TARI a Catania, la realtà supera la fantasia

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cartelle esattoriali - foto di repertorio

Per una ipotetica rubrica “Lo dico ad Argo”, che ancora non esiste ma che potremmo pensare di avviare, ci arriva – da un lettore che chiameremo Bruno – un racconto che sembra un’invenzione buffa e paradossale. Si tratta, invece, della testimonianza veritiera di un cittadino che vive sulla propria pelle non solo i disservizi del Comune ma anche le arroganti pretese di far pagare ai contribuenti la totale disorganizzazione degli uffici.

Il Comune di Catania, che notoriamente non riesce a far pagare la tassa sui rifiuti (TARI) a migliaia di utenti, ultimamente ha escogitato il sistema di farla pagare due volte, almeno ad alcuni.

In particolare a quelli che abitano in strade e piazze che nel tempo, per iniziativa dell’Ufficio toponomastica dello stesso Comune, hanno cambiato intestazione. Ad esempio l’attuale piazza Falcone che un tempo si chiamava piazza Cappellini (Nomi che sono reali, ma non sono quelli della storia che qui si racconta).

Capita così che un bel giorno ti vedi recapitare, con semplice lettera ordinaria, dall’Ufficio Tributi della Ragioneria comunale, un bel plico che ti intima di pagare una consistente cifra, mettiamo circa 3.500 euro, in quanto risulta che non hai pagato la TARI per la tua abitazione in piazza Cappellini, dal 2019 al 2022.

Cosa fa l’utente diligente sicuro di averla pagata? Va a recuperare dal suo archivio tutte le ricevute di pagamento che aveva conservate e si accorge che esse erano state regolarmente notificate, ma all’indirizzo di piazza Falcone, nuova denominazione della piazza in cui ha la sua residenza da più di trenta anni.

Con pazienza compila un’educata lettera in cui tenta di spiegare all’Ufficio del Comune che l’abitazione in questione è una sola, che la piazza Cappellini non esiste più, come il Comune stesso dovrebbe sapere, essendo lui il titolare della toponomastica cittadina, che la TARI era stata regolarmente pagata per quegli anni e che, quindi, quella minacciosa ingiunzione di pagamento palesemente è priva di fondamento e va semplicemente annullata.

Per sicurezza allega le fotocopie di tutte le ricevute di pagamento e spedisce il tutto per PEC certificata, la cui ricezione è regolarmente confermata dal Comune stesso, con tanto di indicazione dell’Ufficio competente e nominativo del responsabile del procedimento.

Passano i mesi. Silenzio da parte del Comune, interpretato come assenso alla richiesta. Comune che nel frattempo ha esternalizzato la Riscossione coattiva delle sue entrate a due società specializzate – Municipia e Gamma Tributo – con un appalto probabilmente pagato a suon di euro.

Questa società, certamente dotata di strumenti di DA (Deficienza Artificiale) ancora più potenti, ignora tutta questa storia e un bel giorno fa recapitare al malcapitato, con una lettera altrettanto ordinaria, una nuova ingiunzione atomica di oltre 8.000 euro, da saldare entro un mese – tanto sono bruscolini – risalendo con la contestazione fino agli anni 2017 e 2018.

Cosa deve fare, a questo punto, lo sventurato cittadino, oltre che imprecare per il modo stupido con cui questi soggetti sprecano il loro tempo di lavoro per adempiere a procedure del tutto inconcludenti?

Rispedire tutta la documentazione necessaria per discolparsi di un delitto che non ha commesso e che risale invece all’incapacità della mano destra degli Uffici del Comune di informarsi su cosa sta facendo la sua mano sinistra.

Certamente, ancora, recarsi di persona (possibilmente disarmato) agli uffici di queste Società profumatamente pagate dal Comune per fare quello che lui stesso si dimostra incapace di fare, per spiegare anche ai nuovi arrivati da dove nasce l’equivoco, sprecando anche lui almeno una mattinata.

Mi chiedo, infine, però, e chiedo ad Argo: è possibile, in questi casi, denunciare il Comune di Catania e le Concessionarie ad esso collegate per tentata e reiterata estorsione?

Grazie per la eventuale risposta

1 Comment

  1. per un caso che mi ha riguardato (bolletta astronomica per errata registrazione della lettura dei consumi), a fronte della pretesa di pagare comunque ed eventualmente vedere scalato il credito negli anni a venire, ho presentato esposto alla Procura della Repubblica affinché valutasse eventuali reati. Abito da molti anni in città diverse da Catania e devo dire che la Procura si è attivata e la faccenda si è chiusa positivamente ….

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