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Senza paura, un corto per parlare di donne e parità di genere

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la premiazione di Arena e dei suoi studenti al festival di Marano -dicembre 2025

Una sorta di doppio, una compagna che si materializza nel momento in cui una ragazza si trova a camminare per strada da sola, di sera. Una compagna che condivide con lei l’ansia che le monta dentro quando incrocia figure maschili, singole o in gruppo, che si profilano nella penombra. E che scompare quando la ragazza si sente finalmente al sicuro, al di là del portone di casa.

E’ così che viene rappresentata la paura nel cortometraggio “Senza paura”, prodotto conclusivo di un laboratorio realizzato da un gruppo di 20 studenti dell’Istituto Vaccarini, coordinati dalla loro docente, Pina Arena, che da anni si occupa di parità di genere.

La sceneggiatura è stata costruita insieme agli studenti, a partire da un racconto nato – a sua volta – da un precedente laboratorio di scrittura creativa. Il monologo della protagonista, che si rivolgeva alla propria paura, è stato rivisto e rimodulato per adeguarlo ad un diverso strumento comunicativo, che si basa su immagini, azioni ed ha bisogno di una trama credibile.

Essenziale, per progettare le scene da realizzare, è stata la presenza del regista, Francesco Di Mauro, già allievo di Arena, sempre disponibile a fornire il contributo della propria professionalità, come ha già fatto per altri corti precedenti.

In questo caso abbiamo un vero salto di qualità. Ci sono le riprese all’esterno (realizzate in modo da mantenere bassi i costi), ci sono le strade e la città, non una città qualunque ma alcuni scorci ben riconoscibili di Catania, c’è un gran numero di personaggi secondari, interpretati anche da ex allievi e da un collega docente, che si sono lasciati coinvolgere.

I ragazzi hanno imparato molto dal punto di vista tecnico, ma hanno lavorato molto anche sull’approfondimento dei temi: sull’analisi dell’interiorità, sulla parità di genere, sugli spazi di libertà per le donne in un mondo che non è fatto per le donne, sulla paura “normalizzata”, accettata e introiettata come condizione ordinaria. Una sperimentazione di educazione effettiva a tutto campo. Un viaggio tra scrittura, cinema e letteratura.

Quali sono gli spazi delle donne nella letteratura italiana e straniera, dell’ottocento e del novecento? Perchè Lucia è descritta sempre in spazi chiusi mentre Renzo si muove in spazi aperti e continuamente diversi? Perchè le donne non possono esprimersi liberamente? forse perché non hanno la stanza tutta per sé evocata da Virginia Woolf? Gli interrogativi sono tanti e anche gli autori che li affrontano. I ragazzi ci hanno ragionato, per giungere alla conclusione che – purtroppo – nonostante le donne abbiano lottato per l’autodeterminazione, non sono riuscite ad eliminare del tutto la paura, che è anzi tornata a farsi sentire in questo nostro tempo segnato dalla violenza. Una violenza che spesso ha come oggetto proprio le donne.

Un laboratorio, quindi, con tanti risvolti, che ha offerto agli studenti, ragazze e ragazzi, la possibilità di acquisire maggiore consapevolezza e senso critico, un obiettivo che Arena persegue sempre nelle attività che organizza con e per gli alunni, anche di altre classi e di altre scuole.

Lo ha fatto quando ha creato, nella sua scuola, uno sportello “di informazione, controllo, ascolto” sulla parità di genere, a cui studenti e genitori potevano ricorrere per esprimere il proprio disagio o ripensare a rapporti di coppia potenzialmente tossici. O quando ha creato su Facebook uno spazio di confronto virtuale, il gruppo “Pari Amore”.

E poi il giardino dei giusti e delle giuste in ogni scuola, la toponomastica femminile, la mostra sulle Madri Costituenti, altri cortometraggi (come Love me to live), di cui alcuni premiati.

Anche “Senza Paura” ha avuto un riconoscimento, è stato finalista al Festival Internazionale del cinema e della comunicazione sociale dei ragazzi, che si è appena svolto a Marano, comune della città metropolitana di Napoli. Una cittadina che, anche attraverso questo festival, realizzato in partenariato con Libera ed altre associazioni, cerca di riscattarsi da una storia segnata dalla presenza della camorra.

Guarda il cortometraggio

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