifestazione convocata a “tamburo battente”, con l’impegno di proseguire e ampliare la mobilitazione, perché non è possibile assistere inerti alla fine del diritto internazionale, alla militarizzazione dei nostri territori e della nostra vita, alla vittoria dei “signori della guerra”, all’esportazione del “modello Gaza” in Libano, Iran…
Perché bisogna fermare Stati Uniti e Israele che stanno spingendo l’umanità verso una nuova guerra mondiale.
Se potete, e volete, inviate delle mail di formale protesta all’indirizzo del governo, della difesa e degli esteri per denunciare la gravità dell’attacco di pirateria armata compiuto da Israele ai danni di imbarcazioni civili, avvenuto in acque internazionali, a largo di Creta, a oltre 1000 km di distanza dalla coste dello stato ebraico:
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro della Difesa
Al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Oggetto: Intercettazione di imbarcazioni civili della Global Sumud Flotilla in acque internazionali e richiesta urgente di intervento diplomatico
Con la presente si intende esprimere formale e grave preoccupazione per quanto riferito in merito all’intercettazione delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuta – secondo le informazioni disponibili – a oltre 1000 km dalle coste israeliane, in acque internazionali.
Le imbarcazioni risultano battenti bandiera italiana e a bordo si trovano civili: medici, infermieri, giornalisti e attivisti impegnati in una missione dichiaratamente umanitaria e non violenta. A seguito dell’intercettazione, i contatti risultano interrotti.
Alla luce di tali elementi, si richiede alle autorità italiane competenti di attivare con urgenza tutti i canali diplomatici e istituzionali necessari per
- il ripristino immediato dei contatti con le persone a bordo
- la verifica delle loro condizioni di sicurezza e detenzione
- la tutela dei cittadini italiani coinvolti e delle imbarcazioni battenti bandiera italiana
- l’accertamento della conformità dell’azione compiuta al diritto internazionale marittimo e al diritto umanitario.
Si ricorda che, secondo i principi del diritto internazionale, le acque internazionali non sono soggette alla sovranità esclusiva di alcuno Stato e che le navi civili godono di specifiche tutele giuridiche.
Si chiede pertanto che il Governo italiano assuma una posizione chiara e attiva nella difesa dei propri cittadini e nel rispetto del diritto internazionale, senza ambiguità interpretative.
In attesa di un riscontro urgente, si porgono distinti saluti.
Nome e cognome
(da inviare a urp@esteri.it, segreteria.ministro@esteri.it, presidente@pec.governo.it)
Aggiornamento
Oggi, sabato 2 maggio, alle ore 18, su iniziativa dei “Catanesi Solidali con il Popolo Palestinese”, appuntamento di fronte alla Prefettura per chiedere la liberazione di Thiago Avila e Saif Abu Keshiek. E non solo.


