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Trans Pride, diritti e rispetto

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logo del Trans Pride

Tre giorni all’insegna della “elaborazione politica e della rivalsa collettiva”. Così viene presentato, dai suoi organizzatori, il Trans Pride, che si terrà per la prima volta a Catania dal 20 al 22 novembre.

E ancora, “non più una ricorrenza che osserva la violenza da lontano, ma un percorso che mette al centro le soggettività trans*. Soggettività protagoniste di una nuova narrazione e di una nuova pratica politica e non più vittime designate della marginalità.”

A promuovere il Trans* Pride è il Comitato Catania Pride, e in particolare le associazioni Open Catania, GenderLens e Transgressivə, che negli ultimi anni hanno raccolto, accompagnato e sostenuto le battaglie delle persone Trans.

Il 20 novembre è il Transgender Day of Remembrance (TdoR), una ricorrenza nata nel 1999 a San Francisco per ricordare l’assassinio di Rita Hester, donna afroamericana transgender, che diventò un simbolo delle vittime della violenza transfobica dopo che, in suo onore, l’avvocata Gwendolyn Ann Smith ebbe organizzato una veglia a lume di candela.

Da allora la violenza nei confronti delle persone transgender non possiamo dire che sia diminuita di molto, sta anzi riprendendo vigore da quando le politiche nazionali, europee e d’oltreoceano, stanno mettendo in discussione “i percorsi di affermazione di genere e i diritti delle persone trans*”.

Ma la violenza transfobica non deve essere considerata un destino inevitabile “o una statistica da aggiornare ogni anno”.

Per gli organizzatori, la misura è colma: “Non siamo più dispostə ad accettare che le nostre vite siano trattate come sacrificabili, come eccezioni da tollerare o cancellare”. Quindi, anche se “camminiamo sulle gambe di chi non c’è più, noi guardiamo avanti: vogliamo vivere, vogliamo farlo insieme, vogliamo farlo adesso”.

Ecco perché il Pride è stato organizzato in modo da essere, più che una parata festosa, una “marcia determinata, rumorosa e incazzata, capace di attraversare lo spazio pubblico con la forza di un corpo collettivo. Non un contenitore di lustrini e musica, non un gadget da vetrina, ma uno strumento politico nato da una rivolta. La nostra comunità oggi ha il dovere di tornare a essere conflittuale, visibile, incontrollabile se necessario”.

A Catania il Trans* Pride si aprirà con un momento di confronto sul significato del TDoR oggi. A discuterne saranno Egon Botteghi, Roberta Parigiani e Massimo Milani, figure storiche e voci autorevoli delle lotte T* italiane. Modererà la giornalista Roberta Fuschi. Nei tre giorni si alterneranno altri momenti culturali, come la proiezione del film Unicorni, presso il cinema King, che porterà l’attenzione sulle infanzie e le adolescenze trans*. Ospite speciale, l’attivista queer Daniela Falanga, insieme allə rappresentanti delle associazioni locali.

Tra le varie iniziative, anche la performance drag con Grazianal e Parma Gianna e la stand-up comedy con Celeste Siciliano, a cura di UAAR Catania.
Seguiranno altri momenti come incontri comunitari e pratiche di memoria che ridanno voce a chi l’ha perduta. Ed infine il corteo del 22 novembre che attraverserà i luoghi simbolici della città.

Con questa tre giorni, persone che vivono lo stigma e la discriminazione, per identità di genere e orientamento sessuale, vogliono riaffermare il loro diritto a vivere in libertà e nel rispetto di tutti.

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