Elisabeta Boldijar, detta Adele, 36 anni, rumena, uccisa a Catania in via Domenico Tempio, ha partecipato ieri alla presentazione del libro di poesie di Nino Bellia. Le è stata riservata una sedia e le è stato donato un vaso di begonia.
Ma già il giorno precedente, venerdì 6 marzo, un gruppo di donne si erano ritrovate di fronte all’ex sede del Consorzio Agrario, il luogo dove è stata uccisa, per deporre in sua memoria fiori, colori, cartoncini, striscioni.
Un modo per ricordare questa giovane donna, prostituita, straniera, senza fissa dimora, drogata, ultima fra gli ultimi, “morta nell’abbandono, nella miseria e nell’indifferenza di una città che troppo spesso lascia solə chi vive ai margini”. Così hanno scritto nel comunicato diffuso per la convocazione, “Un pensiero per Elisabeta”, un gesto collettivo di memoria e di cura, perché l’indifferenza non sia l’ultima parola.






Provo tristezza e angoscia. Ma non voglio e no devo rassegnarmi a questa disumanità dilagante.