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Gli “eroi della Ragione” che ci hanno salvato dall’olocausto nucleare

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eroi del no alla guerra nucleare, Vasilij Archipov e Stanislav Petrov

1962 “crisi di Cuba”, si sfiora il conflitto diretto fra USA/URSS. Durante il blocco navale statunitense vengono sganciate bombe di profondità, per fare emergere un sottomarino russo, che, uscito indenne dall’attacco, si prepara a lanciare un siluro a testata nucleare contro il convoglio statunitense. Vasilij Archipov (comandante in seconda del sottomarino), non concordando con l’ordine, impedisce il lancio. Rientrato in Unione Sovietica venne sottoposto a indagini, al termine delle quali fu prosciolto da ogni accusa. Proseguì, perciò, la carriera militare arrivando sino al grado di ammiraglio.

Nel 1983 Stanislav Petrov, tenente colonnello dell’esercito sovietico, controlla i dati che vengono inviati dai satelliti che spiano i movimenti degli armamenti statunitensi. Sugli schermi compaiono cinque missili intercontinentali partiti, apparentemente, da una base nel Montana (USA). Il militare, interpretando il segnale come errato, decide di non lanciare l’allarme, evitando così che scatti la rappresaglia sovietica.
In suo onore, dal 2013, il 26 settembre di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione totale di tutte le armi nucleari.

Giuseppe Failoni, ricordando questi due militari, ha lanciato una petizione affinché i Comuni italiani dedichino una via, una piazza, un giardino o una sala consiliare a questi “Eroi della Ragione”. E la loro memoria diventi patrimonio comune nelle scuole, come “esempio di responsabilità individuale contro l’obbedienza cieca e come forte segnale di volontà di pace e denuclearizzazione”.

Senza il loro coraggio individuale – leggiamo ancora nella petizione – senza la loro capacità di dubitare dei comandi meccanici, “oggi non ci sarebbe storia da raccontare”. Eppure i loro nomi sono stati dimenticati.

Questa petizione acquista particolare valore in un momento come quello attuale caratterizzato da decine e decine di conflitti in atto, dalla “normalizzazione” della guerra, dal rischio concreto che “la guerra mondiale a pezzi” divenga guerra mondiale.

Un momento in cui è scaduto il trattato New START (Strategic Arms Reduction Treaty) tra Stati Uniti e Russia, il cui mancato rinnovo permetterà ad entrambi gli Stati di produrre armi nucleari senza alcun limite. E tutte le potenze nucleari, e la NATO, si sono rifutate di firmare il Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari (TPWN)

Per firmare la petizione


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