Catania, la bellezza nascosta sotto la superficie del mare

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due immagini affiancate: la Catania emersa e quella sommersa

Andrea Abramo, appassionato di immersione subacquea tanto da farne anche un lavoro e creare un centro di formazione e diving di cui è trainer, inizia oggi una collaborazione con Argo presentandoci la bellezza del mondo sommerso che è una delle attrattive, spesso ignorate, della nostra città.

Ogni volta che si parla di Catania, fra concittadini, lo si fa spesso riferendosi alle molteplici bellezze culturali e naturalistiche della nostra città o, purtroppo, per annoverarne i difetti ed autoaccusarsi di questo o quel malaffare o cattiva gestione.

Pochissimi sanno che la nostra città nasconde moltissimi tesori sommersi, anfratti, grotte, relitti ricchi di storia e location stupende in grado di regalare ore indimenticabili agli appassionati di mare, sia neofiti che professionisti.

La costa catanese è una meta unica dal punto di vista subacqueo, la morfologia particolare e gli scenari insoliti la rendono particolarmente interessante. Non serve essere grandi nuotatori o possedere brevetti costosi, basta qualche ora di snorkeling in compagnia di una guida esperta per godere delle bellezze che ci circondano ma che spesso banalmente diamo per scontate pur avendo fatto il bagno in queste acque per anni ed anni.

Il fondale è formato principalmente da franate laviche e lo scenario è molto simile a quello che siamo abituati a vedere passeggiando sull’Etna. Veri e propri terrazzamenti e fiumi di lava e rocce che altro non sono che il prolungamento subacqueo delle varie eruzioni che più e più volte hanno sommerso Catania nel corso di centinaia di anni e che, complice la loro poca accessibilità, sono rimaste pressochè immutate negli anni. Solo il normale fenomeno di erosione del moto ondoso porta via piccole briciole modificando forme e pendenze.

Il contrasto fra la luce del sole, assorbito e modulato dalla roccia nera e l’acqua limpida (nelle giornate di buona visibilità, rare purtroppo a causa del forte inquinamento delle nostre acque) crea un mix indimenticabile. Il colore dell’acqua è blu intenso, non il turchese tipico delle brochure nelle agenzie di viaggi, e questo lo rende un colpo d’occhio interessante e intrigante.

Catania subacquea non ha nulla da invidiare a mete molto più blasonate anche dal punto di vista della fauna e biodiversità, anche se purtroppo, come ben noto, il popolo catanese e l’intera filiera istituzionale dovrebbero impegnarsi molto di più nel preservare e valorizzare questo bene unico e prezioso che abbiamo.

Spostandoci a pochi km da Catania, nei pressi dell’Area Marina Protetta dei Faraglioni e nelle zone limitrofe (Capomulini, la Timpa di Acireale, Stazzo) lo scenario offre anche relitti (Il Taikosan Maru, ormai quasi completamente distrutto e poco riconoscibile, spesso usato come prima esperienza per i neofiti) ed esperienze uniche di avvistamento cetacei nella zona di Stazzo.

Ecco un assaggio di immagini: Gorgonie, Posidonia, Cernia Bruna

La gorgonia, a differenza di quello che può sembrare, non è una pianta ma un animale.

Per la precisione una colonia di organismi, chiamati polipi, che costruiscono uno scheletro semirigido, talvolta rinforzato da carbonato di calcio.  Anche le gorgonie infatti sono coralli, in particolare Antozoi ed appartengono al phylum degli cnidari come i coralli dei mari tropicali e le meduse.

Una pianta acquatica è, invece, la posidonia. Le praterie di posidonia sono un elemento chiave per l’intero sistema costiero mediterraneo. La loro buona salute è importante dal punto di vista ecologico, perché incide indirettamente su gran parte degli altri ecosistemi marini. I posidonieti svolgono una funzione cruciale nella stabilizzazione dei fondali e nella difesa delle spiagge dai fenomeni erosivi.

esemplare di cernia bruna, che nuota in solitaria in un bellissimo mare

La Cernia Bruna è un animale solitario, che raggiunge i 60 anni di età. Ha la capacità di cambiare sesso a un certo punto della vita: le femmine raggiungono la maturità sessuale verso i 5 anni di età e, prima di raggiungere i 12 anni o quando pesano circa 7-8 kg, si trasformano in maschi pronti per accoppiarsi. Se però sono già presenti un numero sufficiente di maschi disponibili per la riproduzione, tale transizione non ha luogo e la cernia resta femmina finché non c’è bisogno di rimpinguare la popolazione maschile. Il prelievo di questo pesce è regolato o addirittura vietato.

Forse dovremmo cambiare atteggiamento ed imparare a passeggiare osservando e cogliendo “il bello”, sia esso sull’Etna, sott’acqua, in pineta o in centro a visitare Musei e siti storici.

Chissà che un atteggiamento diverso da parte nostra non aiuti a far passare l’amaro in bocca delle tante cose “storte” che sciupano Catania (come tante altre grandi città, soprattutto nel sud Italia), a causa di una cattiva gestione.

4 Comments

  1. Sarebbe utile sapere anche dove esattamente sono state fatte le magnifiche foto !
    Grazie

  2. anche questa, assieme a tante altre, è una grave manchevolezza da parte dei ” nostri ” amministratori …..
    una straordinaria risorsa che non viene valorizzata dal punto di vista della promozione del turismo naturalistico…… e cosi lasciamo che questo segmento venga dirottato altrove….

  3. E se esistesse una visione un po’ meno miope della realtà e dell’economia sarebbe chiaro per tutti che questo è un patrimonio prezioso, un’ opportunità enorme da non lasciare nelle mani di chi dimostra tutti i giorni la propria incapacità, la propria ignavia o peggio, la propria malafede.

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