Il Consiglio giudiziario di Catania (organo territoriale del Consiglio Superiore della Magistratura) ha espresso un parere favorevole sulla giudice, elogiandone la capacità organizzativa, la dedizione e la laboriosità. Stiamo parlando di Iolanda Apostolico, a suo tempo attaccata in modo scomposto, per non usare altri termini, dal governo italiano per la sua decisione di disapplicare il decreto Cutro.
Un pacchetto di misure urgenti in materia di immigrazione, convertito in legge il 5 maggio 2023, che limitava la protezione speciale, prorogava la detenzione nei CPR (centri di permanenza per i rimpatri), semplificava le espulsioni e individuava una garanzia finanziaria (cauzione di circa 5.000 euro) come alternativa al trattenimento per i richiedenti asilo.
Una “stretta repressiva” conseguente alle dichiarazioni della Presidente del Consiglio, Meloni, che a marzo del 2023, a Cutro (dove, nel mese di febbraio, un naufragio aveva causato quasi cento morti, fra migranti partiti dalla Turchia), aveva dichiarato che i trafficanti sarebbero stati colpiti “in tutto il globo terracqueo”.
Di questa presunta lotta ai trafficanti non c’è, a tutt’oggi, alcuna traccia, mentre lo stesso CSM ha sottolineato la correttezza del comportamento della magistrata, riconoscendone il positivo superamento della valutazione di professionalità.
Apostolico era intervenuta liberando quattro richiedenti asilo trattenuti nel centro di permanenza di Pozzallo, sostenendo che il suddetto decreto era in contraddizione con la Direttiva europea 2013/33/UE, che richiede che il trattenimento abbia luogo solo se “necessario” e in base ad una valutazione caso per caso. Ed era in contrasto con il principio di uguaglianza (art. 3 della Costituzione): chi può pagare resta libero, chi non può paga con la libertà.
Sulla disapplicazione del “decreto Cutro”, il CSM ha sottolineato che l’ordinanza di Apostolico è divenuta definitiva in seguito alla rinuncia, da parte del governo, di impugnarla. In pratica, lo stesso Esecutivo, che aveva duramente criticato la sentenza, ha poi scelto di non contestarla. Inoltre, il CSM ha evidenziato che la giudice Apostolico non fu affatto isolata: dopo di lei, infatti, numerosi magistrati di merito si sono pronunciati negli stessi termini.
Nel dicembre 2024 Apostolico si è dimessa dalla magistratura. Non tocca certo a noi pronunciarci sulle ragioni di questa scelta. Ma tocca a noi, alla società civile, non dimenticare che la premier Giorgia Meloni definì quella sentenza incredibile, accusando la giudice di rimettere in libertà immigrati illegali e di scagliarsi contro un governo democraticamente eletto; mentre il vicepremier Matteo Salvini pubblicò un video che ritraeva Apostolico nel 2018 ad una manifestazione pro-migranti, usando le immagini per metterne in dubbio pubblicamente l’imparzialità.
Nessuno dei due, a oggi, ha chiesto scusa.


Mi dispiace che una magistrata cosi appassionata
Del proprio lavoro si sia dimessa. Sicuro la sua presenza
Manca, c’è tanto bisogno di chi si impegna per dare un
Contributo che faccia la differenza.