Sì, è proprio l’area di Cibali denominata Orti della Susanna, messa in vendita su Immobiliare.it. Le foto che accompagnano l’inserzione non dicono però nulla della bellezza e della ricchezza della vegetazione di questo spazio, che appare invece piuttosto arido, ricoperto di paglia secca, come si presenta dopo lo scerbamento anti-incendio a cui viene periodicamente sottoposto. Nelle immagini se ne apprezza solo l’estensione, in accordo con quanto leggiamo nell’inserzione stessa, “terreno edificabile in vendita” di 158.000 mq, con un prezzo da concordare su offerta del compratore.
Un tentativo estremo dei commissari liquidatori di portare a termine il loro incarico, dopo anni di insuccesso che hanno indotto a ridurre ad un decimo il prezzo iniziale di 49 milioni di euro. Ma neanche l’abbordabile cifra di neanche cinque milioni ha permesso di trovare un compratore, se non per il piccolo spazio venduto per un finto social housing la cui costruzione non è mai iniziata.

Nelle immagini pubblicate su Immobiliare.it, nulla viene mostrato della rigogliosa vegetazione stagionale, che, ad esempio in primavera, colora – con il giallo del crisantemum coronatum, l’azzurro della viperina o il violetto della veccia – il verde che esplode ovunque, a testimoniare il risveglio della natura. Non mancano gli arbusti e le piante ad alto fusto, le querce, i terebinti, i bagolari.

Una vegetazione ricca che ospita varie specie di insetti di cui si cibano piccoli rettili come le lucertole o i gongili, predati a loro volta da piccoli mammiferi e uccelli. Tante specie di uccelli, i rapaci, i passeriformi, anche uccelli migratori. Ecco che gli Orti, lungi dall’essere uno spazio vuoto, si rivelano un gioiello botanico, un ecosistema all’interno del quale si sviluppa la catena alimentare che è alla base della vita.
Basta visitarli per essere conquistati da questa bellezza e ricchezza di vita, ma già molto ne dicono alcune immagini eloquenti (che trovate in calce), come quella di una poiana che cattura un gongilo, piccolo rettile a rischio estinzione. O come quella degli insetti che abitano fiori e steli.

