Ecco una poiana che si appresta a ghermire la propria preda. Siamo nell’area verde di Cibali, l’ampio spazio di grande valore naturalistico che il Comitato Orti della Susanna vuole salvaguardare e proteggere dal rischio di cementificazione. Qui è possibile realizzare quel parco urbano che può arricchire Catania del verde di cui è carente.
In quest’area gli uccelli rapaci sono una presenza costante, non solo poiane ma anche altre specie, come il gheppio e l’aquila minore. Gli Orti sono, infatti, in città, una delle poche aree in cui i rapaci possono cacciare.
A scattare la foto di copertina è stato Dario Amore, un giovane ornitologo naturalista che vive a ridosso degli Orti. Con la sua collaborazione ci ripromettiamo di farvi conoscere meglio le specie presenti in quest’area, alcune delle quali fortemente minacciate e in diminuzione, come saltimpalo, il pigliamosche e il passero solitario. Molti uccelli hanno, infatti, scelto gli Orti per nidificare o per farne territorio di caccia.

E’ il caso della coppia di poiane che Dario ha più volte fotografato e che, ci dice, “quest’anno ha fatto involare un giovane”. Una coppia che ha nidificato nei pressi degli Orti e viene a cacciare al suo interno “perché l’ambiente prativo aperto è perfetto per questo scopo e la presenza dei pali le favorisce ulteriormente, permettendo loro di cacciare da diversi posatoi.”
La loro presenza costante – prosegue – è “un importante indicatore dello stato di salute dell’habitat”. Come abbiamo già scritto, infatti, nell’area sono presenti, oltre che insetti, “rettili, piccoli mammiferi di specie talora protette, ed uccelli che lì nidificano o cacciano, chiudendo la catena alimentare” e dimostrando l’ottimo stato di salute di un sistema ecologico unitario.
Di seguito, un maschio in volo con la sua preda (foto di Dario Amore)



Una presenza di poiane e di altra fauna che costituiscono una rarità per un’area a verde selvatico all’interno di una caotica città come Catania assediata da un traffico infernale quotidiano è una singolare ed importante realtà naturalistica che va, assolutamente,protetta e curata ed il cui accesso e fruizione vanno gestiti con profondo rispetto.
Mi chiedo,purtroppo,se fosse meglio interdire un’area di cosi’ notevole importanza florofaunistica, ma accessibile,solo, con visite programmate ed accompagnate da personale qualificato. Forse,sto esagerando,ma,spesso mi accorgo dell’alto livello di inciviltà che identifica la nostra Città, con la presenza di vandali di ogni genere,fatto salvo un gran numero di persone coscienti e rispettose dell’ambiente che,oggi,come si ha il dovere di salvaguardare per il nostro stesso benessere.