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Stereotipa 2026, una buona pratica che si rinnova

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Incontro Stereotipa, sala

Parlare di donne, del rispetto a loro dovuto, dell’autonomia a cui hanno diritto, non sempre è facile. Ancor meno lo è parlarne con studenti adolescenti di ogni genere di scuola e in tutti i contesti sociali e culturali, anche quelli dove gli stereotipi di genere sono più radicati. L’UDI lo fa da anni e ha istituto un premio, Stereotipa, per gli alunni/alunne che elaborano in modo creativo quanto discusso. Lo fa da sempre insieme agli insegnanti, spesso competenti, attenti e sensibili. Adesso, là dove sono nate le Comunità Educanti, lo fa anche insieme a tutti i soggetti (famiglie, associazioni, parrocchie, istituzioni) che hanno stretto un’alleanza per contrastare la povertà educativa ed offrire ai giovanissimi, sempre più disorientati, valori e modelli che possano aiutarli nelle scelte di vita.

Di una recente, bella e ricca esperienza ci parla Simona Laudani, che ne è stata una delle animatrici. E lo fa a partire dai versi che alcune delle concorrenti hanno composto.

Voce spezzata
In un mondo che urla, lei tace, cammina nel buio, ma lascia una traccia.
Un cuore ferito, un sogno negato, un nome nel vento troppo presto cancellato.

Era solo una donna
Era solo una donna che voleva vivere, ridere, tornare a casa senza paura.
Un cuore normale, come il nostro. Ma qualcuno ha creduto di poterla possedere,
di decidere per lei, di spegnere la sua voce.

Luce che resta
Era fiore nel vento, fragile e forte
tra mani dure ha conosciuto la notte.
Il silenzio le ha cucito le labbra,
ma il cuore gridava, anche senza voce.

Con queste straordinarie poesie, di cui abbiamo qui riportato solo l’incipit, scritte da tre giovani allieve dell’istituto professionale catanese ARCHE’, si è aperta una delle sessioni del progetto “Stereotipa”, giunto quest’anno alla sua decima edizione. Da 10 anni, infatti, l’Unione Donne in Italia di Catania, in occasione della ricorrenza dell’8 marzo, premia le ragazze e i ragazzi delle scuole di Catania e della provincia che nel corso dell’anno scolastico, guidati dai loro insegnanti, hanno riflettuto sugli stereotipi di genere e sulle loro nefaste conseguenze.

A conclusione di questo percorso ognuno dei ragazzi viene invitato a creare un proprio elaborato, una poesia, un video, una piccola pièce, un disegno, una canzone. Un modulo efficace e collaudato che pone al centro le ragazze e i ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado e la loro creatività, esaltandone le potenzialità e la ricchezza.

Anche quest’anno il lungo e paziente impegno delle/degli insegnanti, a cui abbiamo dato – come UDI – il piccolo contributo di alcune conversazioni con le classi, ha prodotto risultati straordinari, di cui le poesie che abbiamo scelto per introdurre queste brevi note sono una dimostrazione significativa e per alcuni versi innovativa.

un momento della manifestazione

Innovativa perché nuovo e rinnovato è il contesto in cui è nata e si è sviluppata questa esperienza. La scuola professionale ARCHE’, infatti, l’anno scorso ha stipulato, insieme a tre scuole operanti nel quartiere di S. Leone, la Montessori-Mascagni, il Cannizzaro, il Gemmellaro, al Centro di orientamento e di Formazione ERIS, alla parrocchia di S. Leone e ad associazioni di volontariato e del terzo settore, un patto territoriale. Si tratta di un patto di reciproca collaborazione ed aiuto contro la dispersione scolastica, sottoscritto anche dal Comune di Catania e dall’Ufficio diocesano, che segna la nascita della prima Comunità educante di Catania.

In questo nuovo scenario, il progetto di Stereotipa promosso dall’UDI, ha costituito un primo banco di prova della collaborazione che è propria delle comunità educanti. Una collaborazione che, pur nel rispetto della specificità di ogni componente del patto, crea una rete, un raccordo, uno scambio di strutture, servizi, competenze, che rafforza ciascun componente.

Qualcosa di sostanziale e duraturo che va oltre i bei prodotti creati dalle tre scuole in campo, il testo poetico e un dialogo con Dante, realizzati dalla Montessori-Mascagni, due testi poetici a più voci realizzati dal Cannizzaro, oltre alle poesie scritte dalle alunne di ARCHE’.

L’esperienza di Stereotipa è stata quindi, un primo momento, un primo tassello di una scommessa ricca di promesse, di un cammino ancora tutto da percorrere per affermare un nuovo modo di presenza nel territorio. Al centro di questo progetto vi è il tentativo di costruire un presente e un futuro migliore per le ragazze e i ragazzi di questa nostra città, basato sulla conoscenza, sulla possibilità di esprimere le proprie attitudini, sulla libera affermazione di se’, sul superamento di una mentalità patriarcale ed oppressiva.

Mentalità quest’ultima tristemente introiettata dai ragazzi e spesso drammaticamente accettata anche dalle giovani ragazze che subiscono limitazioni intollerabili della propria autonomia, non solo e non tanto da parte dei genitori, ma anche – e forse ancor di più – da parte dei fidanzati.

E questo in nome di un amore malato, basato sul controllo, sul possesso, sulla violenza, che le porta a rinunziare ad una socialità serena e rispettosa, specie in quelle situazioni di degrado culturale e di povertà educativa così tristemente diffusi in molte zone della nostra città.

schermata della presentazione

Ma questa non è stata l’unica novità di quest’anno. Un’altra sessione di Stereotipa è stata infatti intitolata “Germina”. Un termine che rimanda all’azione del seme, della gemma della letteratura e della poesia che può e deve crescere negli animi di donne e di uomini, di ragazze e di ragazzi per affrancarli dai falsi miti, dalla violenza e dalla sopraffazione nei rapporti, alla ricerca dell’armonia che solo il rispetto e la libertà possono offrire alle nostre vite.

La sessione è stata inaugurata dagli elaborati dei ragazzi del Gulli e Pennisi di Acireale, con un lavoro su Emily Dickinson, e da quelli del Vaccarini con un dialogo ispirato ai testi di Maria Messina. Quest’ultimo Istituto è stato premiato anche per la mostra sulle Madri Costituenti già esposta ai Benedettini, in occasione del Convegno sugli Ottant’anni dell’UDI, tenutasi per iniziativa della Cattedra di Storia Contemporanea e di Archivistica e del DISUM nel dicembre scorso.

La mattinata è proseguita con la premiazione di un video e di una intervista impossibile a Sant’Agata, realizzati dagli alunni del Benedetto Radice di Bronte, e di un video, un racconto e due disegni prodotti dagli studenti del liceo Archimede di Acireale. Il tutto allietato dalla presenza di tante ragazze e di tanti ragazzi, dei loro insegnanti e dal bellissimo canto delle due alunne del Gulli Pennisi, Natalia Priolo e Arianna Pappalardo

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