Ma quest’area non è solo questo. Custodisce altri tesori, come le lave del 1669 e tracce delle lave precedenti, una grotta antropica, detta Lucenti, da cui si cavava la ghiara usata fino al secolo scorso in edilizia, sulla quale – tra l’altro – non si possono di certo scavare le fondamenta di un palazzo. O come i reperti etno-antropologici, le gebbie, le norie, le saje, costruite quando l’area aveva un uso agricolo, ed anche i muretti a secco, oggi riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Per non parlare della funzione di drenaggio delle acque piovane svolta da quest’area, preziosa per rimpinguare la falda e per contrastare gli allagamenti delle strade cittadine in occasione dei sempre più frequenti episodi climatici estremi.
Nonostante nel Piano regolatore vigente questa area sia edificabile perché destinata ad ospitare un Centro Direzionale ormai non più proponibile, i suoi grandissimi pregi ne fanno oggi un potenziale parco naturalistico, di cui la città avrebbe estremo bisogno.
D’altra parte la Soprintendenza ha inserito gli Orti della Susanna all’interno di una proposta di vincolo che riguarda alcune aree laviche cittadine. Un vincolo che – se confermato al massimo livello – renderebbe impossibile l’edificazione su una parte dell’area, il cui valore commerciale diminuirebbe.
Una ulteriore diminuzione del valore commerciale degli Orti si avrebbe se la Soprintendenza accettasse – come ci auguriamo – la proposta del Comitato Parco Orti della Susanna di estendere a quasi tutta l’area il massimo livello di tutela. Il Comitato, costituto da numerose associazioni e da singoli cittadini che vogliono difendere quest’area dalla cementificazione, ha infatti presentato delle documentate Osservazioni che illustrano il carattere omogeneo di tutta l’area e la necessità di tutelarne il carattere unitario e sistemico.
Il Comitato ha avanzato, inoltre, appena un giorno fa, una richiesta alla Regione siciliana, e – in seconda battuta – alla Città Metropolitana perché acquistino gli Orti e li preservino affinchè la città possa avere il parco naturalistico di cui necessita. Parco che già esiste e che, con pochissimi interventi, può essere reso disponibile alla cittadinanza.
Di seguito il testo della Lettera, che può essere scaricato a questo link
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Al Presidente della Regione Siciliana, On. Renato Schifani
All’Assessore Regionale al Territorio e Ambiente, On. Giusi Savarino
Al Direttore generale dell’ARTA, Arch. Calogero Beringheli
All’Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, On. Franceso Paolo Scarpinato
Al Direttore generale dell’Ass.to BB CC e IS, Ing. Mario La Rocca
Al Sindaco della Città Metropolitana di Catania , Avv. Enrico Trantino
PROPOSTA PER L’ACQUISIZIONE DELL’AREA “ORTI DI SUSANNA” SITA IN LOCALITA’ CIBALI – CATANIA
Il sottoscritto ing. Giuseppe Rannisi nella qualità di Presidente del COMITATO ORTI DELLA SUSANNA, con sede in Catania via Aspromonte 59, c.f. 93259200876, pec: ortidellasusanna@pec.it, a nome e per conto del suddetto comitato nonché delle associazioni e dei cittadini firmatari,
CONSIDERATO
- che il legislatore europeo, con la Restoration Law – Regolamento UE 2024/2021 del Parlamento europeo e del Consiglio – esorta a scongiurare il rischio di riduzione degli spazi verdi urbani, invitando piuttosto a ripristinarli ed ampliarli, considerato che essi forniscono servizi ecosistemici essenziali, contribuiscono alla mitigazione e al contrasto del cambiamento climatico e costituiscono habitat importanti per la biodiversità;
- che la L.N. n° 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, afferma che “… le regioni, le province e i comuni, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e delle risorse disponibili, promuovono l’incremento degli spazi verdi urbani, di «cinture verdi» intorno alle conurbazioni per delimitare gli spazi urbani … con particolare riferimento: […] e) alla previsione e alla realizzazione di grandi aree verdi pubbliche nell’ambito della pianificazione urbanistica, con particolare riferimento alle zone a maggior densità edilizia”;
- che la Strategia europea per la biodiversità al 2030 invita le città con più 20.000 abitanti a dotarsi di un Piano del verde urbano, chiamato anche Piano urbano per la natura
- che il riscaldamento globale ha aumentato sia la frequenza di eventi estremi (ondate di calore, piogge intense, siccità, tempeste) sia la loro intensità e la probabilità che superino le soglie di pericolosità (il ciclone Harry del 20-01-2026 ne è un esempio concreto recente),
- che la città di Catania è una delle città più povere di verde pubblico;
- che all’interno del suo tessuto urbanistico si trovano ancora diverse aree non trasformate che possono giocare un ruolo determinante per mantenerne la vivibilità della città, tra le quali l’area degli Orti della Susanna, a Cibali
CONSTATATO
