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Uno straccio di pace per dire no alla guerra

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straccio di pace con simbolo di Enmergency, legato al poslo

Come era prevedibile, c’è la guerra in Iran e in un’area geografica dove vivono centinaia di milioni di persone, ma non si parla più di aggressore e aggredito. Nonostante il passato, anche recente, si tenta ancora la carta della guerra giusta, quella necessaria per esportare la democrazia. Conseguentemente, nessuna sanzione né per gli USA, né per Israele. In nome del doppio standard, dei due pesi e delle due misure, assistiamo alla fine del diritto internazionale. Emergency dice ‘non ci stiamo’ e propone a ognuna e ognuno di noi di condividere questo grido di pace.

La guerra è scoppiata, è in corso, ha ucciso e uccide.
Durerà anche quando militari e strateghi avranno stabilito di considerarla, dal loro punto di vista, finita.
Durerà nei lutti dei sopravvissuti, nei corpi mutilati di molti di loro.
Durerà nelle esplosioni di ordigni rimasti attivi sul terreno.
Sappiamo che molti sono favorevoli a questa guerra. Vogliamo che anche quelli che sono contrari abbiano voce.
Per farlo useremo un pezzo di stoffa bianco: appeso alla borsetta o alla ventiquattrore, attaccato alla porta di casa o al balcone, legato al guinzaglio del cane, all’antenna della macchina, al passeggino del bambino, alla cartella di scuola… Uno straccio di pace.
E se saremo in tanti ad averlo, non potranno dire che l’Italia intera ha scelto la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti.
Emergency chiede l’adesione di singoli cittadini, ma anche comuni, parrocchie, associazioni, scuole e di quanti condividono questa posizione.
Diffondere questo messaggio è un modo per iniziare.

3 Comments

    • va bene qualunque cosa, anche un vecchio lenzuolo o una vecchia maglietta da cui ricavare un pezzo di stoffa bianca, uno ‘straccio’

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