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Le immagini di “I Grant You Refuge” al Liceo Lombardo Radice di Gravina, per non dimenticare Gaza

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una foto della mostra I Grant You Refuge


La mostra fotografica “Ti concedo rifugio”, di cui Argo ha già parlato, approda a Gravina e diventa un importante momento di conoscenza e di riflessione per gli studenti, i docenti e tutto il personale di un scuola. Ce lo racconta Luca Cangemi, tra gli organizzatori dell’iniziativa.

Dal 2 al 5 marzo 2026, la sede di Gravina del Liceo Lombardo Radice ha ospitato la mostra fotografica “I Grant You Refuge”, un’iniziativa potente e commovente che ha portato all’attenzione della comunità scolastica le sofferenze del popolo palestinese attraverso le immagini di sei fotografi della Striscia di Gaza.

Promossa dai docenti Ivana Ballistreri, Mariangela Bellofiore e Luca Cangemi, insieme al rappresentante degli studenti Giordano Mirone, la mostra ha coinvolto attivamente studenti, docenti e personale ATA, trasformando l’evento in un momento di profonda riflessione sulla questione palestinese e sui conflitti in quella vasta area del mondo che si suole chiamare con un nome che è retaggio del colonialismo: Medio Oriente.

La mostra, ideata e curata a livello nazionale dal fotografo e filmmaker documentarista Paolo Patruno – noto per i suoi lavori sui diritti umani e la salute materna in Africa, tra cui il progetto “Birth is a Dream” – raccoglie le opere di Jehad Al-Sharafi, Mahdy Zourob, Mohammed Hajjar, Omar Ashtawy, Saeed Mohammed Jaras e Shadi Al-Tabatibi.

Questi fotoreporter, che vivono e lavorano a Gaza, documentano non solo la distruzione e la violenza, ma anche la voglia di vivere in quella martoriata terra: bambini che giocano tra le macerie, madri silenziose e comunità che resistono nonostante tutto.

Il titolo dell’esposizione è ispirato all’omonima poesia della scrittrice palestinese Hiba Abu Nada, uccisa in un raid israeliano il 20 ottobre 2023. Come ha sottolineato Shadi Al-Tabatibi in una dichiarazione inclusa nella presentazione della mostra: «Essere un giornalista a Gaza non significa solo avere una macchina fotografica, significa rischiare anche la propria vita per mostrare al mondo la verità. […] Ogni scatto è un battito cardiaco, ogni immagine è una testimonianza».

I fotografi, spesso feriti o esposti a pericoli estremi – come Saeed Mohammed Jaras, colpito più volte durante il suo lavoro – collaborano con agenzie internazionali e hanno ricevuto riconoscimenti per il loro coraggio nel documentare la realtà del conflitto.

Composta da una selezione di 65 fotografie pensate appositamente per studenti medi e superiori, l’esposizione mira a stimolare ascolto e pensiero critico. Nel corso del 2025, “I Grant You Refuge” è stata allestita in oltre 50 città in Italia e all’estero, per un totale di più di 1.500 giorni di esposizione in scuole, università, biblioteche e festival, ricevendo ampia copertura mediatica e numerosi riconoscimenti per i suoi autori.

Alla sede di Gravina del Lombardo Radice, l’allestimento della mostra è stato preceduto da un’assemblea studentesca d’istituto, alla quale hanno partecipato anche numerosi docenti. L’assemblea è servita a inquadrare storicamente la questione palestinese. Un momento particolarmente toccante è stato il video-messaggio di uno degli autori, Shadi Al-Tabatibi, che ha trasmesso con semplicità e intensità la tragedia vissuta dalla popolazione di Gaza, lasciando un’impressione indelebile su tutti i partecipanti.

Successivamente, la mostra è stata visitata da tutte le classi della sede, ciascuna delle quali ha dedicato uno spazio specifico all’osservazione e alla riflessione. Questa iniziativa al Liceo Lombardo Radice rappresenta un capitolo significativo del progetto diffuso che rompe il silenzio e il conformismo dei media occidentali e invita a una solidarietà attiva.

Un momento alto nella vita dell’istituto, lo hanno definito gli organizzatori, in linea con i percorsi di educazione civica e cittadinanza attiva promossi dalla scuola, che ha offerto un’importante opportunità formativa e ha permesso di aprirsi ai problemi del mondo, dimostrando come l’arte e la fotografia possano diventare strumenti potenti di memoria, giustizia e pace.

Leggi la traduzione della poesia Ti concedo rifugio” , che ha dato il titolo alla mostra, scritta da Hiba Abu Nada, poetessa palestinese uccisa dai bombardamenti su Gaza

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