- che l’area degli Orti di Susanna, di proprietà del Consorzio Centro Direzionale di Cibali, società in liquidazione coatta (a seguito del fallimento del Banco di Sicilia e della Sicilcassa) sotto il controllo della Banca d’Italia, è stata messa all’asta già due volte dai commissari liquidatori (la seconda volta ribassando a 4,9 mln di Euro la cifra inizialmente richiesta di 49 milioni di Euro) e che oggi, atteso che nessuna proposta è stata avanzata nemmeno da Enti Pubblici, risulta essere messa in vendita dalla società di intermediazione Immobiliare.it (vedi https://www.immobiliare.it/annunci/102641712/?utm_source=navigator-share&utm_medium=share&utm_content=app );
- che la suddetta area è interna ad un comparto urbanistico saturo, caratterizzato da alta densità edilizia e priva della dotazione di verde prevista dalle leggi;
- che la stessa Regione Siciliana, attraverso la Soprintendenza di Catania, riconoscendone il valore ambientale e testimoniale, ha avanzato una Proposta di vincolo paesaggistico, ai sensi dell’art.136 (lett.c) del D. Lgs. 42/2004 e s.m.i., con vincolo di tutela 3 per buona parte dell’area e vincolo di tutela 1 per la restante parte, in quanto quest’area costituisce uno dei più significativi “lembi della colata del 1669, risparmiati dai processi edificatori del secolo scorso. Come “dagale” in colate di cemento, le suddette formazioni laviche rappresentano un elemento di discontinuità all’interno del tessuto densamente costruito, da cui emergono incontrastate con le loro superfici aspre e contorte; l’accostamento contrastante tra la dirompente naturalità di dette formazioni rocciose e l’edificato che si è sviluppato intorno, costituisce un tratto peculiare ed identitario di un paesaggio urbano di forte suggestione, che rappresenta un unicum anche all’interno del comprensorio etneo.” (Allegato 1 del verbale n.2 del 6/06/2025);
- che il comune di Catania, appellandosi al suo stato di dissesto, non si è proposto come acquirente dell’area, nonostante che il Consiglio Comunale, nella seduta del 28 marzo 2025, si sia espresso in modo sostanzialmente unitario sulla necessità di considerare quest’area necessaria alla pubblica fruizione per scongiurare che la sua edificazione (anche parziale) possa da un lato aumentare gli squilibri della città, dall’altro distruggere un ecosistema ricco, complesso ed unico all’interno della città,
CHIEDE
- alla Regione di intervenire direttamente provvedendo all’acquisto dell’area di 18 ha
- alla Regione di riconsiderare la proposta, avanzata nel 2019 da Sicilcassa, di acquisire l’area a costo zero mediante datio in solutum, estinguendo parte del credito che essa detiene nei confronti del Consorzio
- o, in seconda battuta, che sia la Città Metropolitana ad acquistare l’area con fondi propri o avvalendosi del diritto di prelazione e del finanziamento del 95% da parte dell’ass.to reg.le BB.CC.I.S.l. ai sensi dell’art. 21 LR 80/1977.
A seguito della pubblica acquisizione, l’area potrebbe essere articolata, ad esempio, in parco agricolo (orti urbani, gli “orti di Susanna”), in parco della lava del 1669 (con la cura delle lave completata da vegetazione arborea ed erbacea etnea e con l’evidenziazione delle cave di “ghiara”, …) e in parco delle acque, per gestire le acque meteoriche alla fonte in maniera sostenibile (Sustainable urban Drainage Systems), riducendo il carico sulla rete fognaria e il rischio di allagamenti rappresentato dalle ormai frequenti precipitazioni di portata eccezionale, o parco naturalistico limitando al massimo gli interventi di modifica a quelli strettamente necessari per la fruizione in sicurezza.
Sarebbe paradossale in un contesto cittadino in cui insiste già un’area verde di quelle dimensioni non utilizzarla per la città, lasciando tale ambiente di pregio il più possibile inalterato.
Verrebbe così realizzato un “polmone” verde per il tempo libero, per mitigare l’isola di calore, per migliorare l’assetto idrogeologico, per incrementare la biodiversità, per difendere ad arricchire l’ecosistema attuale, per dare più qualità alla città.
Ciò in osservanza attiva dei dettami della Restoration Law, della L.N. n° 10/2013, dell’art.1 della L.r. 1/2020 e di tutte le altre norme ed indirizzi per la salvaguardia dell’ambiente.
Catania, 18-4-2026
Comitato cittadino per il Parco degli Orti della Susanna, ing. Giuseppe Rannisi
Fanno parte del Comitato, oltre a numerosi cittadini come soggetti singoli, le seguenti associazioni, come soggetti collettivi: Arci Comitato Territoriale Catania APS, ArgoCatania APS, Associazione Regionale Apicoltori Siciliani, Catania Risorge, Centro Speleologico Etneo, CittàInsieme, Comitato per la Difesa e la Fruizione della Scogliera d’Armisi di Catania, CULT APS, Fridays For Future Catania, Giustizia Climatica Ora!, Le cave di Rosso Malpelo, Legambiente Catania, Lega Italiana Protezione Uccelli (LIPU) OdV-Sezione di Catania, Salviamo Parco Della Susanna, SUNIA Catania, WWF Sicilia Nord Orientale.
Aderiscono al presente appello anche Bcsicilia Beni Culturali Sicilia, Istituto Cultura Siciliana, C.A.S.B.A.H. di Cibali, FAI Delegazione di Catania.
La presente richiesta è dunque espressione collettiva di tutti i soggetti singoli e delle associazioni aderenti sopra indicate.
Altre immagini








Ringraziamo per le foto Filippo Timpanaro e Dario Amore


Auspichiamo che la proposta venga accolta e che la Città di Catania possa beneficiare di questa oasi naturalistica .
Non credo avverrà mai