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Raniero La Valle a Catania, il coraggio della pace

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Raniero La valle - nov2015 - CGIL - coraggio della pace

Luca Cangemi, docente, animatore del circolo comunista Olga Benario, già parlamentare, ci racconta oggi l’incontro dello scorso 15 novembre con Raniero La Valle, giornalista, politico e scrittore, venuto a Catania per il primo incontro della campagna nazionale “Disarma la finanziaria”.

Disarma la finanziaria” è lo slogan della campagna nazionale lanciata dall’associazione “Il coraggio della pace. Disarma”. Il primo incontro si è tenuto a Catania, sabato 15 novembre, nel salone della CGIL in via Crociferi, con un pubblico numeroso, accorso per un ospite d’eccezione, Raniero La Valle.

A dialogare con La Valle, protagonista indiscusso della storia civile, politica, culturale italiana e del risveglio dell’impegno civile per la pace, c’erano Ambra Monterosso e Luca Cangemi (dell’associazione “Il coraggio della pace. Disarma”) e Clara Statello, giornalista.

In apertura dell’incontro, Luca Cangemi ha illustrato le motivazioni della campagna “Disarma la finanziaria” , che proseguirà, dopo questo primo evento catanese, in numerose città italiane, come occasione di confronto sul tema della pace e sulle mobilitazioni contro la politica di guerra e massacro sociale del governo Meloni, ricordando i pesanti tagli alla spesa pubblica, dalla sanità alla scuola, che la finanziaria prevede.

Dalla finanziaria al Sudan, come in un puzzle in cui tutte i pezzi si inseriscono al loro posto, l’ampio discorso di Raniero La Valle ci porta al cuore di quello che sta accadendo in questi che definisce “tempi tragici”.

Partendo proprio dalla manovra finanziaria del governo Meloni che ignora i veri bisogni del paese e che destina le risorse alle spese militari, e non si capisce con quale scopo, in assenza di una politica industriale o di sviluppo.

La domanda è: a quale scopo l’aumento delle spese militari? Lo scopo di quelli che le fabbricano è chiaro. Ma per quale guerra, visto che in Italia non ci sono guerre? In realtà Giorgia Meloni fa la guerra di Ursula von der Leyen, presidente della commissione europea, e del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Documenti alla mano, citazioni puntuali, Raniero La Valle denuncia un mondo capovolto , in cui in Europa si prepara una “guerra preventiva” alla Russia, seguendo la pericolosissima dottrina strategica americana.

Oltre agli investimenti in spese militari per cinque anni, visto che la guerra è prevista nel 2030, e durante i quali non mancherà il sostegno all’Ucraina (in un guerra che è quindi destinata a durare a lungo, a tutto vantaggio dell’industria europea della Difesa) il piano di Ursula von der Leyen prevede altre misure da adottare all’interno dei paesi europei.

Dalla repressione (per esempio inasprimento delle norme in materia di indagini, e creazione di una polizia europea) al cambiamento di mentalità (sul quale da tempo si sta lavorando, con la militarizzazione delle nostre scuole, e sul quale pare parecchio impegnato il nostro ministro dell’istruzione e del merito, Valditara).

Quest’Europa entra così nella competizione strategica per l’ordine mondiale voluto dagli Stati Uniti, per cui, secondo documenti della Casa Bianca, occorre mettere fuori gioco la Russia, per arrivare poi alla Cina.

A questo proposito La Valle cita un documento in cui l’ex presidente degli Stati Uniti, Biden, diceva che la Russia doveva essere portata alla condizione di paria, cioè, come nel sistema castale indiano, alla condizione del fuori casta.

La denuncia della natura irrazionale e criminale delle classi dirigenti dell’Occidente, prosegue con l’analisi della lettera di Trump al presidente israeliano Herzog. In un tono paternalistico e con un inaudito intervento nelle questioni interne di un altro paese, Trump chiede la grazia per Netanyahu, (primo ministro israeliano, imputato per corruzione nel suo paese e oggetto di diversi mandati di arresto da parte della Corte penale internazionale per crimini di guerra e crimini contro l’umanità), attribuendo a se stesso e a Netanyahu il merito di aver portato Israele, dopo 3.000 anni, verso un tempo di pace, grazie agli accordi di Abramo che stanno cambiando il mondo.

Trump si presenta così come colui che ha realizzato pienamente il progetto messianico (cioè la fine dell’attesa della redenzione finale , una redenzione che si realizza nella storia, al di fuori di ogni compatibilità col diritto umano).

Un progetto culminato nella costituzione approvata da Israele nel 2018, che riserva ai soli ebrei i diritti legati alla cittadinanza, escludendo così i palestinesi, già privati della loro terra e, per costituzione, dei loro diritti.

E’ chiaro il pericolo di questa unità – anche attraverso la mitizzazione religiosa – di Israele e degli Stati Uniti.

Assistiamo così al genocidio del popolo palestinese, mentre un altro genocidio viene oscurato e appare lontano, in Sudan, con deportazioni, stragi, eccidi stupri, carestie.

La conclusione di Raniero La Valle – una vita dedicata alla causa della pace – arriva come una staffilata: “Cosa aspettiamo ad alzarci in piedi? Non possiamo vivere in un mondo così!”

Bisogna avere, e viene ribadito in diversi modi nel dibattito, “Il coraggio della pace”, quel coraggio già dimostrato , in particolare da molti giovani, nelle recenti manifestazioni per la Palestina e che impone di continuare la mobilitazione a partire, oggi, dall’opposizione ad una manovra finanziaria di guerra.

2 Comments

  1. Bello il messaggio di Raniero LaValle. Ma chi riuscira’ e con quali strumenti e intelligenze? Speriamo in un miracolo?

  2. ho un grande rammarico da laico non credente,, ed è la mancanza di Papa Francesco, della sua autorevolezza e forza nella denuncia dei crimini che la guerra perpetua…. schierandosi apertamente e senza nessun timore contro tutti i i cosidetti potenti della terra …..

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